Libia, Frattini a Nova: "L'Onu ha commesso gravi errori, i veri vincitori sono Turchia e Russia"


Roma, 08 feb  Agenzia Nova

La Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) e l’inviata Onu ad interim uscente, la statunitense Stephanie Williams, hanno commesso “errori marchiani” nel processo che a Ginevra ha portato alla nascita di una nuova autorità transitoria del Paese nordafricano, favorendo in tal modo Turchia e Russia. Lo ha detto ad “Agenzia Nova” Franco Frattini, presidente della Società italiana per l’organizzazione internazionale (Sioi), già ministro degli Affari esteri e vicepresidente della Commissione europea. 

“Io credo che ci siano stati degli errori importanti nella preparazione di questa prima tornata di voto e poi nei ballottaggi che hanno portato all’elezione del presidente ad interim e del premier ad interim”, ha detto Frattini, in riferimento alla lista guidata dall'imprenditore misuratino Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh e dall’ambasciatore Mohammed al Manfi, eletti rispettivamente premier e presidente “ad interim” fino alle elezioni che dovrebbero tenersi il prossimo 24 dicembre. 

 “Il primo errore è stato quello di spingere in modo eccessivo, da parte della rappresentante dell’Onu che poi ha lasciato l’incarico, per un ticket capeggiato dal presidente del parlamento (Aguila Saleh) con il ministro dell’Interno uscente (Fathi Bashagha)”, ha detto Frattini. “Spingere molto su questo ticket da un lato ha scoraggiato altre figure che avrebbero potuto aver delle chance, ho in mente il vicepremier (Ahmed) Matieeq e il ministro della Difesa uscente (Salah al Din al Namrush), cioè personaggi autorevoli e forti che evidentemente si sono sfilati. Questo ha determinato che il voto alla fine sia stato un voto contro il ticket, non un voto a favore. Ecco il perché della sorpresa del risultato. Evidentemente, rispetto ad una percepita ingerenza o forzatura, non si è capito che i libici hanno delle reazioni molto prevedibili: la reazione in questo caso è votare contro, senza riflettere su alcune conseguenze di questo voto”, ha aggiunto l’ex titolare della Farnesina. 

La prima conseguenza degli errori dell’Onu, secondo Frattini, è lo sbilanciamento del nuovo esecutivo verso l’Islam politico. “Si tratta di due personalità (dell'imprenditore misuratino Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh e dell’ambasciatore Mohammed al Manfi) che hanno, diciamo così, tendenze islamiste. Il premier ad interim, in più, è un businessman che ha vissuto in giro per il mondo con forti richiami con la Russia. I veri vincitori sono proprio i due Stati mentori e protettori: da un lato la Fratellanza musulmana, quindi la Turchia, dall’altro la Russia, che avendo un rapporto con il premier ad interim manterrà sicuramene una leva sulla Libia”, ha osservato ancora il presidente della Sioi, evidenziando come Ankara e Mosca possano dirsi sodisfatte da questo risultato. Quanto al generale Khalifa Haftar, il generale della Cirenaica che ha tentato il golpe a Tripoli nell’aprile del 2019 sena riuscirci, “senza che gli altri se ne accorgessero, egli è rientrato in gioco perché ha fatto l’accordo con Maiteeq per sbloccare l’estrazione del petrolio, compiendo un gesto tra virgolette da ‘uomo di Stato’, e, seconda cosa, ha fatto fuori il suo più pericoloso rivale, cioè il presente Saleh che guida il parlamento della Cirenaica, e che quindi gravava nella sua medesima area di influenza. Queste sono situazioni su cui non si è riflettuto prima”. 

Secondo Frattini, ora paradossalmente, le elezioni potrebbero svolgersi davvero nei tempi previsti quindi il 24 dicembre, nel simbolico giorno del 70esimo anniversario dell’indipendenza della Libia. “C’è la clausola che chi farà parte di questo nuovo governo non si potrà poi candidare. Io credo che questo esecutivo sarà composto da personalità secondarie, dal momento che quelli per così dire ‘forti’ avranno tutto l’interesse a che le elezioni si facciano. I membri di questo governo che nascerà nei prossimi giorni non potranno che essere personalità di secondo piano”, ha evidenziato ancora l’ex vicepresidente dell’esecutivo comunitario. “Riuscirà questo nuovo ipotetico governo a mantenere una situazione di stabilità e di sicurezza nel Paese? Le influenze egiziane ed emiratine saranno sicuramente negative. Il tentativo a cui il premier uscente al Sarraj lavorava, cioè di tenere un comune equilibrio tra Turchia e Russia e stabilizzare temporaneamente il Paese (con personalità gradite sia ad Ankara che a Mosca), potrebbe essere compromesso con un governo espressione di forze islamiste. Nella squadra che si formerà bisognerà compensare più posizioni. Ci sono molti elementi di dubbio - ha aggiunto Frattini - in questa partita. Ma il dato più forte di tutti è che non si è capita la lezione degli ultimi dieci anni: se i libici li spingi con forza a fare una cosa, non è assolutamente detto che la facciano, anzi è probabile che accadrà il contrario”. 

Quanto a un’eventuale invio di osservatori per monitorare la tregua in Libia, ipotesi su cui il Consiglio di sicurezza dell'Onu si è recentemente espresso a favore, Frattini ha lanciato un appello alla prudenza. "Una missione di osservatori adesso significherebbe mandare un drappello di uomini nudi in mezzo a milizie super-armate e a contingenti turchi e russi che sono li per una politica di reciproco contenimento. L'unica cosa che (Mosca e Ankara) non vogliono è avere osservatori che vanno a ficcare il naso nella distribuzione di armi e uomini. Se la missione va li a non far nulla, è solo pericoloso e non vedo cosa dovrebbe osservare; se va in Libia con la pretesa di essere arbitro nella gestione di un confine molto labile, sicuramente è necessario che tale missione sia ben voluta da Russia e Turchia. E questo, francamente, per ora non lo vedo", ha concluso il presidente della Sioi. © Agenzia Nova -

