Un’autocertificazione per chi sfama i randagi

Un’autocertificazione per chi sfama i randagi

In epoca di Coronavirus c'è chi pur rispettando l'obbligo di restare a casa e di uscire solo se strettamente necessario si preoccupa di sfamare gli animali randagi.






15.3.20 | Posted in , , , | Continua »

SIOI presents The Arctic Awareness Week: High Level Speakers and the Green Generation meet up to promote international cooperation on Arctic issues and concrete and innovative actions on climate change

The Arctic Awareness Week 
SIOI presents The Arctic Awareness Week: High Level Speakers and the Green Generation meet up to promote international cooperation on Arctic issues and concrete and innovative actions on climate change  

SIOI, Rome 1-4 October 2019 

The Arctic Council Observer States are engaged in the activities of the Arctic Council in several ways with different objectives. One of them is raising awareness among the public and particularly younger generations, as they are the future policy makers, business leaders and global citizens. Youth engagement through conferences, seminars, and workshops is an important aspect of strengthening awareness and accountability of governments, as public opinion can often influence state policies. After Italy’s entrance into the Arctic Council, SIOI has made it a priority to engage in raising awareness within the coming generations concerning sustainable development, protection of the environment and the consequences of climate change in the Arctic region as well as middle latitudes. 

For strengthening relations between Italy, other Observer States and the Arctic States, SIOI organizes, in collaboration with the Royal Norwegian Embassy, the United States Embassy to Italy and the Italian Ministry of Education, University and Research, the first Arctic Awareness Week that encompasses all aspects of the Arctic region including the environment, sustainable development, economy and inter-state cooperation. 

The Arctic Awareness Week, October 1-4, is composed of two large events. The first, an International Symposium “Arctic Connections: A trust-building Arctic cooperation on Energy, Security and Blue Economy” (October 1), in which Arctic States and Observers will be invited to participate and discuss pressing issues relating to sustainable development through Arctic infrastructure and communication, national interests and energy opportunities. The blue economy also will be part of the Conference, as a “blue thinking” approach that looks at eco-sustainability and renewable resources as an ocean of possibilities for the benefit of social and economic growth. The aim of the Conference, which will be paneled by international experts, is to create synergies between the human population and environmental reactions, with a specific focus on the Arctic region. In addition to scientific cooperation, the Observer States, like Italy, can play a key role in raising awareness beyond the Arctic Circle and drawing attention to the importance Arctic climate change, and how it can affect areas outside of the Arctic. 

Climate change can be faced only through a sustainable development approach that includes practical aspects such as energy, security and blue economy. 



The second, ZeroHackathon on Oceans and Poles (October 2-4), is an event aimed at youth participation. Youth are invited to develop innovative, high-impact ideas and projects to promote international cooperation, raising awareness on the most pressing issues related to Oceans and Poles, strengthening resilience of multi-scale changes, addressing the rapidly changing climate and the consequences of pollution, improving a safe and secure use of marine protected areas and the Arctic and Antarctic resources. 





More on: www.sioi.org 

27.9.19 | Posted in , , , , , , , , , , , , , | Continua »

Incubi e miti: la difficile convivenza uomo-orso In Trentino continua la fuga di M49 ma la sua pericolosità è tutta da dimostrare

In Trentino continua la fuga di M49 ma la sua pericolosità è tutta da dimostrare 

MARIO TOZZI 
20 Luglio 2019 


Un milione di italiani, i trentini, con una densità di popolazione di 79 abitanti per km/q, non riescono a convivere con un orso bruno e con qualche decina di suoi compari sparsi in questo settore dell’arco alpino. E chi li amministra ha deciso, di suo proprio conto, che l’esemplare è pericoloso e va abbattuto quanto prima, pena danni inimmaginabili alle attività produttive e rischio per la vita delle persone. Altri protestano contro i ripopolamenti faunistici incentivati dagli animalisti e altri ancora temono per l’incolumità di chi si reca a fare una passeggiata, incolpando chi difende l’orso M49 (come tempo fa l’orsa Daniza) di farlo dal divano di casa sua e non in tuta mimetica nella foresta. Raramente ignoranza del mondo naturale e incompetenza sono andati così bene insieme. 

Intanto, nella vicinissima Slovenia, si convive tranquillamente con 450 orsi (da noi una cinquantina), registrando, di media, un caso pericoloso di aggressione all’anno, quasi sempre provocata dall’uomo, dimostrando che sono l’informazione e l’educazione gli elementi per la convivenza, non le battute di caccia. In secondo luogo, nessun presidente di regione può decidere l’esecuzione di un animale selvatico senza il parere vincolante dell’ISPRA. È bene precisare che la decisione della Corte Costituzionale, sbandierata come una giustificazione dell’eventuale abbattimento, non ha nulla a che vedere con l’attuale vicenda dell’orso M49. L’ordinanza urgente firmata dal Presidente della Provincia di Trento, senza alcuna motivazione concreta e dimostrabile, è illegittima, tanto che lo stesso Ministero dell’Ambiente ha diffidato la provincia di Trento ad abbattere l’animale che si è macchiato della grave colpa di aver razziato un po’ di cibarie. Insomma, è sempre necessario il parere positivo dello Stato e la dimostrazione concreta che non esistano valide soluzioni alternative alla cattura o all’abbattimento di animali protetti da leggi europee. 

