#UNITIPERLORO Evento: AnimaAmbiente - Antropocentrismo la malattia, biocentrismo la cura?

Coordinamento #UNITIPERLORO e SIOI con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 













CONFERENZA
 “AnimaAmbiente” – Antropocentrismo la malattia, biocentrismo la cura?

Venerdì 1 dicembre 2017 dalle ore 15 alle 19 
SIOI, Salone delle Conferenze 


Introduzione 
Franco Frattini, Presidente della SIOI 

“Il futuro dell’orso e dei grandi predatori tra verita’ mai raccontate e disinformazione mediatica” 
Davide Celli, Scrittore, Giornalista e Presidente dell’Associazione LEGIO URSA 

“Il lupo tra fiaba e realta’:”Il mondo visto con gli occhi del lupo” 
Ethel Onnis, Naturalista Progetto “L’arte nell’essere lupo” 

“Conservazione del lupo: basi scientifiche e elementi sociali e culturali di una difficile sfida” 
Dott. Piero Genovesi, responsabile ISPRA conservazione e gestione patrimonio faunistico nazionale 

“Il mare malato” 
Francesco Saverio D’Aquino – Sea Shepherd 

“DNA intrappolati: l’incubo concreto degli statutari 
Daniele Tedeschi, BSc Phd, Coordinatore scientifico OSA, Direttore Scientifico Progetto Genobioma 

“Violenza sugli animali e pericolosità sociale” 
Francesca Sorcinelli-Presidente di Link Italia 

“Buono, sano e vegano…” 
Dott.Maurizio Conte, pediatra

 “Presentazione progetto Cuori in Corsa” 
Giacomo Lucchetti, Motociclista sportivo 

 “Diritti animali e rovesci umani” 
Luigi Lombardi Vallauri, filosofo e scrittore 

Conclusioni, lettura manifesto, obiettivi. 

Comitato #UNITIPERLORO: Andrea Cisternino, Riccardo Lagana’, Elisabetta Strano, Leonardo Rania

Per partecipare all'evento: scrivere all’indirizzo: stampa@sioi.org oppure registrarsi sul sito: www.sioi.org


16.11.17 | Posted in , , , , , , , , , , , , , , , | Continua »

Orsa Kj2, la Procura di Trento apre un’inchiesta per “uccisione di animali senza necessità”

Orsa Kj2, la Procura di Trento apre un’inchiesta per “uccisione di animali senza necessità
Guido Minciotti 





Aperto dalla Procura di Trento un fascicolo a carico di ignoti in relazione all’abbattimento dell’orsa Kj2, disposto dalla Provincia autonoma di Trento. Il reato ipotizzato è quello di uccisione di animali senza necessità, art. 544 bis del codice penale. L’orsa, che secondo le indagini genetiche il 22 luglio aveva aggredito un 70enne nella zona dei laghi di Lamar, a Terlago, in Trentino, e nel 2015 si era resa responsabile di un’altra aggressione, è stata uccisa pochi giorni fa dalla forestale locale in attuazione di un’ordinanza di cattura o abbattimento del presidente Ugo Rossi. Ne abbiamo scritto qui su 24zampe. L’inchiesta è stata avviata dopo la presentazione di una relazione redatta dal Corpo forestale provinciale in cui vengono precisati i motivi dell’abbattimento. Secondo i forestali, alla base dell’intervento c’era il rischio di non potere salvaguardare la salute pubblica di fronte alle possibili nuove aggressioni da parte del plantigrado. Inoltre, pare ci fossero problemi tecnici per provvedere all’eventuale cattura in quanto sarebbe stato difficile avvicinare l’animale in modo da sedarlo. Sarà ora il procuratore di Trento, Marco Gallina, ad esaminare la relazione. Al momento non sono stati depositati esposti da parte delle associazioni animaliste, anche se sono state annunciate. A fronte delle spiegazioni di Rossi dei giorni scorsi, (“Quando il pericolo sale oltre ad una certa soglia, si procede all’abbattimento anche per garantire la sicurezza delle persone” e “non siamo qui a gioire per l’abbattimento, ma meglio commentare questo tipo di soluzione che qualcosa di ben più grave”), sul Trentino si è abbattuta una bufera mediatica innescata dalle reazioni degli animalisti all’abbattimento di Kj2. Su 24zampe abbiamo registrato le reazioni delle associazioni qui e qui. L’Enpa è arrivata a chiedere le dimissioni di Ugo Rossi e del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. L’Aidaa ha inviato una lettera al presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, per chiedere al Parlamento europeo di condannare “senza se e senza ma il folle gesto del presidente della Provincia di Trento”. Sui social network, infine, si sono registrati toni molto accesi con attacchi personali al governatore Rossi e appelli al boicottaggio turistico e economico del Trentino, ancora senza riscontri. 


Abbiamo scritto spesso dell’orsa Kj2 su 24zampe. Chi fosse interessato può cercare altri post scrivendo “Kj2” nell’ottimo motore di ricerca del blog.


19.8.17 | Posted in , , , , , , , | Continua »

FRATTINI: "PER LORO SERVE UN SANTUARIO"

FRATTINI: "PER LORO SERVE UN SANTUARIO" 
L'Ex Ministro racconta i viaggi sulle loro tracce: "Come in Canada, rispettiamoli nel loro habitat" 

di Sandra Mattei 
Trento 

Di lui si sa che è stato il più giovane componente nel Consiglio di Stato, nel 1986 e poi, ministro per la funzione pubblica, ed ancora degli Esteri nei due governi Berlusconi dal 2002 al 2004 e dal 2004 al 2011. Quello che non t'aspetti è che Frattini, oggi sessantenne e impegnato nell'Alta corte di giustizia sportiva del Coni, sia anche un appassionato di orsi. Del resto l'ex ministro ha casa a Bolzano e le sue vacanze è solito passarle in Val Badia, dove tra l'altro ha conosciuto la moglie, sposata nel 2010. Ed in questa bagarre di reazioni scatenata dall'ultima aggressione dell'orso a Terlago ha deciso di dire la sua, proponendo di realizzare un Santuario dell'orso proprio in Trentino.

Frattini, come mai questo interesse per l'orso? 

Sono sempre stato un appassionato di montagna e le mie vacanze le passo in Val Badia, ma sono affascinato dalla natura e dagli animali, ed in particolare dagli orsi, perché sono un simbolo della fauna selvatica alpina. I miei viaggi in giro per il mondo sono stati dettati da mete dove potessi osservare gli orsi nel loro habitat naturale. 

Ci può raccontare dov'è stato e cosa ha visto? 
Le dirò che non occorre andare chissà dove per scoprire gli orsi, perché in Val Badia, a San Cassiano, c'è il Museo dell'Ursus Ladinicus, dove sono esposti i resti dell'animale preistorico che 50 mila anni fa viveva nei boschi delle Alpi a 2600 metri di altezza. Tuttora in una grotta lunga un chilometro si possono ammirare gli scheletri dell'Ursus Ladinicus e questa è già una grande emozione. I miei viaggi sono sempre stati sulle tracce degli orsi, dai Grizzly del Denali National Park in Alaska a quelli dell'isola Kodiak, che sono i più grandi in assoluto, da quelli della Kamchatka agli orsi neri del Quebec. Ho visto orsi che pesano 500 chili, alti 3 metri, mamme con i piccoli, orsi che facevano il bagno e che mangiavano il miele; uno spettacolo unico. 