8.2.21 | Posted in , , , , , , , , , | Continua »

WFUNA EUROPEAN UNITED NATIONS ASSOCIATIONS MEETING: The new challenges to multilateralism

WFUNA EUROPEAN UNITED NATIONS ASSOCIATIONS MEETING: The new challenges to multilateralism 


Opening Ceremony- SIOI, 20th May, 2019 

Speech delivered by President Franco Frattini 

High Excellencies, 
Young delegates, 
Distinguished Ladies and Gentlemen, 

I am particularly glad to welcome you today at SIOI-UNA Italy to this important and unique event which we have been honoured to organize in cooperation with the World Federation of United Nations Association. 
 I thus wish to address my heart-felt thanks to Bonian Golmohammadi, WFUNA Secretary-General, for being here today. I would like to give a warm welcome to our special guests and Keynote speakers:  Marcela Villareal, Director, Partnerships Division FAO; Luis Jiménez Mcinnis on behalf of IFAD; Staffan De Mistura, Former Under-Secretary-General, UN Special Envoy for Syria, Afghanistan, Iraq, Lebanon; Bettina Tucci Bartsiotas, UNICRI Director. 

The Italian Society for International Organization (SIOI) is an international non-profit organization that has been cooperating since 1944 with the Italian Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation. SIOI UNA Italy has its main office here in the centre of Rome, in Palazzetto Venezia, and has spread over national territory through all of its branches (Milan, Turin, Naples), the Office to support the United Nations in Assisi, and groups of the Students’ Movement for International Organization (MSOI). 

SIOI- UNA Italy is one of the 22 founding member of the WFUNA. To this regard I would like to remember that we had the privilege to host here the WFUNA’s 4th Plenary Assembly in 1949.

SIOI was founded in Rome on 4th October 1944, when Italy was still divided by war, on the initiative of a group of eminent personalities belonging to the cultural and political life. We are an historical Italian internationalist organization that since the post-war period has been working to carry on the most important negotiations of Italy's accession to the major international organizations. The then Minister for Foreign Affairs, Alcide De Gasperi, in the Second Bonomi Government, in December 1944, saw the contribution that an institution such as SIOI could have secured to the Italian Government on its return to the international scene in the difficult years of the post-war transition. Convinced that the Italy would have received its full international legitimacy with the admission to the United Nations, he wanted to submit the nomination of SIOI to the World Federation of United Nations Associations. 
 In 1946, SIOI entered WFUNA, becoming the United Nations’ focal point in Italy considering that Italy was not yet a U.N. member state; indeed only in 1955 Italy’s long wait to join the United Nations Organization finally came to an end. The international action of SIOI-UNA Italy also corresponds to the intense government’s activity on the international front. Foreign policy becomes a priority for Italy: many of actions and strategies were born here at Palazzetto Venezia. These are the years in which our country finds a leading role on the international chess, and SIOI UNA Italy becomes a direct witness of the meetings (closed and public) that will lead to the birth of historic alliances, agreements and decisions. 

“The ceremony celebrating Italy's entry into the UN took place at Palazzo Barberini in Rome on 31 January 1956, at the presence of the President of the Republic Luigi Einaudi and of the highest authorities. The then President of SIOI Niccolò Carandini had the privilege to open the historical ceremony at which intervened the then Minister for Foreign Affairs Gaetano Martino, the SIOI Secretary General Roberto Ago, the special representative of the Secretary-General of the United Nations, Georges Palthey and the Prime Minister, Antonio Segni. 

Minister Martino will say in his speech: “I believe I must be the interpreter of the feelings of all those who participate in this solemn meeting by expressing the greatest satisfaction to the leaders of the Italian Society for the International Organization for having conceived and proposed the act we are carrying out at this time in order to make the meaning of Italy's admission to the United Nations more evident and operative in the conscience of Italians (…)" "The Italian Society for the International Organization concludes tonight, with this act, a period and a cycle of its activity during which it acted for the creation in Italy of a strong current of public opinion in favour of the United Nations. This task was pointed out to SIOI since March 1946 by Alcide De Gasperi. The courageous and clairvoyant statesman considered that Italy's non-membership of the United Nations was not a less reason but one more reason to wish that the aims of the Organization were made known to the Italians and the notion of them could become an essential element of their political conscience. " 

That’s why our institutional aims are the diplomatic and international training, research and information on topics in international organizations, international relations, international cooperation, and international protection of human rights. SIOI School of Higher Education in International Affairs is devoted to post graduate students, civil servants, public administration officials, foreign embassies’ officers, private employees, and so on. 

Our historical course is the Master’s course in Diplomatic Studies. Since 1946 we have been preparing young for the diplomatic competition and I can proudly say that more than half of Italian diplomats were trained in our School. SIOI is also an active member of the forum ‘International Union of Diplomatic Academies’ (IFDT) in Vienna. Moving from tradition to the present time, SIOI is being working thanks to the strong connection to the United Nations and to our Ministry of Foreign Affairs. We are particularly proud of the active cooperation and synergies with WFUNA and with the International Organization represented today by our guests. As an example, you will remember that the first edition of WFUNA International Model United Nations - WIMUN was jointly organized here in Rome in 2014.

I would like to share with you some of our special initiatives 2019 connected to the goals of the Agenda 2030. The UN Youth Delegate Programme 2019: SIOI-UNA Italy in collaboration with the Italian Minister of Foreign Affairs and International Cooperation is promoting and organizing the third edition of the United Nations Youth Delegate Programme for Italian students (UNDYP Italy). Two young Italians aged between 18 and 30 will be selected for accompanying the government’s diplomatic delegation to the 74th UN General Assembly and represent the instances of young people at the highest level. 

ZEROHACKATHON 2019- SIOI - UNA Italy, in partnership with the Italian Ministry of Education, University and Research, the United States Embassy to Italy and the Royal Norvegian Embassy, is launching the third edition of #ZeroHackathon on Oceans and Polar Connections . This youth competition of ideas will focus on the role of sustainable development to address the consequences of climate change in the Arctic, Antarctic and Oceans. More than 200 highly motivated young students from high schools and universities all around the world will gather in Rome on 2-4 October 2019. 
Participants are invited to develop innovative, high-impact ideas and projects to promote international cooperation, rising awareness on the most pressing issues related to Oceans and Poles, strengthening resilience of multi-scale changes, addressing the rapidly changing climate and the consequences of pollution, improving a safe and secure use of marine protected areas and the Arctic and Antarctic resources. 