Peraltro, invece di attaccare ‘la scienza’, il Presidente Fugatti dovrebbe spiegare come l’orso sia riuscito a scappare attraverso un recinto alto più di quattro metri e per di più elettrificato fino a 7000 volts, visto che gli orsi ancora non volano. In definitiva, M49 è tutt’al più da considerarsi un orso problematico perché ha causato danni economici ad attività produttive, danni favoriti dalla mancata adozione di strumenti di prevenzione adeguati. Mentre la sua pericolosità per le persone è ancora da dimostrare (‘potenziale’ è il termine più appropriato al momento). 

L’orso è una “specie-ombrello”, garantendone la sopravvivenza la si garantisce anche ad altre specie. È anche una “specie-critica”, visto che espleta una seria di funzioni fondamentali per l’intero ecosistema. Infine è una “specie-bandiera”, perché amato dalle persone e dai turisti e catalizzatore di interesse. Capendo questo si potrà anche comprendere che sapere che l’orso continuerà a sopravvivere vale bene il prezzo di qualche pecora o gallina in meno. Quando riflettiamo sugli orsi, dovremmo ricordare che sono esseri magici, a metà fra uomini, dei e animali: la ninfa dell’Arcadia Callisto fu trasformata in orsa per avere trasgredito il suo voto di castità. Peraltro lo tradì con Zeus, che, dopo averne approfittato, non impedì che fossa punita dagli dei. Per farsi perdonare, però, la trasformò in costellazione (insieme con il figlio Arcade). E in cielo abbiamo almeno due orse, una maggiore e una minore. L’orso ci somiglia da vicino, perciò lo abbiamo inserito nel mito: abbiamo iniziato insieme la nostra parabola da animali a dei, solo che noi ci siamo arrivati più vicini. 

Il ministro Costa: non ammazzate l’orso M49, si può convivere «Non ammazzate l'orso Papillon». 
Il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, ospite di Studio 24 su Rainews 24 è tornato a invocare la salvezza per il plantigrado in fuga nei boschi del Trentino. «La provincia autonoma di Trento - ha spiegato - per il suo statuto speciale ha una legittimità a determinate scelte. Io non solo le sto osservando, in termini di carta bollata e anche reagendo davanti al Consiglio di Stato, però diventa un tema squisitamente giuridico, di legittimità. Invece, entrando nelle vicende operative, io dico non ammazzatelo». All'animale, ha detto Costa, è stato cambiato il nome: invece di M49 «che sembra un'arma» «l'ho chiamato Papillon, perché sono innamorato del film di Steve McQueen. Ma al di là del nome mi chiedo: c'è la necessità di ammazzarlo? Io penso che possiamo vivere bene insieme. Lo abbiamo fatto finora, continuiamo a farlo».

22.7.19 | Posted in , , , , , , , | Continua »

PRESS: Le Autorità Russe proibiranno lo sterminio di cani e gatti randagi durante i Mondiali di Calcio 2018. Grande vittoria per i giovani di ZeroHackathon firmatari dell’appello #stopanimalcrueltyinsport

COMUNICATO STAMPA 
Le Autorità Russe proibiranno lo sterminio di cani e gatti randagi durante i Mondiali di Calcio 2018. Grande vittoria per i giovani di ZeroHackathon firmatari dell’appello #stopanimalcrueltyinsport 


MOSCA, 6 Giugno 2018 - Il Ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha raccolto l’appello dei 300 giovani di ZeroHackathon 2018, ai Leader Mondiali contro lo strage degli animali negli eventi sportivi. 

Una grande vittoria per i giovani della SIOI che hanno firmato, insieme alle personalità e ai relatori illustri, l’appello di ZeroHackathon, la competizione giovanile di idee sullo Sport come strumento per lo sviluppo e la pace svoltasi a Roma  dal 2 al 4 maggio 2018 e organizzata dalla SIOI. 

L’appello è arrivato al Presidente Putin. Messaggero illustre il Presidente della SIOI Franco Frattini nella sua recente visita a Mosca. 

Le Autorità Russe proibiranno lo sterminio di cani e gatti randagi durante i Mondiali di Calcio 2018 costituendo dei centri di custodia intorno alla città di Mosca per la cura e sterilizzazione degli animali randagi. 