In che modo si muoveva in questi viaggi? 

Sono sempre stato in gruppi organizzati con una guida ed anche se gli incontri sono stati ravvicinati, a una cinquantina di metri distanza, non è mai successo niente. Nei parchi, le guide portano con se le bombole di gas urticante, ma anche in zone dove vivono liberi, come quelli in Quebec, le case sono circondate dai fili elettrificati, come quelli delle mucche e non danno fastidio alla gente. 

Ma non si può paragonare il territorio del Canada a quello del Trentino, no? 

Quello che voglio dire è che se si violano le zone dove sono soliti spostarsi, in uno spazio limitato come quello di un sentiero, è ovvio che se ci si imbatte in un orso, lui si sente in pericolo. In Quebec, dove vivono gli orsi neri delle dimensioni dei nostri, per evitare incontri ravvicinati se si va nei boschi, si mette sempre un campanaccio sullo zaino, come dire "se vieni a casa mia, almeno avvisa". Noi invece sappiamo organizzare solo le battute di caccia. 

Fatto sta che gli orsi in Trentino sono stati introdotti ed ora tutti sono preoccupati per il loro numero. Lei che soluzione propone? 

Con gli ingenti fondi che la Provincia di Trento ha ricevuto per il ripopolamento dell'orso, perché non creare un Santuario dell'orso, come al largo della Liguria c'è il Santuario delle balene? Un'area protetta dove si ammirano questi animali dei boschi a distanza, con la guida, e soprattutto con il rispetto che l'uomo dovrebbe verso chi in quei boschi c'era da millenni, prima che gli uomini. 

Ma i nostri spazi non sono nell'America del Nord. 

Anche inAbruzzo c'è il parco naturale con i lupi e gli orsi. Se ci sono riusciti loro, perché non provarci in Trentino? Io vorrei che i nostri nipoti potessero vedere l'orso nei luoghi dove può vivere e non la pelle stesa ai piedi di un camino. Chissà se i trentini si sveglieranno dalla ossessione e capiranno che un Santuario dell'orso sarebbe attrazione unica ed esempio unico di nobile civiltà.




28.7.17 | Posted in , , , , , , , , , , | Continua »

5 giugno Giornata Mondiale dell'Ambiente: Global Warming il diritto alla conoscenza e le responsabilità della Comunità Internazionale

Giornata Mondiale dell’Ambiente 
GLOBAL WARMING IL DIRITTO ALLA CONOSCENZA E LE RESPONSABILITÀ DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE 
Lunedì 5 giugno 2017 - ore 16.30 SIOI, Salone delle Conferenze Roma – Piazza San Marco 51 

Indirizzo di Saluto 
Franco FRATTINI, Presidente della SIOI 

Introduzione 
Karoline KANTER,Direttrice Fondazione Konrad Adenauer



Intervengono 
Giulio TERZI DI SANT'AGATA, Presidente del Global Committee for the Rule of Law - GCRL Beatrice COVASSI, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea
Francesca GRAZIANI, Seconda Università degli Studi di Napoli
Federico BROCCHIERI, Vicepresidente e Contact Point UNFCCC - Italian Climate Network
Simone MOLTENI, Direttore scientifico LifeGate


Conclusioni di Elisabetta ZAMPARUTTI- Ufficio di Presidenza Partito Radicale

Modera l’incontro: Enrico SALVATORI, Giornalista di Radio Radicale

Info: www.sioi.org


1.6.17 | Posted in , , , , , , , , | Continua »

Inaugurazione dell'Anno Giudiziario Sportivo al CONI

Foto Mezzelani – GMT
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, il Presidente del Collegio di Garanzia per lo Sport, Franco Frattini, e il Procuratore Generale dello Sport, Gen. Enrico Cataldi, hanno inaugurato l’Anno Giudiziario Sportivo 2016 al Salone d’Onore del CONI



Caro Presidente Malagò,
Caro Segretario Generale Fabbricini,
Care Colleghe e Cari Colleghi presidenti delle Sezioni e componenti del Collegio di Garanzia dello Sport,
Egregio Procuratore Generale dello Sport, signori e signore! 

È la prima volta, in assoluto, che nel salone d’onore del CONI l’organo di ultima istanza della Giustizia sportiva italiana è chiamato, con l’apertura dell’anno giudiziario 2016, a tracciare un bilancio della propria attività e a formulare qualche proposta per il futuro. 

È questo un ulteriore segno, ben visibile, della attenzione che il CONI e il suo Presidente, sin dall’inizio del suo mandato, hanno prestato nei riguardi della giustizia sportiva e dei suoi organi, oggetto di una profonda e innovativa riforma che il Presidente Malagò ha fortemente voluto e condotto in porto dopo assai poco tempo dal suo insediamento. 

Il sistema della giustizia sportiva prevede oggi, dopo i diversi gradi della giustizia endofederale, un giudizio di legittimità, comparabile con quello affidato alla Corte di Cassazione per la giurisdizione ordinaria, che sta dimostrando di conseguire gli obiettivi di rapidità, efficienza e indirizzo nomofilattico che la riforma aveva indicato. 

Si sta, inoltre, rivelando utile ed efficace il ruolo della Procura generale dello Sport, per la cui istituzione alcuni avevano sollevato dubbi e perplessità, che credo siano oggi svaniti completamente. 

Il mio ringraziamento, in apertura, è diretto al Presidente del CONI, che ha voluto la riforma e affidato la delicata funzione di presidente e componenti del Collegio a chi vi parla e a colleghi che, dal primo all’ultimo, stanno svolgendo il loro compito - che, va ricordato, è a titolo gratuito - con esemplare qualità, dedizione, lealtà istituzionale e grande passione, sottraendo certamente tempo alle famiglie, al riposo o ad altre attività professionali. 

Grazie, a tutti voi, cari colleghi, per dimostrarvi all’altezza della fiducia che lo sport italiano ha riposto in voi! 

Il caposaldo del nostro lavoro è l’autonomia della giustizia sportiva da quella ordinaria, corollario dell’autonomia dello sport riconosciuta con continuità in Italia da governi di struttura e colore politico assai diversi, e confermata al più alto livello dalla giurisprudenza anche costituzionale. 

Il Collegio ha operato, e continuerà a farlo, nella convinzione che lo sport italiano meriti trasparenza, integrità, contrasto fermo ad ogni violazione delle regole, e che ciò sia dovuto ai milioni di italiani che seguono, praticano o hanno praticato attività sportive amatoriali ed agonistiche; italiane ed italiani che attendono dalla giustizia sportiva una parola chiara, rapida, severa e senza sconti quando occorra, affinché i principi della Carta olimpica e degli Statuti non siano semplicemente affermati, ma pienamente attuati. 

Il quadro ordinamentale, nazionale ma anche europeo - al quale il Collegio guarda con crescente attenzione - attribuisce ormai valenza “costituzionale” al diritto di praticare uno sport, ma con altrettanta chiarezza stabilisce che se la leale competizione sportiva è in qualunque modo truccata - dal doping a una compravendita di una partita di calcio - tocca alle Istituzioni - Federazioni e CONI, anzitutto, e giustizia sportiva ove occorra - intervenire con rigore per garantire che la pulizia nella pratica sportiva sia l’esempio quotidiano per i giovani, per gli sportivi praticanti e non, per l’intera collettività. 

