Papa Francesco:"La Cultura del dialogo è la via maestra"... “promuovere la pace nel dialogo e nel mutuo rispetto”

Prima dell’udienza generale di
mercoledì 27 novembre, il Papa ha incontrato
il Presidente della SIOI Franco Frattini e i partecipanti al diciannovesimo incontro di alto livello promosso dalla
Fondazione dell’Azerbaigian Nizami Ganjavi International Center (ngic) e dalla
SIOI , che si svolge a Roma fino al 28 novembre sul tema «Libertà dalla violenza: pace, sicurezza e prevenzione del conflitto nell’agenda per lo sviluppo 2030».
Papa Francesco ha indicato” nella cultura del dialogo” la via maestra da seguire “per crescere nella fratellanza tra le persone”
Il Discorso del Papa
"Gentili Signore e Signori,
vi do il benvenuto e vi ringrazio cordialmente per la vostra visita, in occasione degli incontri che la Fondazione Nizami Ganjavi tiene a Roma.
Mi congratulo con voi per l’impegno di trattare le principali sfide attuali allo scopo di promuovere la pace nel dialogo e nel mutuo rispetto, traendo ispirazione dal grande poeta del XII secolo che dà il nome alla Fondazione. Lo fate mettendo al servizio della comunità mondiale i valori e le esperienze maturati assolvendo gli alti incarichi che avete ricoperto nei rispettivi Paesi. In particolare, auguro il miglior risultato al contributo che intendete offrire sulla sfida del cambiamento climatico.
Vi incoraggio a proseguire su questa strada, nella persuasione che la cultura del dialogo è la via maestra, la collaborazione è la condotta più efficace e la conoscenza reciproca è il metodo per crescere nella fratellanza tra le persone e i popoli (cfr Documento sulla Fratellanza Umana, Abu Dhabi, 4 febbraio 2019).
Grazie ancora a tutti voi. Dio benedica il vostro lavoro, i vostri popoli e l’intera famiglia umana. Grazie tante."
Fonti e info:
9.12.19 |
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Dialogo e sicurezza. L’esperienza degli Emirati Arabi Uniti
SIOI e COREIS d'intesa con l'Ambasciata degli Emirati Arabi Uniti a Roma
SIOI, 9 luglio 2019

“Il documento sulla fratellanza universale, ha cambiato in maniera determinante i rapporti tra Stati islamici e occidentali. Come ha detto Papa Francesco ad Abu Dhabi, tutti gli esseri umani sono legati da valori universali, che non sono negoziabili, quali il diritto assoluto alla vita e alla dignità di ogni uomo e donna. Una fratellanza che attraverso il dialogo mette però dei punti fermi. Dove nessun credente di una delle grandi religioni monoteistiche, può immaginare di uccidere in nome di Dio”. Così si è espresso
Franco Frattini, presidente della Società italiana per l’organizzazione internazionale (Sioi), aprendo la conferenza “Dialogo e sicurezza. L’esperienza degli Emirati Arabi Uniti”, a Roma.