L’appello è stato promosso insieme al Comitato #Unitiperloro di Andrea Cisternino. Testimonial Giacomo Lucchetti e la sua cagnolina Juliet. 

Facciamo vincere la vita …sempre! 

 “Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali” (Mahatma Gandhi)


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APPEAL TO THE WORLD LEADERS “STOP ANIMAL CRUELTY IN SPORT!” 
Rome, May 2, 2018 

When sporting events arrive in the host countries, they are always accompanied by joy, happiness and a desire to present the best side of yourself. This desire to do well almost always turns into a death sentence for innocent stray creatures that suddenly turn into collateral damage for cities and places where sporting events take place. Ukraine, Brazil, Russia, Korea, Sicily and Morocco are just a few of the Nations that have become hell on earth for millions of stray dogs and cats. Sport is life, civil growth, respect for the weakest, be it human or animal. We appeal to the World Leaders to strive to make sure that sport is no longer synonymous with discrimination and violence but with a place where the absolute respect of the weakest and therefore of animals and environment, triumphs. We demand that the massacres of strays be stopped permanently during sporting events and that during the same events awareness campaigns are organized to respect the animals and the weakest among us. The necessary conditions that all Nations should be required to have in order to host a sporting event must be the protection of animals and the environment. Finally, we ask that a campaign be established to promote cruelty free sports nutrition, because respect for nature and the environment start right from the sportsman's meal. Let LIFE win. Always!


7.6.18 | Posted in , , , , , , , , , , , , , | Continua »

Frattini: Spero che sia una fake news "Kevin e Dazz cani - eroi reduci dall'Afghanistan che verranno soppressi"












Frattini: Spero che sia una fake news "Kevin e Dazz, i cani-eroe reduci dall’Afghanistan che verranno soppressi"

Spero che sia una fake news. Spero che il giornalista abbia frainteso quando scrive che le forze armate di Sua Maestà hanno deciso di uccidere "perché pericolosi" due cani- soldato in pensione che hanno salvato tante vite umane scoprendo esplosivi durante le missioni in aree di crisi.

Sono cani che hanno subito traumi gravi, certo, come i loro istruttori che li accompagnavano a bonificare dagli esplosivi. Hanno servito il loro paese, li ucciderebbero cosi?

Penso che un sussulto di coscienza debba esplodere, anzitutto negli istruttori e soldati che con quei cani hanno diviso le azioni in guerra. E poi nei comandanti che ordinavano agli uomini di bonificare, sapendo che semmai ad esplodere sarebbero stati i cani.

Se li giudicano "pericolosi" vengono tenuti "a pensione" in condizioni degne del loro eroismo, da un paese come il Regno Unito che spende tanto per la difesa nazionale e dunque non ha certo problemi di tal genere...

Spero che nessuno, tra coloro che vestono l'uniforme britannica, voglia gettare una macchia di fango e sangue sulla sua divisa, dando ordine di uccidere cani-soldato che hanno servito come eroi coraggiosi.

Franco Frattini


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Kevin e Dazz, i cani-eroe reduci dall’Afghanistan che verranno soppressi: «Sono pericolosi» Gli animali sono stati in missione nella provincia di Helmand con l’esercito britannico. Il loro lavoro era rintracciare gli esplosivi. Petizione online per salvarli 

di Beatrice Montini 

@beamontini



Kevin e Dazz erano di stanza in Afghanistan, nella provincia di Helmand, al seguito delle truppe britanniche. Hanno salvato centinai di vite aiutando i soldati a individuare mine ed esplosivi. Poi quattro anni fa sono andati in pensione e sono rientrati in Gran Bretagna. Da allora sono ospitati in un centro ad hoc, nel Leicestershire. Adesso le autorità hanno deciso di sopprimerli: «Non possono essere affidati a nessuna famiglia, sono pericolosi». Come raccontano i media britannici, Kevin e Dazz saranno soppressi la prossima settimana. Ma gli ex colleghi dei due pastori belgi, i militari che li hanno avuti al loro fianco in missione, stanno tentando di salvarli. Per questo hanno scritto un appello al Defence Animal Centre. 

«Le persone che hanno lavorato a stretto contatto con questi cani sono devastati dalla notizia che i due animali verranno uccisi. Non esiste un protocollo per decidere se ex cane militare deve essere soppresso o no - spiegano i veterani - Il comandante decide e basta. È un modo terribilmente crudele di trattare animali che hanno dato così tanto. Faremo qualsiasi cosa per salvarli». 

 «Quando è possibile ci impegniamo a dare una nuova casa ai cani che hanno lavorato con noi - ha detto un portavoce dell’esercito britannico - . Purtroppo ci sono occasioni in cui questo non è possibile». Intanto è stata lanciata una petizione online per fare pressione sul ministero della Difesa. Nel 2013 fece scandalo la soppressione di due cani poliziotto che avevano fatto la guardia al principe William mentre serviva in un’unità di elicotteristi in Galles: furono uccisi tre giorni dopo il suo addio alla carriera militare. 