Nel corso del 2015 il Collegio di Garanzia ha definito 102 ricorsi. Il numero dei procedimenti che la previgente Alta Corte di Giustizia Sportiva si trovava ad esaminare ogni anno si è quasi triplicato e tale dimensione quantitativa del contenzioso risulta essere considerevole anche ove raffrontata con l'esperienza del Tnas; non bisogna dimenticare, invero, che una parte consistente del contenzioso conosciuto dal Tnas era costituito dalle controversie tra calciatori ed agenti dei calciatori, oggi sottratte alla cognizione del Collegio di Garanzia. 

Pur tuttavia, a prescindere da un valutazione di stampo meramente quantitativo del suddetto contenzioso, risulta evidente come numerosi procedimenti delibati dal Collegio in quest'ultimo anno abbiano avuto ad oggetto questioni complesse e delicate, suscettibili, per i motivi di rilevanza e di principio ad esse connessi, di produrre effetti importanti anche sul piano dell'ordinamento sportivo nel suo complesso considerato. 

Penso, ad esempio, alle controversie aventi ad oggetto: il regime impugnatorio di un’assemblea di Lega, l’iscrizione ai campionati, la cancellazione di una società sportiva dilettantistica nell’ambito del registro CONI, l’assetto del campionato di Lega Pro a 54 ovvero a 60 squadre, l’ammissibilità del ricorso della Procura Generale del CONI in caso di decisione di secondo grado federale di assoluzione, la vicenda del calcio scommesse (cosiddetto filone “dirty soccer”). 

Il Collegio ha in varie occasioni, a proposito della cd responsabilità oggettiva, delineato portata ed effetti dell’obbligo di precauzione cui le società sportive sono tenute, anche a prescindere da alcuna colpevolezza dei loro comportamenti, affinché la violenza ed i violenti - da coloro che intonano cori razzisti a quelli che usano razzi o altri oggetti esplodenti - siano tenuti lontani dagli stadi di calcio ed emarginati all’interno delle tifoserie, affinché una partita di calcio sia evento sportivo per famiglie e sportivi, non già teatro di guerriglia per bulli e criminali da strapazzo travestiti da tifosi. 

Ebbene, in questa fase particolare, nell’ambito della quale il Collegio ha mosso i primi passi, si è ritenuto necessario coinvolgere maggiormente le Sezioni Unite, in virtù della loro funzione nomofilattica. È questa, dunque, la ragione per la quale le Sezioni Unite hanno deciso più della metà di tutto il contenzioso pervenuto al Collegio in questo ultimo anno. E, a tale proposito, una menzione particolare merita proprio la definizione della natura e del perimetro del giudizio di legittimità dinanzi al Collegio di Garanzia, così come acclarato e definito dalle Sezioni Unite. 

Il ricorso per motivi di legittimità dinanzi al Collegio non può essere configurato come terzo grado di giudizio, nel quale possono essere ulteriormente valutate le istanze e le argomentazioni sviluppate dalle parti ovvero come un giudizio volto a sindacare le emergenze istruttorie acquisite nella fase di merito. 

Il ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport è preordinato sic et simpliciter all’annullamento delle pronunce che si assumono viziate solo da violazione di specifiche norme ovvero viziate da omessa o insufficiente o contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia. 

Con riferimento all’ambito sanzionatorio, poi, il Collegio di Garanzia può valutare la legittimità della misura di una sanzione solo se la stessa è stata irrogata in palese violazione dei presupposti di fatto o di diritto o per la sua manifesta irragionevolezza. Non si può e non si deve, in altri termini, ridiscutere daccapo il merito - magari ai fini di un inaccettabile “colpo di spugna” quando la giustizia endofederale ha rispettato le norme e ha compiutamente motivato le sue decisioni. 

Tali principi, che distinguono nettamente l’ambito della competenza del Collegio da quello che, nel preesistente ordinamento, apparteneva all’Alta Corte ed al TNAS, costituiscono forse l’elemento che più fortemente ha caratterizzato la riforma della giustizia sportiva, con l’entrata in vigore del vigente Codice. 

Le Sezioni Unite hanno, pertanto, ritenuto che a tali principi il Collegio debba dare piena e rigorosa applicazione nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali ad esso rimesse. 

Il Collegio si articola in quattro sezioni giurisdizionali le quali hanno una competenza ripartita per materia (tecnico – sportiva; disciplinare; amministrativa; economico – patrimoniale). Il carico di lavoro che ha interessato le singole sezioni nel corso del 2015 non è stato omogeneo. La stragrande maggioranza del contenzioso definito dal Collegio di Garanzia ha avuto, infatti, ad oggetto questioni disciplinari. Molte, moltissime sono state decise dalle Sezioni Unite, ma anche la Seconda Sezione ha assunto diverse importanti decisioni in materia. 

A questo riguardo desidero sottolineare che, per effetto della novella che ha riguardato il Codice di Giustizia Sportiva alla fine del 2015, è stata inserita una norma in virtù della quale ciascuna controversia deve essere assegnata dal Presidente del Collegio alla sezione di competenza ma, in caso di sovraccarico, la controversia può ben essere assegnata ad altra sezione. 

Ciò premesso, ho provveduto a stabilire che, a partire dal 1 gennaio 2016, i ricorsi aventi ad oggetto l’impugnazione di decisioni e provvedimenti di natura disciplinare emessi dagli organi di Giustizia della F.I.G.C. saranno assegnati alla cognizione della Seconda Sezione, mentre i ricorsi aventi ad oggetto l’impugnazione di decisioni e provvedimenti di natura disciplinare emessi dagli organi di Giustizia di tutte le altre Federazioni Sportive Nazionali saranno assegnati alla cognizione della Quarta Sezione. 

Un ruolo di primaria importanza è stato, altresì, svolto dalla sezione consultiva del Collegio, che ha reso pareri di notevole interesse e rilevanza su questioni interpretative sollevate dal CONI, ma anche dalle Federazioni, per il tramite del CONI. Penso, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, al parere che ha definito – limitandolo - l’ambito di applicazione della norma transitoria concernente l’ultrattività del TNAS e dell’Alta Corte, o a quello che ha escluso dall’ambito cognitivo del Collegio, in base al vigente contesto normativo di riferimento, le controversie tra agenti e calciatori, o ancora a quello relativo al regime normativo da applicarsi all’ipotesi di dimissioni della maggioranza dei componenti delle strutture territoriali del Coni. 

Ritengo opportuno e utile rimarcare, in questa sede, il ruolo e la funzione della sezione consultiva che, in molti casi, può addirittura costituire uno strumento alternativo di risoluzione di una controversia, nel senso che l’adozione di un parere in ordine ad una determinata questione potrebbe addirittura evitare in nuce il prodursi della fase contenziosa. Tale ruolo, a mio avviso, andrebbe in futuro rafforzato, pensando, ad esempio, di rendere più stringente, in direzione dell’obbligatorietà, l’accesso delle Federazioni alla funzione consultiva del Collegio su temi riguardanti l’interpretazione delle proprie norme organizzative, procedimentali e processuali. 