In collaboration with the Royal Norwegian Embassy in Italy and the High North Center for Business and Governance - Nord University (Bodø, Norway), SIOI UNA Italy SIOI will organize, on October 1st, a new edition of the International Symposium "Arctic Connections: a trust-building Arctic cooperation on Energy and Security". The event is part of a broader project of SIOI "Arctic Connections" which aims to strengthen bilateral relations with the Member States and Observatories of the Arctic Council, identifying possible areas of cooperation and dialogue. 
Through these initiatives, SIOI UNA Italy also aims to raise awareness among new generations and public opinion about the importance 
of sustainable economic growth and the consequences of climate change affecting the entire planet. Our mission is to foster the UN values and goals, spread knowledge of international policy issues through research and public conferences, promote the inclusion of young people on decision making at highest level through education and training, investigate issues such as global change, sustainable development, terrorism threats and international cooperation as core items in our Master courses. 

 We strongly believe that the United Nations - guided by the universal values enshrined in the Charter - has made the difference for a shared progress: diplomacy for peace, climate action, achievement of the Sustainable Development Goals (SDGs), digital innovation, fair globalization, global compacts on migration and refugees. 

In our rapidly changing world the values of peace, justice, human dignity, tolerance and solidarity are under attack but we need to drive our world forward by accelerating joint efforts to build security and stability around the globe. We need even more a shared vision for a global action. 

It’s clear that this meeting represents a great opportunity to renew and strengthen our cooperation and paving the way to future joint projects. We are honoured by your presence here. Thank you again for joining us. I wish you a fruitful meeting and please enjoy Rome in all its beauty!

20.5.19 | Posted in , , , , , , , , , , , , , , , | Continua »

United Nations Youth Delegate Programme- Italy 2019-2020: Call for Application

United Nations Youth Delegate Programme- Italy 2019-2020 

SIOI Call for Application:Il prossimo Youth Delegate alle Nazioni Unite potresti essere tu!

In Italia, il Programma UNYD è promosso e organizzato dalla SIOI UNA-Italy, in collaborazione con Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Deadline per l'invio delle candidature: 14 giugno 2019 

Anche quest’anno l'Italia partecipa allo UN Youth Delegate Programme che consentirà a due giovani di prendere parte alla 74ma Assemblea Generale ONU. Il programma delle Nazioni Unite prevede, infatti, l’inclusione di giovani presso le missioni diplomatiche nazionali all’ONU ed è attivo in 37 paesi. 
In Italia, il Programma UNYD è promosso e organizzato dalla SIOI UNA-Italy, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. 

Il mandato dei " Giovani Delegati" è di rappresentare le istanze e le idee della gioventù italiana in ambito internazionale, promuovendo la partecipazione dei giovani nei processi decisionali e ricoprendo il ruolo di ambasciatori delle questioni giovanili durante i lavori della Terza Commissione della 74ma Assemblea Generale ONU. 

L’incarico avrà durata annuale da settembre 2019 a settembre 2020. 
Sul sito della SIOI è disponibile il Bando della Terza Edizione del Programma UN Youth Delegate: https://www.sioi.org/attivita/focus-on/bando-unydp/ 


Sito ufficiale del Programma UNYD Italia: 




17.5.19 | Posted in , , , , , , , , , | Continua »

Meeting delle Associazioni Europee delle Nazioni Unite (UNAs)

Meeting delle Associazioni Europee delle Nazioni Unite (UNAs) 

Roma, 20-21 maggio 2019 

Sede SIOI, Palazzetto di Venezia Piazza San Marco, 51 

Le Associazioni europee delle Nazioni Unite UNAs, si incontrano per la seconda volta a Roma, nella sede della SIOI UNA-Italy, a Palazzetto Venezia, per una due giorni dedicata alle sfide dell’Agenda 2030 e al ruolo dell’ONU in un mondo in continua evoluzione. 

Il programma dell’evento prevede una serie di incontri e gruppi di lavoro, alla SIOI ed alla FAO, con l’obiettivo di definire le priorità della collaborazione tra le UNAs e l’ONU. 

I Paesi rappresentati sono: Albania, Armenia, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Israele, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Serbia, Spagna, Svezia. 

Il primo meeting delle UNAs a Roma, che risale al settembre 1949, è stato organizzato dalla SIOI in qualità di membro fondatore della WFUNA, e ha visto la presenza di Alcide de Gasperi, Carlo Sforza, Guido Gonella, Ezio Vanoni ed in rappresentanza della SIOI del Presidente Nicolò Carandini, di Gaetano Morelli, Tomaso Perassi, Norberto Bobbio e Roberto Ago. 

L’evento avrà inizio il 20 maggio alle ore 9.00 presso la sede della SIOI e vedrà la partecipazione, fra gli altri, del Presidente della SIOI, Franco Frattini, di Staffan de Mistura, Former Under-Secretary General, UN Special Envoy for Syria, Afghanistan, Iraq, Lebanon; di Bettina Tucci Bartsiotas, UNICRI Director, di Bonian Golmohammadi, Secretary-General WFUNA e di importanti rappresentanti del MAECI, della FAO, dell’IFAD e del WFP. 

Per partecipare all'apertura, è possibile richiedere l’accredito all’indirizzo: stampa@sioi.org entro e non oltre le 17.00 del 19 maggio, indicando il nominativo, il numero del tesserino dell’Ordine dei Giornalisti, l’emittente o la testata rappresentata. L’evento si svolgerà in lingua inglese.