4.12.17 | Posted in , , , , , , | Continua »

#UNITIPERLORO Evento: AnimaAmbiente - Antropocentrismo la malattia, biocentrismo la cura?

Coordinamento #UNITIPERLORO e SIOI con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 













CONFERENZA
 “AnimaAmbiente” – Antropocentrismo la malattia, biocentrismo la cura?

Venerdì 1 dicembre 2017 dalle ore 15 alle 19 
SIOI, Salone delle Conferenze 


Introduzione 
Franco Frattini, Presidente della SIOI 

“Il futuro dell’orso e dei grandi predatori tra verita’ mai raccontate e disinformazione mediatica” 
Davide Celli, Scrittore, Giornalista e Presidente dell’Associazione LEGIO URSA 

“Il lupo tra fiaba e realta’:”Il mondo visto con gli occhi del lupo” 
Ethel Onnis, Naturalista Progetto “L’arte nell’essere lupo” 

“Conservazione del lupo: basi scientifiche e elementi sociali e culturali di una difficile sfida” 
Dott. Piero Genovesi, responsabile ISPRA conservazione e gestione patrimonio faunistico nazionale 

“Il mare malato” 
Francesco Saverio D’Aquino – Sea Shepherd 

“DNA intrappolati: l’incubo concreto degli statutari 
Daniele Tedeschi, BSc Phd, Coordinatore scientifico OSA, Direttore Scientifico Progetto Genobioma 

“Violenza sugli animali e pericolosità sociale” 
Francesca Sorcinelli-Presidente di Link Italia 

“Buono, sano e vegano…” 
Dott.Maurizio Conte, pediatra

 “Presentazione progetto Cuori in Corsa” 
Giacomo Lucchetti, Motociclista sportivo 

 “Diritti animali e rovesci umani” 
Luigi Lombardi Vallauri, filosofo e scrittore 

Conclusioni, lettura manifesto, obiettivi. 

Comitato #UNITIPERLORO: Andrea Cisternino, Riccardo Lagana’, Elisabetta Strano, Leonardo Rania

Per partecipare all'evento: scrivere all’indirizzo: stampa@sioi.org oppure registrarsi sul sito: www.sioi.org


16.11.17 | Posted in , , , , , , , , , , , , , , , | Continua »

FRATTINI: "PER LORO SERVE UN SANTUARIO"

FRATTINI: "PER LORO SERVE UN SANTUARIO" 
L'Ex Ministro racconta i viaggi sulle loro tracce: "Come in Canada, rispettiamoli nel loro habitat" 

di Sandra Mattei 
Trento 

Di lui si sa che è stato il più giovane componente nel Consiglio di Stato, nel 1986 e poi, ministro per la funzione pubblica, ed ancora degli Esteri nei due governi Berlusconi dal 2002 al 2004 e dal 2004 al 2011. Quello che non t'aspetti è che Frattini, oggi sessantenne e impegnato nell'Alta corte di giustizia sportiva del Coni, sia anche un appassionato di orsi. Del resto l'ex ministro ha casa a Bolzano e le sue vacanze è solito passarle in Val Badia, dove tra l'altro ha conosciuto la moglie, sposata nel 2010. Ed in questa bagarre di reazioni scatenata dall'ultima aggressione dell'orso a Terlago ha deciso di dire la sua, proponendo di realizzare un Santuario dell'orso proprio in Trentino.

Frattini, come mai questo interesse per l'orso? 

Sono sempre stato un appassionato di montagna e le mie vacanze le passo in Val Badia, ma sono affascinato dalla natura e dagli animali, ed in particolare dagli orsi, perché sono un simbolo della fauna selvatica alpina. I miei viaggi in giro per il mondo sono stati dettati da mete dove potessi osservare gli orsi nel loro habitat naturale. 

Ci può raccontare dov'è stato e cosa ha visto? 
Le dirò che non occorre andare chissà dove per scoprire gli orsi, perché in Val Badia, a San Cassiano, c'è il Museo dell'Ursus Ladinicus, dove sono esposti i resti dell'animale preistorico che 50 mila anni fa viveva nei boschi delle Alpi a 2600 metri di altezza. Tuttora in una grotta lunga un chilometro si possono ammirare gli scheletri dell'Ursus Ladinicus e questa è già una grande emozione. I miei viaggi sono sempre stati sulle tracce degli orsi, dai Grizzly del Denali National Park in Alaska a quelli dell'isola Kodiak, che sono i più grandi in assoluto, da quelli della Kamchatka agli orsi neri del Quebec. Ho visto orsi che pesano 500 chili, alti 3 metri, mamme con i piccoli, orsi che facevano il bagno e che mangiavano il miele; uno spettacolo unico. 