Come accennato in precedenza, nel mese di novembre 2015 sono state apportate alcune modifiche al Codice della Giustizia Sportiva, delle quali talune destinate specificamente al Collegio di Garanzia dello Sport e condivise da chi vi parla. Oltre a quella già citata, avente il precipuo scopo di rendere più elastica l'assegnazione dei ricorsi alle singole sezioni in caso di sovraccarico, di ripartire i carichi di lavoro e di garantire, in tal guisa, una più efficiente e rapida definizione dei procedimenti, desidero segnalare che è stato inserito e disciplinato il potere di adottare, da parte del Presidente del Collegio, misure cautelari, anche inaudita altera parte, in casi di particolare gravità e urgenza. Potere che, ovviamente, andrà esercitato con prudenza e tenuto conto della specificità di ciascun interesse in gioco. È stata, altresì, disposta la possibilità di abbreviare alla metà i termini a difesa della parte intimata nonché i termini per presentare ulteriori memorie, naturalmente nei casi di particolare urgenza, sulla base di una valutazione rimessa al Presidente del Collegio. 

Inoltre, è stata resa meno rigida la composizione delle Sezioni Unite: infatti, in caso di astensione o ricusazione o altra causa di indisponibilità di uno dei componenti, il Presidente del 

Collegio designa altro componente della Sezione giudicante alla quale appartiene il soggetto astenuto o ricusato. 

Colgo anche l’occasione per evidenziare un altro importante, recente intervento del legislatore sportivo: come è noto il procedimento dinanzi al Collegio di Garanzia deve concludersi entro sessanta giorni dal deposito del ricorso. Il ricorso, tuttavia, si intende ora definito con la pubblicazione del dispositivo della decisione, che deve avvenire entro i cinque giorni successivi all’udienza. La motivazione, invece, deve essere depositata nel termine ulteriore di trenta giorni. 

So bene che i componenti del Collegio, pur gravati da questi ed altri onerosi impegni professionali, non risparmiano energie per assicurare che i termini di definizione dei procedimenti vengano sempre rispettati. Richiamo questo aspetto alla attenzione di tutti, poiché il nostro compito non è esercitare un potere, ma assicurare un servizio a chi chiede giustizia nell’ordinamento sportivo. E sinora, con soddisfazione, posso dire che, al di là della elevata qualità tecnica delle nostre decisioni, l’immagine del Collegio presso l’opinione pubblica e presso gli operatori sportivi è stata sempre immune da dubbi e critiche diversi dalla, ben fisiologica, impugnazione presso il TAR delle nostre pronunce. 

E in proposito ricordo che, nel 2015, mai alcuna impugnazione al TAR di pronunce del Collegio ne ha determinato riforma o annullamento. 

Signore e Signori, caro Presidente, caro Segretario Generale, egregio Procuratore Generale dello Sport, il Collegio inizia il nuovo anno con rinnovata convinzione e motivazione profonda sulla importanza che il proprio giudizio di legittimità ha ormai assunto nel sistema, che ha esaurito la fase del rodaggio della nuova giustizia sportiva. 

Abbiamo giudicato, e continueremo a farlo, con il doveroso rispetto per tutte le parti che a noi si rivolgono, avendo ben chiari i principi dell’autonomia delle Federazioni e della rilevanza della Giustizia endofederale come esclusivo giudice “del merito”, così come dell’essenziale ruolo di coordinamento, vigilanza e impulso che il CONI esercita nell’ambito sportivo nazionale con fondamentali rapporti con gli organismi internazionali, ma siamo altrettanto persuasi che la certezza delle situazioni giuridiche, da noi conosciute ed esaminate, contribuisca all’impegno corale cui tutti gli attori del mondo dello sport sono chiamati. Impegno, irrinunciabile, a rafforzare ogni giorno la credibilità, attrattività, portata educativa, in definitiva il fondamentale valore sociale che rende orgogliosi tutti noi, donne e uomini di sport. 

Franco Frattini 

Foto Mezzelani – GMT


Foto Mezzelani – GMT

Foto Mezzelani – GMT

Foto Mezzelani – GMT

Foto Mezzelani – GMT

Foto Mezzelani – GMT

Foto Mezzelani – GMT




1.3.16 | Posted in , , , , , , | Continua »

Sofferenze e vaccini mai fatti, la tratta dei cuccioli vale 300 milioni all'anno



Adnkronos - Strappati alle madri quando sono ancora troppo piccoli, privi di vaccinazioni o con documenti falsi che ne attestano le profilassi di legge, trasportati e venduti come una qualunque merce a meno di due mesi di vita. E' la tratta dei cuccioli, 8mila cani e gatti di razza acquistati nei Paesi dell'Est e trasportati illegalmente ogni mese in Italia per un giro d'affari che in tutta Europa frutta 300milioni di euro l'anno.

Un vero e proprio business gestito da una rete di trafficanti organizzati che comprano animali per 30-50 euro in Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e li rivendono a partire da 600 euro. La metà dei cuccioli muore nel viaggio, gli altri spesso si ammalano o hanno tare genetiche. E le loro madri non hanno vita migliore: usate come fattrici vengono sfruttate fino allo sfinimento con più di due gravidanze all'anno indotte con la somministrazione di ormoni. E' il quadro, agghiacciante, che viene denunciato nel libro 'La fabbrica dei cuccioli' di Ilaria Innocenti e Macri Puricelli, presentato oggi alla Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale dal presidente Sioi Franco Frattini e dal presidente della Lav Gianluca Felicetti.

Due cuccioli salvati e affidati in adozione
"Un libro importante che denuncia una realtà di cui molti sono all'oscuro - ha detto Frattini - utile per prendere coscienza di fenomeno grave soprattutto in un periodo dell'anno in cui molti pensano che l'acquisto di un cucciolo possa essere un regalo di Natale". A rendere più facile la vita ai trafficanti c'è la mancanza di una normativa comune al livello europeo.

Per questo Frattini auspica, in vista di una legge Comunitaria, "che la Commissione, sulla base di quanto previsto dai trattati, avvii un'attività di monitoraggio Paese per Paese, su come le leggi nazionali vengono applicate, affrontando la materia non solo dal punto di vista sanitario ma sotto un profilo più ampio. Al termine del monitoraggio - aggiunge l'ex ministro degli Esteri - come avviene per altre materie, la Commissione pubblicherà poi un rapporto stilando una classifica dei comportamenti dei vari Paesi ed evidenziando le lacune, creando una base per arrivare una normativa europea".

Ma molto, come sempre, oltre alla legge possono fare i cittadini. "Bisogna capire - dice Macri Puricelli - perché non va incrementato l'acquisto di cuccioli e perché è sempre meglio adottare un animale. Siamo andati a vedere gli allevamenti. In Ungheria c'è forse la situazione peggiore. Al mercato di Pécs si trovano cuccioli di tutte le razze acquistabili da persone singole con documenti e certificazioni sanitarie false pronte in 24 ore. Compresa l'antirabbica".

E a Pécs si recano anche i trafficanti. "Lì arrivano ordinativi dall'Italia con l'elenco di quanti cuccioli si vogliono per ogni razza e si stabiliscono i prezzi. Siamo andati a vedere piccoli allevamenti lì intorno dove i cani vengono venduti a 80-100 euro. In queste vere e proprie fabbriche di cuccioli c'è un degrado sanitario terribile".