17.5.19 | Posted in , , , , , , , | Continua »

FRANCIA vs ITALIA/ Frattini: l'arma segreta di Conte per fermare il traffico dei migranti

FRANCIA vs ITALIA/ Frattini: l'arma segreta di Conte per fermare il traffico dei migranti 
E' scontro tra Italia e Francia su caso Aquarius e la gestione dei flussi migratori. Ma una soluzione c'è secondo l'ex ministro FRANCO FRATTINI e il governo potrebbe farla propria 

 "Abbiamo dato all'Europa molte responsabilità, non le abbiamo attribuito il compito di coordinare le regole sugli sbarchi". E' la proposta che fa al governo Franco Frattini, presidente della Sioi, ex commissario europeo e due volte ministro degli Esteri nei governi Berlusconi. Una iniziativa sulla quale il governo Conte potrebbe trovare il consenso di numerosi Stati europei. 

Il caso dell'Aquarius ripropone il problema dei flussi migratori. 

Sono due questioni che vanno tenute distinte. Il governo dei flussi è una questione certamente europea di cui l'Unione avrebbe dovuto farsi carico da molto tempo ma così non è stato. Altra questione è quella della chiusura o indisponibilità all'attracco ai porti, che è tipicamente nazionale.

Sicuro? 

Sì. Non a caso l'Unione Europea non è mai era intervenuta su analoghe misure francesi, spagnole, maltesi e anche italiane negli scorsi 10-15 anni. E non lo ha fatto perché non è materia su cui la Ue possa dettare regole. 

Dunque ogni Stato… 

Ogni Stato può valutare e prendere provvedimenti sulla base delle eventuali condizioni di crisi che si trova a fronteggiare, proprio come ha fatto l'attuale governo italiano. 

Salvini ha consentito l'attracco della Sea Watch a Reggio Calabria il 9 giugno, ma con l'Aquarius ha fatto un'altra scelta. Come giudica l'operato del governo? 

Salvini, in base alle informazioni in suo possesso, deve aver saputo che eravamo in vista di tre-quattro sbarchi in poco tempo e ha valutato che il veto sull'Aquarius fosse una misura "esemplare" per scoraggiare nuove partenze dalla Libia. E' una decisione dalla forte valenza politica, ma sotto il profilo europeo non è censurabile. 

Il premier spagnolo Sanchez ha concesso il porto di Valencia. E' un primo effetto della decisione italiana. 

Anche gli altri paesi, che lo vogliano o no, dovranno prendere posizione. Intanto, in Spagna ci sono state molte reazioni negative alla scelta di Sanchez. Non mi sorprende. 

E perché? 

Da commissario europeo ebbi a che fare con il governo Zapatero finito sotto accusa perché la polizia aveva sparato proiettili di gomma dura contro i migranti nelle enclavi di Ceuta e Melilla e due di questi erano morti. Il governo socialista di Zapatero, non quello popolare di Rajoy. Credo però che oggi ad essere chiamata in causa sia soprattutto la Francia. 

Ieri Macron ha accusato l'Italia di cinismo e irresponsabilità. 

Quando il governo Gentiloni esortò la Francia ad assumersi le sue responsabilità, Macron, che era da poco all'Eliseo, fece un summit a Parigi dicendo che l'Italia non poteva essere lasciata sola. Tempo una settimana e chiuse i porti. E' la Francia più della Spagna ad essere chiamata a una corresponsabilità, perché i casi "Aquarius" in estate aumenteranno. Ci vorrebbe una proposta risolutiva e il nostro governo se volesse potrebbe farla sua. 

Quale proposta? 

Quella di un coordinamento europeo non solo nella distribuzione dei migranti, ma nell'organizzazione degli sbarchi. Proprio quello che finora è mancato. 

Ha a che fare con la gestione dell'operazione Triton da parte del precedente governo? 

No. Triton è una missione europea finalizzata alla sicurezza delle frontiere, e gli sbarchi coordinati da Triton dobbiamo accettarli perché ci siamo impegnati a farlo. A meno che il governo non dia una disdetta formale; finora non lo ha fatto. Il punto è che occorre coordinare in sede europea anche gli sbarchi che non avvengono sotto bandiera europea, cioè da parte di navi private, come sono quelle delle Ong. 

Altrimenti? 

Altrimenti si verifica quello che vediamo: la nave privata chiede a un paese la possibilità di attraccare, ma quel paese chiude i porti; allora la nave va in un altro paese e anche questo può chiudere i porti. Se invece tutti gli sbarchi fossero coordinati dalla Ue, lo stato designato sarebbe obbligato ad accogliere. 

L'orientamento del governo è quello di impedire sbarchi da navi di Ong e di consentirli solo da navi della nostra marina. 

E' corretto, però manca la proposta formale. Il mio auspicio è che Conte porti al Consiglio europeo di fine giugno una proposta italiana, che potrebbe essere quella che ho citato. Se venisse accettata, l'Europa avrebbe tutti gli strumenti per valutare se questo o quel paese è maggiormente sotto pressione ed è in grado o non è in grado di accogliere. 

Insomma si tratterebbe di normare una zona grigia. 

Sì. Abbiamo dato all'Europa molte responsabilità, la missione Triton è una di queste, ma non abbiamo attribuito all'Europa il compito di coordinare le regole sugli sbarchi. 

Se la sua proposta venisse accettata? 

Il burden sharing (la condivisione degli oneri, ndr) non avverrebbe quando i migranti sono ormai sbarcati, ma quando sono in mare aperto. E' l'unico modo per risolvere la situazione. 

Chi potrebbero essere gli interlocutori dell'Italia in una iniziativa di questo tipo? 

Tutti gli Stati che non si affacciano sul Mediterraneo. Sarebbero i primi a giovarsi di un coordinamento degli sbarchi negli Stati marittimi. Perché se un'imbarcazione arriva a Valencia se ne occupa la Spagna, se arriva a Catania se ne occupa l'Italia, ma non se ne occupano mai né l'Austria né l'Ungheria né la Polonia. Poiché Salvini è molto interessato ai rapporti con il gruppo di Visegrad, su questa proposta quei paesi potrebbero essere nostri alleati. 