L’evento è stato promosso dalla
Sioi e dalla Comunità religiosa islamica italiana (Coreis) d’intesa con l’ambasciata degli Emirati Arabi Uniti a Roma. Tra i presenti
Ali Rashid Al Nuaimi, uno dei principali promotori del percorso che ha portato alla storica “Dichiarazione sulla Fratellanza” firmata ad Abu Dhabi da Papa Francesco e dal Grande Imam, Shaykh Ahmad al-Tayyeb, lo scorso 4 febbraio.
A margine dell’incontro, Frattini ha poi parlato dell’importanza di non interrompere il dialogo neanche con quegli Stati che guardano alla Shari’a nel loro ordinamento: “Dobbiamo però essere consapevoli che nessuna religione può essere usata come strumento politico. La fratellanza musulmana, la Shari’a iraniana, sono realtà in cui la religione è invece usata come strumento di potere. Per questo dobbiamo far comprendere sempre di più che vi è una netta distinzione tra fede e questioni secolari”.
Il presidente del Sioi, nel ricordare gli anni in cui era ministro degli Esteri, si è infine soffermato sulla questione dei cristiani in Medio Oriente, facendo notare come oltre al documento stilato dal Papa, “sia necessario un impegno più consistente da parte della comunità internazionale”: “Troppe comunità cristiane sono costrette a fuggire da luoghi dove sono sempre state: penso a Gerusalemme, all’Iraq, a Ninive, alla Siria. La politica estera degli Stati deve dunque fare di più, non deve abbandonarli. Deve rimettere al centro la persona, oltre qualsiasi clericalismo, proprio come ci suggerisce questa storica dichiarazione”.
11.7.19 |
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Frattini a InBlu Radio: “Maduro farà brogli. Papa in Emirati Arabi ha stupito il mondo”
L’ex ministro degli Esteri a InBlu Radio: “Comunità italiana verrà accusata di essere amica dell’ex dittatore. Tanti italiani avranno problemi lavorativi”
Intervista di Chiara Placenti:
Roma 5 febbraio 2019. “Non ci può essere Maduro a guidare il percorso verso le elezioni. Maduro farà brogli e imbrogli”. Lo ha detto il
presidente della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, due volte ministro degli Esteri, ex Commissario europeo, Franco Frattini, in un’intervista a
InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei in merito alla situazione del Venezuela e la posizione del governo italiano.
“Maduro – ha aggiunto Frattini – lo conosco bene, era mio collega ministro degli Esteri. Mi ha ricevuto tante volte quando c’era Chavez. Quando andavo a Caracas incontravo alla scaletta dell’aereo Maduro che mi veniva ad accogliere perché Chavez gli diceva ‘gli italiani sono nostri fratelli’. Sono quelle tipiche persone che quando prendono il potere, non essendo un leader come Chavez, usano la repressione non avendo autorevolezza. Purtroppo l’Italia avrebbe dovuto dire fin dal primo giorno ‘Maduro se ne vada e il Parlamento trovi un presidente ad interim’ perché a vincere deve essere la democrazia. Guidò dovrà vincere con il volere del popolo”.
“Sono molto dispiaciuto – ha sottolineato Frattini – per questa posizione italiana. La politica italiana è una politica che deve guardare all’interesse che noi abbiamo in quelle aree del mondo in cui la nostra presenza è storica, radicata e consolidata. La comunità italiana è la più grande comunità non locale che sta in Venezuela. Ci sono milioni di italiani che hanno il doppio passaporto che vivono e lavorano in Venezuela. È chiaro che per questa comunità italiana chiunque verrà dopo Maduro sarà contro Maduro. Se il governo italiano si prende il ringraziamento pubblico dal dittatore, chiunque verrà dopo Maduro considererà la comunità italiana come dei paria cioè gli amici dell’ex dittatore”.
“Quando accadono queste cose – ha concluso Frattini – chi ci rimette è chi ha fatto degli investimenti nel Paese. Non dico che si sarebbe dovuto proclamare Guaidò presidente del Venezuela ma si sarebbe dovuto dire subito a Maduro di andarsene e si sarebbe dovuto dire di formare immediatamente un governo nazionale in cui il Parlamento doveva individuare un presidente ad interim che avrebbe dovuto guidare le elezioni”.
Papa, Frattini: “Ha stupito il mondo. Emirati Arabi non sono off-limits per i cristiani”
L’ex ministro degli Esteri a InBlu Radio: “Paese caratterizzato da dialogo interreligioso. Imam educati a tolleranza e non a prediche che incitano alla violenza”
Roma 5 febbraio 2019. “Con questa mossa il Santo Padre ha stupito il mondo. Francesco ha scelto un Paese nel cuore del Golfo Persico che come noto è attraversato da enormi tensioni”. Lo ha detto il presidente della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, due volte ministro degli Esteri, ex Commissario europeo, Franco Frattini, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei.
“Il Papa infatti – ha aggiunto Frattini – ha ricordato la tragedia dello Yemen che si svolge proprio a pochi chilometri dagli Emirati Arabi. Ha scelto un Paese che da sempre ha fatto dell’educazione al dialogo interreligioso una sua caratteristica”.
“Il Papa – ha proseguito Frattini – ha fatto la scelta giusta. Gli Imam sono educati ad un dialogo di tolleranza, comprensione reciproca e mai a prediche di incitazione alla violenza. Un Paese che è stato ben scelto e non a caso il Grande Imam di Al Azhar che è il personaggio di più grande influenza nel mondo islamico-sunnita è andato lì proprio per incontrare il Papa. Con questo viaggio il Papa Francesco ha voluto dire che quella parte del mondo non è offl-imits per i cristiani”.
6.2.19 |
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