E una volta partiti per le varie destinazioni dell'Europa occidentale i cuccioli vivono una realtà di estrema sofferenza. "Fanno viaggi di 11 ore - dice Ilaria Innocenti che al Valico di Tarvisio ha seguito i controlli con le forze di polizia - ammassati o nascosti dentro camion se non nel bagagliaio di auto, senza acqua né cibo. In una notte sono stati sequestrati oltre 139 cani tra questi 5 erano chiusi nel portabagagli di un'auto senza trasportino, immersi nei loro liquami in stato di ipotermia e disidratazione. Altri, 5 barboncini, erano nascosti in un furgone pieno di mobili: 2 erano morti".

"I cani dopo essere stati sequestrati alla frontiera - aggiunge Innocenti - vengono portati in un centro sulla foce dell'Isonzo dove vengono sottoposti a tutti i controlli sanitari e dove nessuno risulta vaccinato per nessuna malattia, non solo per la rabbia ma per tutte le patologie. I volontari del centro non solo li curano ma li rimettono in sesto anche psicologicamente prima di affidarli alle famiglie che vogliono adottarli". Ed è proprio l'adozione, secondo le autrici, la chiave per scardinare il sistema: "Scegliere sempre l'adozione e mai l'acquisto, l'amore non si compra".

10.12.15 | Posted in , , , , , , | Continua »

Orsi Trentino/Frattini: siamo all’arroganza dell’ottusità


Mi auguro che istituzioni decidano per la vita dell’orsa Kj2

Di soluzioni alternative ne sono state individuate tante. Così come molti sono stati i contributi arrivati in questi giorni da parte di esperti e organizzazioni che agiscono a tutela degli animali. Ma sulla vicenda degli orsi in Trentino le istituzioni sembrano voler seguire un unico e crudele percorso: rinunciare alla preziosa testimonianza di biodiversità che gli orsi portano nella provincia, e, quindi, ricorrere anche a mezzi letali verso i plantigradi a tutela del controllo e gestione dei territori boschivi della zona.

Si commette un errore quando si sbagli una volta. Quando si è recidivi, invece, si chiama arroganza dell’ottusità. E così è, evidentemente, se dopo la sciagurata decisione che un anno fa aveva portato alla cattura e alla morte dell’orsa Daniza, ci ritroviamo oggi a riproporre un trattamento simile verso una nuova orsa: Kj2, il plantigrado responsabile dell'aggressione di un uomo a Cadine il 10 giugno scorso e che rischia di essere rinchiuso nell'area del Casteller o addirittura di essere abbattuto.

L’ho detto e lo ripeto: di soluzioni per garantire la sicurezza del territorio e dei suoi abitanti ce ne sarebbero tante, ma chissà perché in Italia il dibattito ottuso deve sempre avere la meglio. In Canada e in Alaska sono riusciti con successo a convivere con migliaia di plantigradi senza mai fare riscorso a strumenti letali o nocivi per l’animale.

Mi auguro, quindi, che chi nelle prossime ore andrà a prendere una decisione sul destino dell’orsa Kj2 pensi ai suoi cuccioli, alle difficoltà che avrebbero nel vivere lontano dalla loro mamma, alla tutela della biodiversità dell’Italia, ma soprattutto alla regola aurea dei boschi, laddove l’intruso è l’uomo e non l’animale.

Bastano pochi accorgimenti per risolvere e tenere a bada il problema: come ho detto qualche giorno fa non serve un kit alla Rambo, ma più informazione, comparazione ed emulazione delle soluzioni che hanno avuto successo all’estero.

24.7.15 | Posted in , , , | Continua »

Orsi e uomini: chi è il carnefice?


Non servono kit alla Rambo. 
Il problema è la disinformazione. Si guardi al modello Alaska.




Di soluzioni ce ne sarebbero tante, ma chissà perché si ricorre sempre alla peggiore. Il recente dibattito sulla cattura o addirittura soppressione degli orsi del Trentino, ritenuti eccessivamente pericolosi per gli abitanti ed i turisti della zona, sta rasentando ancora una volta un’arretratezza di proporzioni epiche che rischia di spostare la polemica su terreni diseducativi e disinformativi.

Quando nel 1996 ci si attivò fortemente per avviare il progetto “Life Ursus”, si era perfettamente al corrente del fatto che l’obiettivo fosse quello di risollevare le sorti dell'ultimo nucleo di Orso bruno delle Alpi italiane, che col tempo – come accaduto - si sarebbe anche riprodotto. Così come si era al corrente del fatto che avremmo avuto a che fare non con un peloso Trudy da accarezzare in salotto, ma con una specie selvatica protetta, di grandi dimensioni, ma assolutamente innocua per le persone. Sempre che non venga provocata, o non gli si minacci la prole.

E’ chiaro che l’ABC della convivenza uomo-plantigradi è valso poco quanto niente. Così che gli orsi del Trentino, prima immessi sul territorio come bomboniere, adesso improvvisamente divengono creature assassine da eliminare con ogni mezzo. Insomma, una specie di merce usa e getta che si fotografa e si incornicia se c’è da farsi belli sulle tribune internazionali, e contro cui si organizza una chiamata alle armi ogniqualvolta bisogna tenere a bada una bufera mediatica.

E’ certamente vero come dice il ministro Gian Luca Galletti che l’incolumità delle persone viene prima di tutto. Ma è altrettanto doveroso per l’uomo rispettare quelle poche regole basilari dell’equilibrio tra uomo e natura. Mi riferisco ad un’esperienza di gestione della fauna che non andrebbe certamente delegata a politiche da far-west partorite sull’onda dell’emotività. 

Certamente occorre la prevenzione, con adeguate iniziative di formazione e informazione per i turisti che potrebbero incontrare, più o meno da vicino, un orso bruno e magari un’orsa con i suoi piccoli. Ed è reso noto che in Trentino quest’anno, fortunatamente aggiungo io, vi sono 9 o 10 cuccioli nati nella primavera. 

In paesi dove vivono decine di migliaia di orsi – ben più aggressivi dell’orso bruno, penso ai grizzly dell’Alaska o dello Yukon canadese – da molto tempo i turisti e gli appassionati di “bear watching” portano con sé (o in alternativa provvede la guida turistica) strumenti di prevenzione non letali che vanno dall’uso di campanelli per fare rumore fino alle cartucce anestetiche. 

A nessuno viene in mente di andare in giro per i boschi a sparare, perché la “regola aurea” per chi visita quei luoghi è che gli orsi sono a casa loro, il turista è l’intruso e dunque è suo il compito di evitare ogni atto provocatorio o pericoloso”. 

In conclusione, la tutela della biodiversità dell’Italia, così come dei suoi cittadini, merita una risposta che vada oltre una carabina. Proprio come si fa in Alaska, dove le svariate precauzioni che regolano la vita degli uomini con all’incirca 40mila orsi bruni (e questi si che son numeri!) non hanno mai incluso l’utilizzo di un kit alla Rambo. 



17.7.15 | Posted in , , , , | Continua »

Onu: "Delfini e balene, stop alla cattura". Svolta storica


Abbiamo atteso tanto, ma un primo grande passo è compiuto.

Enpa a governo: vietare import per la cattività
SVOLTA STORICA in sede Onu per i cetacei: durante il meeting della Convenzione sulle specie migratorie (Cms) prevista dal trattato internazionale dell'Unep (United Nations Environment Program), svoltosi dal 4 al 9 novembre a Quito (Ecuador), "è stato sancito il divieto di catturare i cetacei a scopi commerciali e di utilizzarli in delfinari e oceanari che, come tutte le inaccettabili strutture di cattività, sono inadatti alle esigenze della specie".