Non crede che in Libia Salvini e Minniti possano commettere lo stesso errore, negoziare accordi di contenimento illegali con i cosiddetti "sindaci", in realtà capi tribù libiche che non sono sotto la sovranità di nessuno? 

Vede, chi ha attaccato gli accordi fatti da Minniti conosce la Libia molto meno di chi, come me, se n'è occupato per anni. Se non facciamo quegli accordi, ci piacciano o no, ci saranno persone molto peggiori di quei sindaci che gestiranno comunque il traffico degli esseri umani. Molto meglio lavorare con i sindaci, che almeno nella struttura della Libia — che è tutta tribale — una qualche autorità ce l'hanno. 

Sicuro che non siano anche i trafficanti e gli schiavisti a trattare con i sindaci? 

Lo fanno di sicuro; infatti danno ai sindaci la tangente per passare. Noi dobbiamo dare ai sindaci le somme di denaro necessarie per far restare i migranti in Libia. Se ci accordiamo con i capi tribù, possiamo creare altre soluzioni. Una di queste potrebbe prevedere di pagare i capi tribù perché riaccompagnino i disperati ai paesi di origine. E' quello che tentammo di fare quando ero in Commissione europea e funzionò per due anni e mezzo. Poi la Libia esplose e non se ne fece più nulla. 

Che strada imboccare per una gestione dei flussi? 

Si va dal rafforzamento delle frontiere esterne (Austria, Slovenia) ai campi in Tunisia (Germania, Belgio), a chi insiste su Dublino (Francia, Svezia). L'unica cosa seria, su cui le Nazioni Unite hanno detto di essere d'accordo e quindi si tratterebbe solo di pigiare il bottone e andare avanti, è quella di fare degli hotspot nei paesi di transito: Marocco, Libia, Tunisia, sotto il controllo dell'Unhcr. Da parte sua, l'Europa dovrebbe aiutare anche economicamente i paesi di transito a far sì che questi hotspot non diventino campi di concentramento. Ci costerebbe meno, come Europa, che non fare la redistribuzione. Negli hotspot avverrebbe una scrematura preventiva, prima che le persone si avventurino in mare, e questo porterebbe un ulteriore vantaggio: il coordinamento degli sbarchi di cui ho parlato riguarderebbe solo rifugiati sicuri, non 100 candidati di cui solo 10 rifugiati riconosciuti. E' l'unica soluzione possibile e avrebbe, ripeto, il sì dell'Onu. 

Perché non sì è fatto? 
Manca la volontà politica. Penso però che il governo Conte sia favorevole anche a questa ipotesi. 


Si è mai pentito di avere firmato il regolamento di Dublino, nel 2003? 


Fu certamente un errore, visto con il senno di poi, però è evidente che nel 2003 nessuno poteva immaginare quello che sarebbe accaduto. La firma di Dublino fu in un certo senso necessitata, in quel momento avevamo la presidenza di turno dell'Unione e dovevamo negoziare addirittura il trattato costituzionale europeo. L'idea di un esodo epocale non esisteva, c'erano Gheddafi e Mubarak, i flussi erano controllati; il mondo era diverso. (Federico Ferraù)

13 giugno 2018

Foto La Presse 


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#ZEROHACKATHON 2018: SPORT COME STRUMENTO DI PACE

Lo Sport per la pace e lo sviluppo: voce alle idee dei giovani! 

#ZEROHackathon2018


Roma – “In un panorama internazionale caratterizzato da crescenti tensioni, non c’è momento migliore che questo per guardare allo Sport come un potente strumento di dialogo tra le nazioni, di avanzamento verso la pace e lo sviluppo”.

Con le parole del Presidente della SIOI, Franco Frattini, si è aperta la seconda edizione di #ZEROHackathon, la competizione internazionale di idee per under 30 che dal 2 al 4 maggio riunisce a Roma più di 200 brillanti menti provenienti da tutto il mondo e che si concluderà questa mattina nella Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina.

Unire l’apprendimento non formale con i valori dello Sport è l’obiettivo principale dell’iniziativa, inaugurata il 2 maggio al Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” alla presenza di Franco Frattini, Giovanni Malagò, Kelly Degnan, Sabrina Bono, Beatrice Covassi, Luigi Maria Vignali, Daniela Bas,  Paolo Glisenti, Alfio Giomi, Andrea Cisternino. Testimonial d’eccezione i campioni olimpici Francesca Lollobrigida, Giovanni Pellielo e Giacomo Lucchetti.

“Stand up per la difesa degli animali non solo oggi ma che sia il mantra di ogni giorno” ha concluso il Presidente Malagò a sostegno dell’Appello, promosso dalla SIOI con il Comitato #UnitiperLoro, contro la strage degli animali per motivi sportivi.







Dopo la staffetta simbolica organizzata dalla FIDAL, il campo da gioco è diventato Palazzetto Venezia, sede della SIOI, dove i 20 Team di studenti, di scuola superiore e università, hanno dato vita ad una 24 ore di co-progettazione confrontandosi sulle principali sfide che lo Sport affronta nel suo ruolo di promotore del dialogo tra i popoli, del rispetto dei Diritti Umani, sull’integrità dello Sport e il suo potere inclusivo.



Quali saranno le idee progettuali più originali e realizzabili verrà decretato questa mattina dalla Giuria d’eccezione composta dai rappresentanti delle principali istituzioni nazionali e internazionali che hanno sostenuto l’evento, tra cui il Luigi Maria Vignali e Pietro Sferra Carini del MAECI (Farnesina), Alvio La Face del CONI, Simona Montesarchio del MIUR, Menaka Nayyar dell’Ambasciata USA in Italia, Paola Bocchia della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Enrico Varriale della RAI, Cristina Puccia della SIOI e Angela Scicchitano del MSOI. 

Solo il Team che avrà saputo unire creatività, innovazione, interdisciplinarietà e capacità di impatto nei loro progetti multimediali si aggiudicherà il podio. Che vinca il migliore!

And the Winners are....to be continued ....