In che modo si muoveva in questi viaggi? 

Sono sempre stato in gruppi organizzati con una guida ed anche se gli incontri sono stati ravvicinati, a una cinquantina di metri distanza, non è mai successo niente. Nei parchi, le guide portano con se le bombole di gas urticante, ma anche in zone dove vivono liberi, come quelli in Quebec, le case sono circondate dai fili elettrificati, come quelli delle mucche e non danno fastidio alla gente. 

Ma non si può paragonare il territorio del Canada a quello del Trentino, no? 

Quello che voglio dire è che se si violano le zone dove sono soliti spostarsi, in uno spazio limitato come quello di un sentiero, è ovvio che se ci si imbatte in un orso, lui si sente in pericolo. In Quebec, dove vivono gli orsi neri delle dimensioni dei nostri, per evitare incontri ravvicinati se si va nei boschi, si mette sempre un campanaccio sullo zaino, come dire "se vieni a casa mia, almeno avvisa". Noi invece sappiamo organizzare solo le battute di caccia. 

Fatto sta che gli orsi in Trentino sono stati introdotti ed ora tutti sono preoccupati per il loro numero. Lei che soluzione propone? 

Con gli ingenti fondi che la Provincia di Trento ha ricevuto per il ripopolamento dell'orso, perché non creare un Santuario dell'orso, come al largo della Liguria c'è il Santuario delle balene? Un'area protetta dove si ammirano questi animali dei boschi a distanza, con la guida, e soprattutto con il rispetto che l'uomo dovrebbe verso chi in quei boschi c'era da millenni, prima che gli uomini. 

Ma i nostri spazi non sono nell'America del Nord. 

Anche inAbruzzo c'è il parco naturale con i lupi e gli orsi. Se ci sono riusciti loro, perché non provarci in Trentino? Io vorrei che i nostri nipoti potessero vedere l'orso nei luoghi dove può vivere e non la pelle stesa ai piedi di un camino. Chissà se i trentini si sveglieranno dalla ossessione e capiranno che un Santuario dell'orso sarebbe attrazione unica ed esempio unico di nobile civiltà.




28.7.17 | Posted in , , , , , , , , , , | Continua »

L'Italia verso la progressiva dismissione degli animali dai circhi con il futuro Codice dello Spettacolo dal vivo

L’Italia verso la progressiva dismissione degli animali dai circhi con il futuro Codice dello Spettacolo dal Vivo 
Evento promosso da LAV in collaborazione con ADi (Animal Defenders International) 

Mercoledì 15 marzo 2017 - Orario 15.15-19.30 
Sala degli Atti Parlamentari Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” Piazza della Minerva, 38 - 00186 Roma
Workshop, a seguire film documentario Lion Ark 
I circhi con animali e le implicazioni relative alla veterinaria, l’etologia, la sicurezza pubblica e la riconversione ad attività senza animali. Uno sguardo al superamento dei circhi con animali in Europa e Sud America. 

Ore 15.15-18.00 
Apertura dei Lavori 
GAIA ANGELINI, Responsabile area animali esotici LAV, interviene sul Disegno di Legge 2287- bis sul Codice dello Spettacolo e la progressiva dismissione dei circhi con animali all’esame della Commissione Cultura del Senato della Repubblica. 

Modera: CRISTINA NADOTTI, giornalista de La Repubblica 

Intervengono: PROF. STEPHEN HARRIS, Scuola di Scienze Biologiche, Università di Bristol (Regno Unito) 
DOTT.SSA CARLA BERNASCONI, Vice Presidente Federazione Nazionale Ordine dei Veterinari Italiani (FNOVI) 
DOTT. SERGIO VISTARINI, Ricercatore, Istituto di Ricerca CENSIS 
DOTT.SSA ILARIA DI SILVESTRE, Leader programma animali esotici, Eurogroup for Animals (Bruxelles) 
DR. JAN CREAMER, Presidente ADi (Animal Defenders International) 

Domande dal pubblico 
Interpretazione simultanea inglese-italiano-inglese disponibile durante il workshop 

Ore 18.15-19.30 Pluripremiato film documentario Lion Ark, prodotto da ADi, sulla dismissione dei circhi con animali in Sud America (lingua inglese con sottotitoli in italiano)



14.3.17 | Posted in , , , , , , , | Continua »

Sofferenze e vaccini mai fatti, la tratta dei cuccioli vale 300 milioni all'anno



Adnkronos - Strappati alle madri quando sono ancora troppo piccoli, privi di vaccinazioni o con documenti falsi che ne attestano le profilassi di legge, trasportati e venduti come una qualunque merce a meno di due mesi di vita. E' la tratta dei cuccioli, 8mila cani e gatti di razza acquistati nei Paesi dell'Est e trasportati illegalmente ogni mese in Italia per un giro d'affari che in tutta Europa frutta 300milioni di euro l'anno.