Lo afferma l'Ente nazionale protezione animali (Enpa) spiegando che "la risoluzione presa in sede Onu è di cruciale importanza ai fini del divieto di cattura e utilizzo dei cetacei per la cattività. Il provvedimento della Cms prevede che i 120 Paesi membri modifichino la loro legislazione interna per vietare le catture in natura e blocchino le importazioni dei cetacei per gli spettacoli nei delfinari. E che anche la Cites e l'Iwc (Commissione Internazionale Baleniera) prendano atto dei contenuti della risoluzione e si impegnino affinché le indicazioni contenute nella stessa siano applicate".

La risoluzione della Cms "rappresenta una svolta, anche perché, in tale circostanza, a prendere posizione contro la cattività è lo stesso mondo scientifico - spiega il direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri - Una svolta resa possibile anche grazie all'impegno di Enpa e del comitato italiano nella Cms che hanno sollevato, oltre a motivazioni etiche, le questioni di natura etologica e conservazione delle specie. Ed è proprio sulla scia di tali argomentazioni che la Cms ha adottato una risoluzione storica, che dovrà ora essere ratificata dai 120 Paesi che l'hanno sottoscritta. Ecco perché l'Enpa chiede oggi al Governo italiano di recepire immediatamente la risoluzione della Cms nel nostro ordinamento giuridico e di vietare per sempre le importazioni dei cetacei destinati alla cattività".

(Fonte Repubblica.it)

11.11.14 | Posted in , , , | Continua »

FIRMA ANCHE TU per chiedere al governo italiano di protestare con la Svizzera per uccisione orso trentino "M13"



Raccolta firme per chiedere al governo italiano di protestare ufficialmente con la Svizzera per l’uccisione dell’orso trentino “M13”.

Innocuo, ma ucciso! Raccogliamo in tanti le firme per una petizione a tutela degli orsi trentini e per chiedere al governo italiano di protestare ufficialmente con le autorità svizzere per l’uccisione di “M13”, l’orso trentino abbattuto nel Canton dei Grigioni. Perché sopprimere un animale, anche quando non ritenuto pericoloso, è un'imperdonabile contraddizione, oltre ad un violento ed atroce gesto, che merita risposte e azioni immediate da parte di chi ha forse l'uso del "grilletto" facile verso gli animali. 

A"M13" ora "nessuno farà più de male", come recitano i suoi fan su Facebook. Ma quanti altri animali rischiano la vita per l'insensibilità di alcuni uomini? La casistica ci offre tante misure alternative per controllare animali spesso considerati pericolosi. Eppure, per inesperienza o per indifferenza si ricorre sempre alla strada più facile. Serve una spiegazione e servono delle garanzie, e con le nostre firme siamo determinati ad ottenerle. Firmiamo!




22.2.13 | Posted in , , , | Continua »

Green Hill: l’Italia non si contraddica e non si fermi a metà strada




Un paese come l'Italia, che si e' battuto sempre in prima linea, in sede europea ed internazionale, per salvaguardare le norme a tutela e per il benessere degli animali, non puo' cadere nella trappola di contraddirsi o di fermarsi a meta' strada sul lager di Green Hill.

Gli ultimi rapporti sull'allevamento di Montichiari sono a dir poco aberranti e al limite della crudeltà. Non occorre perdere altro tempo:  si passi immediatamente dal sequestro probatorio a quello preventivo, e si faccia subito chiarezza sui responsabili del lager. Possiamo essere ancora in tempo per salvare migliaia di beagle che, allo stato attuale, non hanno certamente n'è garanzia di tutela, n'è tantomeno di sopravvivenza.

Un appello al Parlamento affinché - a fronte di questa agghiacciante situazione - dia impulso al provvedimento che porterebbe alla chiusura di Green Hill e di tutte quelle realtà che si pongono in una condizione di barbarie nei confronti degli animali.

Infine, mi rivolgo anche al governo, che in questi mesi ha dato prova di essere un eccellente mediatore ed un abile combattente: che usi questa qualità  per far capire ai nostri partner stranieri che l'Italia non accetterà mai alcuna forma di violenza sugli animali e che,al contrario, si impegnerà sempre per affrontare il tema della protezione e del benessere animale nel modo più civile e non violento possibile.




20.7.12 | Posted in , | Continua »

Green Hill: Sequestro ottima notizia



Plaudo alla decisione della magistratura bresciana di sequestrare l'orribile allevamento di Green Hill per la sperimentazione e la vivisezione di cani beagle.

Ho più volte segnalato, anche durante il mio mandato al ministero degli Esteri, la necessità di ripensare, da subito, la sperimentazione crudele su animali e di bloccare tutti quegli allevamenti che utilizzano i cani in condizioni davvero inaccettabili, ma soprattutto in contrasto con le normative europee sul rispetto e sul benessere animale.

Un ringraziamento a tutte le istituzioni e a tutte le associazioni animaliste che si sono battute per la causa di Green Hill. Sono certo che l'accertamento della magistratura bresciana porterà all'adozione di provvedimenti che facciano cessare definitivamente questo scempio intollerabile, e che ridiano ai piccoli animali la possibilità di vivere con la dignità e con l'amore che meritano.



18.7.12 | Posted in , | Continua »

Frattini: Salviamo Lennox, cane condannato a morte perché assomiglia a un pitbull




Ultime 48 ore per poter salvare Lennox, il meticcio di cui una corte nordirlandese ha deciso la soppressione in quanto "assimilabile" alla razza proibita per legge. Sarà giustiziato il 9 luglio. Insieme all’Enpa italiano ci siamo mobilitati con Ambasciate e rappresentanti istituzionali. Inviate una mail a inforome@fco.Gov.Uk


LEGGI LA STORIA SU REPUBBLICA.IT
LA STORIA - Non ha fatto niente di male, ma la sua razza in Irlanda del Nord è proibita dalla legge. Per questa ragione Lennox, un meticcio nero di sette anni, il 9 luglio verrà giustiziato con un'iniezione letale. Il suo caso ha gettato nella disperazione la padrona, Caroline Barnes, che per anni lo ha allevato con amore senza far caso al suo pedigree e commosso un Paese intero, provocando una mobilitazione internazionale attraverso la campagna "Save Lennox 1" e una frequentatissima pagina Facebook 2

Le guardie zoofile di Belfast il 19 maggio del 2010 lo hanno sequestrato all'infermiera Caroline Barnes, 34 anni, e a sua figlia Brooke, 12 anni, disabile, "accusandolo" di assomigliare a un pitbull, razza considerata pericolosa in Gran Bretagna e per questo proibita da una legge del 1991, il Dangerous Dogs Act. Il povero Lennox, che dal momento del sequestro non ha più visto le sue padrone, fino a quel giorno non aveva mai morso né aggredito nessuno. Ma tant'è: la legge è uguale per tutti e i cani, si sa, certe volte sono meno uguali degli altri.