Gallery Flickr: SIOI #ZeroHackathon 























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Venti di guerra: Frattini a Il Tempo: Attacco contrario alla Costituzione

Intervista a Franco Frattini - «Iniziativa sbagliata nel metodo Ma non è una guerra alla Russia» 
di Pietro De Leo 


 «II messaggio di Trump è chiaro: io agisco concretamente, mentre Obama rimaneva impantanato». Franco Frattini, più volte ministro degli Esteri dei governi Berlusconi, analizza con II Tempo lo scenario dopo l'attacco di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna in Siria. 

Soltanto tré edifici colpiti, nessun morto per fortuna. Non è un grosso scossone al regime di Assad. 
«Trump non ha voluto indebolire troppo Assad ma comunque gli ha dato un segnale significativo sulla questione delle armi chimiche colpendo tré edifici importanti. Ha voluto lanciare un segnale anche all'Arabia Saudita e a Israele. Non sfuggirà che questo attacco arriva all'indomani della visita di Bin Salman a Washington, in cui è stata confermata l'alleanza strategica tra Stati Uniti e Arabia Saudita con acclusa fornitura di armi. Io giudico sbagliata quest'azione per i metodi in cui si è svolta, ma tutto sommato, mi pare che il buonsenso di Trump sia emerso quando ha fatto capire che non inizia una guerra di lunga durata, non inizia una guerra con i russi, non ci saranno rischi di intercettare una base russa». 

Dunque secondo lei ha ragione Lavrov a definire come illegale l'attacco? 
«Di sicuro c'è una non conformità con quanto scritto nella Carta dell'Onu. E poi, dal punto di vista dell'Italia, è sicuramente contro i principi della Costituzione. Il ben noto articolo 11 sancisce la possibilità di una partecipazione solo previa risoluzione Onu o quantomeno decisione unanime della Nato. Se fossi la Russia, comunque, eviterei di aumentare la tensione, ancor più di fronte al fatto che, come si è capito, gli americani avevano avvisato Mosca dell'attacco». 

L'Iran minaccia però «conseguenze regionali». Israele è nel mirino? 
«Non credo. L'Iran ha interesse che Trump non annulli il trattato del 5+1 sul nucleare. Con quest'Amministrazione alla Casa Bianca, se tu oggi alzi la tensione con Israele, lo fai anche con Washington, e non è questa l'esigenza dell'Iran. Dunque credo che Teheran non andrà oltre le dichiarazioni rumorose». 

Colpisce una coincidenza. Sia l'attacco dell'anno scorso ordinato da Trump contro la base siriana di Al Sharyat, sia quello di ieri notte arrivano m un momento di grattacapi sul piano nazionale. Ci sono ragioni di politica interna alla base di questa scelta? 
«Certo, e da parte di tutti gli attori m campo. Trump ha uno scontro molto aspro con Comey, e non si era mai visto un tale scambio tra un ex capo dell'Fbi e un Presidente degli Stati Uniti. La May sta attraversando un momento molto difficile nel negoziato per l'uscita dall'Ue. Macron viene da una serie di scioperi molto importanti che dimostrano come appena accenni a fare qualcosa gli si paralizza la Francia». 

Veniamo all'Italia. Nel centrodestra si colgono due linee. Salvini è spostato verso la Russia, Berlusconi equilibratìssimo. Ciò non pregiudica la tenuta di una coalizione che è in trattativa per il governo? 
«No, mi pare un giusto equilibrio. Berlusconi sa bene, con la sua esperienza di governo, che la centralità dell'Alleanza Atlantica non va neanche messa in discussione. Salvini è più proiettato verso Mosca. La sintesi è Pratica di Mare». 

Ecco, appunto. Pratica di Mare, è la metafora un modo di fare politica estera. Ma è ancora possibile oggi?
«Sì. Nel 2001, George W. Bush e Putin erano in una fase di escalation. Da una parte c'era lo scudo missilistico e dall'altra parte i missili nell'enclave di Kaliningrad. A margine di quel drammatico G8 di Genova del 2001, dove Bush e Putin neanche si conoscevano, arrivò Berlusconi e disse: "io voglio un'alleanza tra Russia e Nato". Tutti risero, ma un anno dopo ci fu Pratica di Mare e la stretta di mano. Se ci sono volontà e una forte leadership politica, l'Italia può avere un ruolo». 

Qual è lo schema di alleanze più adatto allo scopo? 
«Tra un centrodestra unito, con una posizione bilanciata tra gli approcci di Berlusconi e Salvini bilanciate, e Di Maio che con i messaggi dati all'America ha voluto accreditarsi come colui che mai uscirà dalla Nato».



16.4.18 | Posted in , , , , , , , , , , , , , , , | Continua »

Primo Piano- Franco Frattini a "IL Messaggero"- «Le posizioni filo-russe della Lega e FdI sono un valore aggiunto, no alle basi»

«Le posizioni filo-russe della Lega e Fd sono un valore aggiunto, no alle basi» 
L'EX COMMISSARIO UE: SUBITO UN GOVERNO, L'ITALIA NON PUÒ FARE CONCESSIONI PER, I RAID: OCCORRE IL SI DELL'ONU 

13 aprile 2018
Il Messaggero



Presidente Frattini, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagnasi preparano un'azione militare contro Assad. Quanto è concreto il rischio di un conflitto mondiale? 

«Il rischio sarebbe concreto se Trump, Macron e May cadessero nella più totale irresponsabilità, perché si tratterebbe di un'azione assolutamente contraria al buonsenso e alle regole del diritto intemazionale. Per sferrare un attacco ci vogliono prove concrete e servirebbe una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu che autorizzi l'uso della forza. Ci sono poi almeno altre tre ragioni che sconsigliano un attacco. La prima: lo spazio aereo siriano oggi è controllato dai russi ed eventuali raid renderebbero molto probabile il conflitto aereo con i caccia di Mosca. La seconda: il presidente turco Erdogan, membro importante della Nato, è reduce da un patto di acciaio con Iran e Russia. La terza: navi da guerra cinesi hanno ricevuto l'ordine di schierarsi nel porto di Tartus a difesa delle navi russe. Insomma, è irresponsabile il solo pensare di sferrare un attacco in quell'area». 