Un vero e proprio business gestito da una rete di trafficanti organizzati che comprano animali per 30-50 euro in Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e li rivendono a partire da 600 euro. La metà dei cuccioli muore nel viaggio, gli altri spesso si ammalano o hanno tare genetiche. E le loro madri non hanno vita migliore: usate come fattrici vengono sfruttate fino allo sfinimento con più di due gravidanze all'anno indotte con la somministrazione di ormoni. E' il quadro, agghiacciante, che viene denunciato nel libro 'La fabbrica dei cuccioli' di Ilaria Innocenti e Macri Puricelli, presentato oggi alla Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale dal presidente Sioi Franco Frattini e dal presidente della Lav Gianluca Felicetti.

Due cuccioli salvati e affidati in adozione
"Un libro importante che denuncia una realtà di cui molti sono all'oscuro - ha detto Frattini - utile per prendere coscienza di fenomeno grave soprattutto in un periodo dell'anno in cui molti pensano che l'acquisto di un cucciolo possa essere un regalo di Natale". A rendere più facile la vita ai trafficanti c'è la mancanza di una normativa comune al livello europeo.

Per questo Frattini auspica, in vista di una legge Comunitaria, "che la Commissione, sulla base di quanto previsto dai trattati, avvii un'attività di monitoraggio Paese per Paese, su come le leggi nazionali vengono applicate, affrontando la materia non solo dal punto di vista sanitario ma sotto un profilo più ampio. Al termine del monitoraggio - aggiunge l'ex ministro degli Esteri - come avviene per altre materie, la Commissione pubblicherà poi un rapporto stilando una classifica dei comportamenti dei vari Paesi ed evidenziando le lacune, creando una base per arrivare una normativa europea".

Ma molto, come sempre, oltre alla legge possono fare i cittadini. "Bisogna capire - dice Macri Puricelli - perché non va incrementato l'acquisto di cuccioli e perché è sempre meglio adottare un animale. Siamo andati a vedere gli allevamenti. In Ungheria c'è forse la situazione peggiore. Al mercato di Pécs si trovano cuccioli di tutte le razze acquistabili da persone singole con documenti e certificazioni sanitarie false pronte in 24 ore. Compresa l'antirabbica".

E a Pécs si recano anche i trafficanti. "Lì arrivano ordinativi dall'Italia con l'elenco di quanti cuccioli si vogliono per ogni razza e si stabiliscono i prezzi. Siamo andati a vedere piccoli allevamenti lì intorno dove i cani vengono venduti a 80-100 euro. In queste vere e proprie fabbriche di cuccioli c'è un degrado sanitario terribile".

E una volta partiti per le varie destinazioni dell'Europa occidentale i cuccioli vivono una realtà di estrema sofferenza. "Fanno viaggi di 11 ore - dice Ilaria Innocenti che al Valico di Tarvisio ha seguito i controlli con le forze di polizia - ammassati o nascosti dentro camion se non nel bagagliaio di auto, senza acqua né cibo. In una notte sono stati sequestrati oltre 139 cani tra questi 5 erano chiusi nel portabagagli di un'auto senza trasportino, immersi nei loro liquami in stato di ipotermia e disidratazione. Altri, 5 barboncini, erano nascosti in un furgone pieno di mobili: 2 erano morti".

"I cani dopo essere stati sequestrati alla frontiera - aggiunge Innocenti - vengono portati in un centro sulla foce dell'Isonzo dove vengono sottoposti a tutti i controlli sanitari e dove nessuno risulta vaccinato per nessuna malattia, non solo per la rabbia ma per tutte le patologie. I volontari del centro non solo li curano ma li rimettono in sesto anche psicologicamente prima di affidarli alle famiglie che vogliono adottarli". Ed è proprio l'adozione, secondo le autrici, la chiave per scardinare il sistema: "Scegliere sempre l'adozione e mai l'acquisto, l'amore non si compra".

10.12.15 | Posted in , , , , , , | Continua »

Onu: "Delfini e balene, stop alla cattura". Svolta storica


Abbiamo atteso tanto, ma un primo grande passo è compiuto.

Enpa a governo: vietare import per la cattività
SVOLTA STORICA in sede Onu per i cetacei: durante il meeting della Convenzione sulle specie migratorie (Cms) prevista dal trattato internazionale dell'Unep (United Nations Environment Program), svoltosi dal 4 al 9 novembre a Quito (Ecuador), "è stato sancito il divieto di catturare i cetacei a scopi commerciali e di utilizzarli in delfinari e oceanari che, come tutte le inaccettabili strutture di cattività, sono inadatti alle esigenze della specie".