"GRAZIATELO". La padrona ha fatto ricorso alla magistratura, ma la sentenza capitale è stata confermata dalla Corte d'Appello. In teoria sarebbe stato possibile un ulteriore ricorso alla corte suprema di Londra, ma i proprietari del cane, su consiglio dei loro avvocati, hanno rinunciato. Caroline, però, non si è arresa e ha lanciato una petizione per chiedere che il suo cane venga graziato, raccogliendo migliaia di firme. Il gruppo su Facebook, "Save Lennox" (Salvate Lennox) ha avuto adesioni da Usa, Australia e Sudafrica, mentre molti giornali britannici hanno scritto del caso e diversi consiglieri comunali si sono detti indignati per la condanna a morte dell'animale. A New York, i sostenitori americani della campagna hanno promosso una manifestazione davanti al consolato di Sua Maestà.

L'INTERVENTO DELL'ENPA. Anche l'Italia si è mossa. L'Ente nazionale protezione animali, dopo aver sollecitato un intervento dell'ambasciatore del Regno Unito in Italia e del primo ministro dell'Irlanda del nord, ha chiesto un atto di clemenza alla regina Elisabetta, confermando la disponibilità ad accogliere il cane in Italia. "Nonostante abbia le ore contate, si continua a sperare in una soluzione più umana e più ragionevole", sottolineano gli animalisti.

INVIATE UNA MAIL - Le associazioni invitano tutti gli italiani a contattare via mail l'ambasciata britannica in Italia all’indirizzo inforome@fco.Gov.Uk per chiedere che Lennox sia risparmiato. Un ulteriore appello partirà dal mondo della musica e dello spettacolo durante il concerto "Monza for animals" che Enzo Iacchetti, i Nomadi, Irene Fornaciari, Tonino Carotone e molti altri artisti hanno accettato di tenere a sostegno degli animali. "Siamo determinati a denunciare questa assurda normativa nelle sedi internazionali. Non è pensabile che una creatura innocente possa essere condannata a morte solo perché somiglia a una razza ritenuta erroneamente e irresponsabilmente pericolosa", ha detto Carla rocchi, presidente dell'Enpa.

"Non è un pitubull". Caroline Barnes, d'altra parte, nega fermamente che Lennox sia un pitbull. "Gli era stato fatto il test del Dna - ha detto ai giornali - e questo ha dimostrato chiaramente che è un incrocio fra un American Bulldog, uno Staffordshire Bull Terrier e un Labrador. E' stato castrato, registrato, microchippato e assicurato. Non è un cane pericoloso. E' così amabile e affettuoso che non ferirebbe mai nessuna persona o animale". Alle guardie zoofile, però, è bastato l'aspetto da pitbull. Così Lennox è stato rinchiuso in un canile ed alle sue padrone non è stato permesso neppure di visitarlo. Dopo tante insistenze, sono state fornite loro delle fotografie: si vede il cagnolino nero chiuso dietro una grata in una celletta di cemento, con un po' di segatura per terra. Il braccio della morte dei quattro zampe.

Il dolore della piccola Brooke. In questa vicenda, quella che soffre di più è la piccola Brooke. Una bimba con gravi problemi respiratori, che in Lennox aveva trovato un punto di riferimento. "E' il mio miglior amico - ha detto al Daily Mirror - . Quando sto male, il che succede un sacco di volte, lui sta ai miei piedi e mi conforta. I miei altri cani escono e giocano, ma Lennox sta con me e io lo amo". Da quando le hanno portato via il cane, Brooke non è più riuscita ad andare a scuola e ha cominciato a graffiarsi le braccia. Anche i medici che la seguono si sono detti preoccupati per la separazione dall'animale.




7.7.12 | Posted in , | Continua »

Nel PDL la battaglia delle botticelle. Da Frattini pressing su Alemanno

In una lettera firmata anche dall'ex ministro Franco Frattini il "Gruppo parlamentare Diritti degli Animali  Pdl" rimprovera al sindaco di non far rispettare la delibera in tutela delle botticelle e chiede il blocco totale dei mezzi

Con le mille grane che ha, dentro e fuori il Campidoglio, tutto si aspettava Alemanno tranne che pure i parlamentari del suo partito gli si rivoltassero contro. E per una storia di cavalli, vetturini, caldo torrido e maltrattamenti. 

In una lettera firmata, tra gli altri, dall'ex ministro Franco Frattini, Gabriella Giammanco, Enrico La Loggia, Rocco Girlanda e persino Barbara Mannucci, moglie dell'assessore capitolino Enrico Cavallari (mai come in questo caso: nomen omen), il "Gruppo parlamentare Diritti degli Animali  Pdl" rimprovera al sindaco di non far rispettare la delibera a tutela delle botticelle, ne invoca il blocco totale finché durerà l'ondata di afa africana e denuncia la mancanza di controlli. "Troppi, infatti, i casi di infrazioni che ci vengono quotidianamente segnalati", scrivono i deputati: "Cavalli lanciati al trotto su strade in salita e con carrozze sovraccariche; carrozze che circolano in orario vietato e con temperature di oltre 35 gradi; truffe ai turisti; irregolarità fiscali e atteggiamenti minacciosi di alcuni di questi conducenti che, come riportano cronache recenti, sono arrivati addirittura ad aggredire fisicamente dei passanti per semplici critiche nei loro riguardi. Questa situazione non è più sostenibile".

Un cahier de doléances che si traduce in un'autentica strigliata: "Ci chiediamo a cosa servano le regole se queste non vengono fatte rispettare", tagliano corto i berluscones. "Le botticelle circolano in centro storico, dove la presenza della polizia municipale è costante e capillare. Perché non vengono fatti i dovuti controlli? Quante multe sono state comminate, in questi mesi, ai vetturini negligenti? Quante le licenze ritirate? Perché ancora non esiste un censimento dei cavalli impiegati i questo servizio? Perché da tre anni i cavalli continuano a svolgere il servizio senza il certificato di idoneità sanitaria, a garanzia della loro salute? Perché non viene esposto un tariffario unico del costo delle corse per garantire i turisti da potenziali raggiri? Infine, perché le licenze seguitano a tramandarsi di padre in figlio? Dobbiamo concludere che Roma, la più bella città del mondo, con il suo glorioso passato, è ostaggio di 42 famiglie quante sono quelle dei vetturini nostrani?". 

Da qui le richieste che, sono certi i pidiellini, verranno accolte: "Rendere più stringente il regolamento e intensificare i controlli attivando una task force apposita". Ma soprattutto, visto il caldo, "prevedere il blocco totale della circolazione" limitando le corse alle ville comunali. Chissà se Alemanno avrà il tempo, e la voglia, di esaudirli.

Fonte: La Repubblica.it
Autore: Giovanna Vitale
Data: 21.06.2012

22.6.12 | Posted in , , | Continua »

Frattini: "su protezione animali la Commissione Europea sviluppa azione avviata dal Governo italiano nel 2011

E’ con grande piacere che apprendo dell’adozione da parte del Commissario alla Sanità John Dalli di una strategia per il periodo 2012-2015 sulla protezione e benessere degli animali. Una decisione presa dalla Commissione Europea quale sviluppo dell’azione avviata dalla Farnesina nel 2011 in materia di contrasto al commercio illegale di animali domestici.

L’Italia aveva già fatto grandi passi traducendo in legge (n. 201/2010) la Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, inasprendo le pene e introducendo il reato di traffico illecito di questi animali. E grazie alla Federazione dei medici veterinari e alla Lega anti-vivisezione, era stato anche predisposto un manuale applicativo per l’esecuzione dei controlliprevisti da tale legge.