Il presidente francese Macron dice di avere le prove dell'uso delle armi chimiche da parte di Assad... 

«Le prove devono arrivare dagli ispettori intemazionali, non da uno dei tanti Paesi membri della Nato. E chi ha le prove non fa la guerra, le porta al Consiglio di si curezza dell'Onu per ottenere una risoluzione. Ma attenzione: già ci siamo passati, nel 2003 c'è stato l'attacco in Iraq sulla base di una presunta "pistola fumante" che poi, dopo aver fatto divampare una guerra disastrosa, si è scoperto che non esisteva. Si deve imparare dalla storia. Trump se vuole dare una lezione ad Assad lo faccia, ma non trascini altri Paesi nel conflitto». 

Quindi hanno ragione Merkel e Gentiloni a chiamarsi fuori dagli attacchi? 

«Certamente. Certe azioni, lo ripeto, devono essere autorizzate dall'Onu. Per l'Italia è anche una preclusione costituzionale». 

E se Roma concedesse l'uso delle basi di Sigonella e Aviano ai caccia alleati? 

«Non lo può fare. Sarebbe come partecipare alla missione di guerra. E senza il sì dell'Onu all'uso della forza rappresenterebbe una violazione del diritto internazionale e di un principio costituzionale. Inoltre servirebbe anche il consenso dell'intera Nato: ipotesi quasi impossibile, visto che sarebbe necessario il via libera della Turchia e della Grecia». 

La crisi siriana ha avuto eco anche nelle consultazioni al Quirinale. Mattarella è preoccupato, chiede un'accelerazione nella formazione del nuovo governo. 

«Condivido certamente la preoccupazione del capo dello Stato. Un governo in carica sarebbe nelle condizioni di dire con maggiore forza "no" a un'avventura così pericolosa». 

Il capo dello Stato chiede ai partiti garanzie sulla collocazione euroatlantica. 

«E' giusto. La collocazione internazionale dell'Italia non deve essere messa in discussione. E un governo in carica potrebbe prendere un'iniziativa forte. Nel 2002 organizzammo il vertice di Pratica di Mare per dire a Russia e Stati Uniti di smetterla di litigare e di affrontare assieme il nemico comune: il terrorismo. Ebbene , questa dovrebbe essere la linea: restare fedeli all'Alleanza atlantica e continuare a giocare un ruolo di ponte verso la Russia, indispensabile per la stabilità del Medio Oriente e della Libia». 

Quindi condivide le posizioni filo-russe di Salvini e della Meloni? 

«Sono un valore aggiunto, un arricchimento per l'Alleanza atlantica. Coinvolgere Mosca è indispensabile, lo fece anche Obama. Noi siamo stati leali dopo la crisi ucraina, siamo stati fin troppo leali con la politica delle sanzioni che andrebbe rivista. Ma lealtà atlantica, di cui l'Italia ha sempre dato ampia prova, non vuoi dire cecità. Serve equilibrio: non si tratta di essere più o meno filo russi, ma di spingere per un forte dialogo tra la Russia e l'Occidente».
Intervista di Alberto Gentili





13.4.18 | Posted in , , , , , , , , , , , , , , , | Continua »

Countries express support to SIGA at historic United Nations Special Session


29 November 2017 Geneva: The Sport Integrity Global Alliance (SIGA) gathered over 30 UN-recognised countries yesterday in a historic Special Session at the Palais des Nations, home of the United Nations Office at Geneva. 

During the Session, all Ambassadors and senior diplomats that took to the floor endorsed the work of SIGA and expressed explicit support for SIGA’s mission to promote good governance and help safeguard the integrity of sport. 

The wide-range of diplomatic representatives were also joined by senior UN officials and some of SIGA’s industry-leading expert members. The Session addressed the positive role that sport can play in modern society and the action that needs to be taken to enhance its governance and strengthen its integrity. 

The Session was co-hosted by HE Ambassador Maurizio Enrico Serra, Permanent Representative and Ambassador of Italy to the International Organisations in Geneva, and David Chikvaidze, the Chef de Cabinet of the Director General of the UN Office in Geneva. SIGA Chairman Franco Frattini chaired proceedings, which are expected to be the beginning of a great collaborative relationship between SIGA, the UN and UN members. 

Speaking after the session, SIGA Chairman Franco Frattini said: “It was a huge honour to represent SIGA at the United Nations, an organisation built on the principles of ethics and integrity. To hold a Session with over 30 countries, supported by a number of SIGA members, and to have such positive and encouraging discussions, is a significant step. For SIGA to receive overwhelming support from senior officials from the diplomatic community, not to mention the UN itself, is an outstanding achievement and reflects the universal importance of our cause. The prospects ahead are very positive and encouraging.” 

SIGA Coordinator Emanuel Macedo de Medeiros echoed the same sentiments and added: “The positive steps taken here must now be used as a springboard. We must use the momentum of the discussions we had, the expert opinions we heard and the overwhelming endorsement we received from the diplomatic community, to continue building towards our goal of a more transparent and trusted sporting landscape. At the end of January, SIGA will host its third Sport Integrity Forum in Rome. This is a great opportunity to hear from the same voices we heard today, as well as many more, as we continue to drive a collective effort to a sports industry we can fully trust and love once again.” 

During his intervention at the Session, David Chikvaidze, the Chef de Cabinet of the Director General of the UN Office in Geneva, said: “Sports owe their universal appeal to the values they embody: equality, justice, cooperation, competition and tolerance. However, sport’s power to shape and sustain our values is not a given. It depends entirely on whether the contest is fair. On whether fair play is respected. For sports, integrity is everything. That is why it is my great pleasure to welcome the Sport Integrity Global Alliance to the Palais des Nations on behalf of the Director General. “Your ‘Declaration of Core Principles on Sport Integrity’ embodies the fundamentals on which to build universal standards that can protect the values of fairness and integrity. I would also like to thank His Excellency Mr. Franco Frattini for his leadership on this issue. At this time of uncertainty, your efforts to promote public integrity cast ripples far beyond the world of sports. Your alliance is part of an effort to restore integrity, transparency and accountability in our communities.”