Lo afferma l'Ente nazionale protezione animali (Enpa) spiegando che "la risoluzione presa in sede Onu è di cruciale importanza ai fini del divieto di cattura e utilizzo dei cetacei per la cattività. Il provvedimento della Cms prevede che i 120 Paesi membri modifichino la loro legislazione interna per vietare le catture in natura e blocchino le importazioni dei cetacei per gli spettacoli nei delfinari. E che anche la Cites e l'Iwc (Commissione Internazionale Baleniera) prendano atto dei contenuti della risoluzione e si impegnino affinché le indicazioni contenute nella stessa siano applicate".

La risoluzione della Cms "rappresenta una svolta, anche perché, in tale circostanza, a prendere posizione contro la cattività è lo stesso mondo scientifico - spiega il direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri - Una svolta resa possibile anche grazie all'impegno di Enpa e del comitato italiano nella Cms che hanno sollevato, oltre a motivazioni etiche, le questioni di natura etologica e conservazione delle specie. Ed è proprio sulla scia di tali argomentazioni che la Cms ha adottato una risoluzione storica, che dovrà ora essere ratificata dai 120 Paesi che l'hanno sottoscritta. Ecco perché l'Enpa chiede oggi al Governo italiano di recepire immediatamente la risoluzione della Cms nel nostro ordinamento giuridico e di vietare per sempre le importazioni dei cetacei destinati alla cattività".

(Fonte Repubblica.it)

11.11.14 | Posted in , , , | Continua »

Orse e lupi, in Italia non c’è spazio per la natura



FERDINANDO BOERO*

Il caso dell’orsa uccisa con una eccessiva dose di narcotico sta ricevendo grandissima attenzione. Si arriva a chiedere le dimissioni del ministro dell’Ambiente per l’assassinio (sic) dell’orsa. Mi viene in mente la storia di King Kong, come la dipinse Frank Zappa. Riassumo: c’era uno scimmione che viveva tranquillo e beato sulla sua isola, arrivarono degli uomini e lo presero, portandolo a casa propria, per farlo vedere a tutti. E poi lo uccisero. 

L’orsa è stata presa dalla Slovenia e portata in Italia, in modo che anche noi potessimo dire: ci sono gli orsi nei nostri boschi. Ma poi si è comportata da orsa, e questo non va bene. La natura ci piace tanto, ma deve stare al suo posto, non deve disturbare. Se disturba diventiamo letali. Lo stesso succede con i lupi. Da una parte siamo contenti che tornino, dall’altra pretendiamo che «stiano al loro posto». L’atteggiamento è identico nei confronti degli squali. Ci commuoviamo quando vediamo che vengono sterminati per prendere le pinne, ma poi esigiamo che non ce ne siano nelle acque in cui facciamo il bagno. 

Tutto questo la dice lunga sulla cultura che abbiamo sviluppato, soprattutto in Italia. Non c’è spazio per la Natura in quella che chiamiamo Cultura. La Natura trova spazio solo sotto forma di edulcorate storielle che i giornali amano pubblicare, soprattutto in estate quando si devono riempire le pagine e i commentatori di cose serie sono in vacanza. Ci sono fior di programmi sulla natura, in tutte le reti. Ma anche in questo caso, di solito, si raccontano edulcorate storielle. Non parliamo della scuola. La Natura proprio non esiste. Magari è stata messa nei programmi, ma il massimo rilievo viene dato alle discipline umanistiche e alla matematica, ritenuta sufficiente per avere un solido substrato culturale in campo scientifico. Ma la matematica non ci insegna come funziona un ecosistema, o quale è il ruolo dei predatori apicali nelle reti trofiche. Ruolo dei predatori apicali nelle reti trofiche… chissà se tutti capiscono. La matematica ci può aiutare a esprimere con rigore questi concetti, ma non ci dà i concetti. 

Un percorso educativo che dà così scarso rilievo alla Natura non può che dare questo risultato: il nostro Paese sta distruggendo il proprio patrimonio naturale senza porsi tanti problemi. Ci creiamo qualche alibi introducendo qualche specie carismatica, ma poi non siamo in grado di convivere con queste specie semplicemente perché non abbiamo la cultura per farlo. 

A livello individuale questi errori di valutazione sono diffusissimi. Gli amanti dei cani, nel nostro Paese, spesso indirizzano le proprie scelte su razze selezionate per aggredire, per difendere il territorio, per combattere. Si compra un bel cucciolotto di rottweiler e poi ci si accorge che non è molto gestibile. In Italia i cani aggressivi di solito se la prendono con i padroni, con i loro figli o con i figli dei loro amici. E ogni volta, dopo tragedie che a volte portano a esiti fatali, c’è sorpresa: era così buono. I cani abbandonati sono proprio come l’orsa uccisa. Prima si comprano, e poi ci si accorge che non fanno per noi. L’Italia è l’unico Paese europeo occidentale dove si può morire a causa dell’aggressione di branchi di cani. Per il momento di persone sbranate da lupi e orsi non se ne segnalano. 