Successivamente, insieme al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, avevamo segnalato al Presidente Barroso, il fatto che il traffico di cuccioli preveniva prevalentemente da Paesi europei, sottolineando, così, l’esigenza di una strategia coordinata europea di prevenzione e contrasto contro questo fenomeno.

Ed è a seguito di quest’ultima istanza che la Commissione Europea ha deciso, qualche settimana fa, di avviare uno studio sul benessere di cani e gatti utilizzati a scopi commerciali. Si tratta di uno sviluppo estremamente positivo e per il quale ringrazio l’Onorevole Martini con cui condivido questa importante battaglia, ed il Ministro degli esteri Giulio Terzi, per aver voluto garantire la continuità di un impegno assunto dall’Italia nel 2011 e che ha dato un sostanziale contributo alla riflessione europea. 

Franco Frattini

26.4.12 | Posted in | Continua »

ENPA: bene Frattini e Terzi su strage randagi in Ucraina



L' Ente Nazionale Protezione Animali, che da tempo segue conattenzione la situazione dei randagi ucraini e  che si e' attivato "per porre fine al massacro perpetrato in vista dei campionati europei di calcio", esprime "grande apprezzamento" per le  iniziative intraprese dal Parlamento e dal Governo italiani.  "Ringrazio il Ministro degli Esteri italiano, Giulio Maria Terzi, e  l'onorevole Franco Frattini, i qualisono intervenuti con estrema  sensibilità e grande autorevolezza perchiedere alle autorità  ucraine difermare una volta per tutte questa assurda mattanza", dice  il presidente nazionale dell' Enpa, Carla Rocchi. "Naturalmente - prosegue Rocchi - la Protezione Animali rinnova  l'offerta di collaborazione avanzata gia' in passato al Governo di Kiev. Siamo pronti a condividere l'esperienza che abbiamo maturato  nella gestione del randagismo e le 'best practice' che abbiamo messo a punto in Italia per avviare a soluzione il problema. Come dimostra  quanto accaduto in altri contesti, l'abbattimento e' uno strumento non soltanto crudele, ma drammaticamente inadatto a contrastare  efficacemente il randagismo", conclude.  

20.2.12 | Posted in | Continua »

Strage randagi Ucraina: bene Terzi, forte azione del governo


FORTE AZIONE DEL GOVERNO ITALIANO SULLA STRAGE DI RANDAGI IN UCRAINA PER GLI EUROPEI DI CALCIO


Il Ministro degli esteri Giulio Terzi, nel ringraziare per aver segnalato una questione molto importante, ha inviato una risposta forte ed esauriente, che conferma il grande coraggio e quello spirito combattivo che l’Italia ha sempre portato avanti in difesa dei diritti degli animali, della loro vita e del loro benessere.

L’impegno del governo su questo tema si conferma quindi forte. Il Ministro Terzi ha infatti istruito l’Ambasciataitaliana a Kiev e la Rappresentanza presso l’Unione Europea affinché fossero intrapresi passi di sensibilizzazione, sia sulle Autorità ucraine sia sui partner comunitari.L’Ambasciatore italiano presso la Rappresentanza italiana aBruxelles ha anche provveduto ad interessare del problema i Vice Presidenti del Parlamento Europeo, onorevoli Pittella ed Angelilli.

Inoltre, a seguito dell’azione disposta dal Ministro Terzi, e che ha ricevuto un’accoglienza molto positiva in sede Ue e tra le associazioni della società civile, il Ministero degli esteri ucraino ha di recente informato la Farnesina dell’avvio di un programma nazionale di costruzione di rifugi per animali basati sui migliori standard europei. Il primo dei quali dovrebbe essere inaugurato entro giugno 2012 nella città di Kiev.

Il ministro Terzi mi assicura che sarà cura dell’Ambasciata italiana, anche di concerto con i partner europei e la società civile ucraina, continuare a vigilare affinché venga sospesa la pratica crudele della soppressione di tanti animali innocenti ed il problema del randagismo animale in Ucraina trovi una soluzione duratura basata sul rispetto della vita degli stessi animali.

Ringrazio vivamente il Ministro Terzi per il suo forte impegno, e mi auguro che questa energica azione italiana possa rappresentare un ulteriore progresso nella battaglia di civiltà che insieme agli amici del blog Diario Italiano e alle associazioni che si occupano di protezione degli animali stiamo portando avanti da tempo.
Franco Frattini


IL TESTO DELLA RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE
La grave situazione segnalata dagli onorevoli interroganti è ben nota alla Farnesina, che la segue da tempo con attenzione. Già nel 2010, a seguito di segnalazioni della Lega anti Vivisezione italiana in merito ad episodi analoghi, il Ministro degli Esteri pro tempore aveva sensibilizzato il suo omologo ucraino.

Più recentemente, anche a seguito dell’ulteriore segnalazione degli onorevoli interroganti, il Ministro Terzi ha dato istruzione di intensificare tale opera di sensibilizzazione sia a Kiev che in ambito comunitario.

Sono stati condotti del passi bilaterali dal nostro Ambasciatore a Kiev, presso i suoi interlocutori al Ministero degli Esteri ucraino per auspicare la definizione di pratiche non crudeli, quali la sterilizzazione e l’adozione internazionale degli animali in eccesso.

La nostra Ambasciata in Kiev non ha mancato di prendere contatto con esponenti della società civile ucraina attivi nel settore, che hanno peraltro a loro volta confermato la gravità della situazione.

Il nostro Ambasciatore ha inoltre provveduto a sensibilizzare i partners comunitari, sollevando la problematica nel contesto del coordinamento in loco delle Ambasciate UE. Risulta peraltro che altre ambasciate comunitarie siano intervenute presso le Autorità ucraine, con passi analoghi ai nostri. Lo stesso Capo della Delegazione UE ha indicato di essere pronto ad attivarsi per evocare il problema con i suoi interlocutori.

In parallelo, l’azione della Farnesina si è sviluppata presso le istanze comunitarie: la questione del trattamento dei cani e gatti randagi è stata di recente portata all’attenzione dei partners con una comunicazione formale nel circuito informativo ufficiale europeo diretta a tutte le capitali e alle istituzioni UE.

La nostra RappresentanzaPermanente a Bruxelles ha da parte sua sensibilizzato i due Vice Presidenti italiani del Parlamento Europeo, affinchè anche tale istituzione lanci un autorevole messaggio di sostegno all’azione promossa dall’Italia presso le Autorità ucraine.

A seguito dei nostri passi, il Ministero degli Esteri ucraino ha di recente inviato una nota alla nostra Ambasciata a Kiev per informare dell’attenzione con la quale il Governo intende proseguire una soluzione al problema degli animali randagi. In particolare il Ministero dell’Ambiente e delle Risorse Naturali dell’ucraina avrebbe avviato l’elaborazione di un programma nazionale di costruzione di rifugi per animali che rispecchino i migliori standard europei, indicando nel giugno del 2012 la realizzazione del primo di tali rifugi nella città di Kiev.

La Farnesina non mancherà naturalmente di continuare a seguire attentamente e attivamente gli sviluppi della questione.
Il Sottosegretario di Stato Marta Dassù

17.2.12 | Posted in , | Continua »

Aree del sito