Si parla tanto di riforma della scuola. Il problema viene affrontato da molti punti di vista, soprattutto riguardanti l’edilizia e il personale. Ma di adeguamento dei programmi non se ne parla. D’altronde, se si pensasse di modificare i programmi, nelle commissioni ministeriali non verrebbero certo chiamati i naturalisti. 

Se tutto questo avesse ripercussioni sulla gestione di una specie introdotta artificialmente (come l’orsa slovena deportata in Italia) non ci sarebbe molto da dire. Ma il nostro patrimonio naturale è stato devastato dovunque, e le conseguenze economiche di questa devastazione sono gravissime, per non parlare dei morti. L’unica grande opera veramente necessaria è la rinaturalizzazione del territorio, in modo che ricominci a funzionare per bene. 

Per farlo dobbiamo ritornare in armonia con la Natura. Ma la cultura dominante non comprende la Natura, a cui viene dato un valore eminentemente estetico mentre se ne ignora l’importanza sul nostro benessere e su quello della nostra economia. Parliamo sempre di capitale economico e non ci interessa il capitale naturale. Le decisioni sono prese dando priorità all’economia rispetto alla natura. Come se le leggi dell’economia fossero più forti delle leggi della natura. Ovviamente dopo ogni catastrofe naturale si dice che dobbiamo fare qualcosa per prevenire i disastri, ma poi non facciamo mai niente, fino all’emergenza successiva. Oppure risolviamo la questione coprendo di cemento qualche costone pericolante. Avremmo speso meno se avessimo fatto un buon uso dell’ambiente, invece spendiamo molto di più per far fronte alle emergenze causate dalla nostra ignoranza. E continuiamo a comportarci da ignoranti. 

Mi spiace per l’orsa uccisa, mi spiace per i suoi cuccioli oramai orfani. Ma non poteva essere altrimenti in un Paese che ha espulso la Natura dalla propria cultura. 

* Professore di Zoologia 
Università del Salento / CoNISMa / CNR-ISMAR

14.9.14 | Posted in , , , | Continua »

Chi è la bestia? Da uomo #iostocondaniza


Mentre proseguono le ricerche la storia dell'orsa Daniza sta assumendo contorni molto tristi. Dopo l'aggressione subita da un cercatore di funghi nei boschi del Trentino se ne leggono davvero di ogni. E, come spesso accade - purtroppo aggiungo - il tema degli animali selvatici entra a far parte del dibattito politico per provare a compiacere piccolissime fette di elettorato. C’è chi fa terrorismo psicologico e allarma i turisti del Trentino su possibili incontri “mortali”. C’è chi chiede l’immediata cattura dell’animale. O chi addirittura contempla in un comunicato della Provincia, dunque un documento pubblico ed ufficiale, l'abbattimento dell'orsa seppur come ipotesi estrema.


Ma nessuno chiede di pensare a Daniza per quello che è: una mamma, come tante, che in un momento di pericolo ha semplicemente protetto i propri cuccioli. Daniza non è impazzita: ha reagito perché è stato l'uomo ad avere invaso il suo habitat. Quale altra reazione ci si poteva aspettare?

Qualche breve ragguaglio per i signori del “partito antiorso”. Si ricordi che il Progetto Life Ursus ha preso avvio a fine anni ’90, mediante finanziamenti LIFE dell'Unione Europea, per cercare di risollevare le sorti dell'ultimo nucleo di orso bruno delle Alpi. Un obiettivo nobile che è sempre stato capito, apprezzato e preso a cuore dalla comunità trentina. A dimostrarlo un sondaggio (affidato all'Istituto DOXA di Milano) fatto proprio durante la fase preparatoria del progetto: più di 1500 abitanti dell'area di studio sono stati intervistati telefonicamente per verificare l'attitudine, la percezione nei confronti della specie e la possibile reazione di fronte ai problemi derivanti dalla sua presenza. I risultati sono stati sorprendenti: più del 70% dei residenti interpellati si sono dichiarati a favore del rilascio di orsi nell'area.

Anche questi sono dati che contano. Di fronte ai quali non può certo essere un diverbio o la smania di un cacciatore pronto a premere il grilletto a trasformare questa regione bellissima e unica in culla dell’intransigenza. Stabilire la differenza tra l'uomo e gli animali a volte può essere molto difficile, perché in molti casi l'uomo ha dimostrato di essere un animale. Gli orsi, da animali, vanno difesi, reintrodotti ed aiutati ad imparare le loro abitudini. Noi possiamo pensare e soprattutto capire: è la più grande caratteristica che ci rende umani. Dimostriamo di esserlo salvando Daniza e la sorte dei suoi cuccioli.








19.8.14 | Posted in , , , , | Continua »

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