30.11.17 | Posted in , , , , , , , , , , , | Continua »

ONU: Partecipazione italiana al United Nations Youth Delegate Programme

ONU: Partecipazione italiana al United Nations Youth Delegate Programme


L'Italia partecipa da quest’anno al United Nations Youth Delegate Programme (UNYDP), che consentirà a due giovani italiani di prendere parte ai lavori della Terza Commissione dell’Assemblea Generale, competente per i diritti umani. 

Il programma, cui aderiscono 38 Paesi, prevede l’inclusione di giovani nelle attività delle missioni diplomatiche nazionali presso l’ONU. In Italia, lo UNYDP è promosso e organizzato dalla Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) in collaborazione con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e il World Federation of the United Nations Associations (WFUNA);


I Delegati giovanili italiani selezionati per questa prima edizione del programma sono Giuseppina De Marco e Tommaso Murè, due talentuosi studenti universitari provenienti dall’Alma Mater Studiorum Università di Bologna e dall’Università Roma Tre, partners del Programma insieme a Leonardo Spa.

Al loro rientro in Italia, i due giovani delegati incontreranno studenti di scuole superiori e università, rappresentanti di organizzazioni giovanili e studentesche per condividere la propria esperienza, promuovere le attività e il sistema ONU e presentare il Programma. Nella ferma convinzione dell’importanza di confrontarsi e dialogare con i giovani, fornendo loro gli strumenti necessari per potersi esprimere, la partecipazione dell’Italia al Programma Giovani Delegati delle Nazioni Unite si inserisce nell’azione del nostro Paese a sostegno del multilateralismo e della valorizzazione del ruolo che i giovani possono svolgere nella costruzione di società più inclusive e tolleranti.

“Una grande opportunità per i giovani italiani ma anche per l’Italia che, dimostrandosi all’avanguardia nell’implementazione delle politiche delle Nazioni Unite sui giovani conferma il dinamismo e la responsabilità del nostro paese all’interno del sistema ONU”, dichiara il Presidente della SIOI ed ex Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini.


www.sioi.org 
www.esteri.it 
Facebook: https://www.facebook.com/UNYouthDelegateItaly/ 
Twitter: https://twitter.com/UNYDItaly 
Instagram: @unyd_italy

29.9.17 | Posted in , , , , , , , , , , , , | Continua »

UNYDP Italy - SIOI : Il Presidente Frattini incontra gli Youth Delegates italiani alle Nazioni Unite

UNYDP Italy - SIOI: Primi impegni ufficiali per Giuseppina De Marco e Tommaso Murè, Youth delegates italiani alle Nazioni Unite 

Si è svolto martedì 18 luglio l'incontro con il Presidente della SIOI, Franco Frattini, che ha accolto i due giovani nella sede della SIOI per un meeting sul loro mandato, sulle questioni più attuali dell'agenda internazionale e sulle modalità di lavoro dell'Assemblea Generale ONU. Il Presidente si è complimentato con i due ragazzi per il loro background di studi e li ha esortati a continuare nella loro formazione, elemento fondamentale per avere successo nella vita e nella carriera. 

Nella mattinata di Mercoledì 19 luglio, Giuseppina e Tommaso sono stati accolti in Farnesina dalla Direttrice centrale per le Nazioni Unite e i Diritti Umani del MAECI, Min. Plen. Francesca Tardioli. La Min. ha dato il benvenuto ai due ragazzi illustrando le priorità dell'Italia in qualità di Membro non permanente del Consiglio di Sicurezza e il ruolo della nostra Rappresentanza a New York. L'incontro è stata l'occasione per definire l'impegno dei "Delegati giovanili" in vista della loro partecipazione alla 72ma Assemblea Generale ONU e Terza Commissione. 
E' stato lanciato sui canali social dei "Delegati Giovanili" italiani alle Nazioni Unite il questionario "UNYDP Italy: dicci la tua!", il primo esperimento per conoscere quali sono le priorità dei giovani italiani e il loro livello di conoscenza del sistema ONU. 

Il form è rivolto a tutti i giovani italiani tra i 15 e 18 anni ed è disponibile al link qui sotto:


WHAT IS UNYDP? 







SIOI - UNA Italy, in cooperation with the Minister of Foreign Affairs and International Cooperation, promotes and organizes the United Nations Youth Delegate Programme for Italian students (UNYDP Italy).

Youth Delegates (YDs) are young people who officially represent the interests of the youth of their country at the United Nations. They are selected to accompany their government’s diplomatic delegation to the UN meetings. 2017 is a crucial year for the Italian leading role in multilateral relations: Italy is serving first as non-permanent member of the UNSC and will hold the rotating presidency in November; on May 26–27 in Taormina was held the 43rd G7 summit under the Italian presidency; Italy will also be a part in the troika of OSCE in view of being the chair in 2018.

Including UNA-UNYA Youth Delegates in the Italian government delegation to the 72nd United Nations General Assembly represents a unique opportunity for Italian young students interested in global affairs and decision-making.

The underlying principle of youth participation in the work of the United Nations is that it leads to better policy and programmatic responses to the problems facing young people today. The United Nations recognizes that young people around the world are both a major human resource for development and key agents for social change, economic development and technological innovation. The inclusion of young people in official delegations to intergovernmental meetings not only enriches the debate and policy dialogue, but also strengthens existing channels of communication and cooperation between Governments and young people. Moreover, upon return to their home countries, youth delegates often promote continued progress in the development and implementation of youth policies at the national level and encourage other young people to participate more fully in the development of their communities and nations. 

Including UNA-UNYA Youth Delegates in the Italian government delegation to the United Nations General Assembly will make Italy one of the successful cases of implementation of the United Nations Youth Delegate Programme, and will confirm the Italian full commitment to the work of the United Nations, not only as a 60 years long Member States, as re-elected member of ECOSOC and as non-permanent member to the United Nations Security Council, but also as a promoter of youth at UN level.

More info:

https://www.sioi.org/attivita/focus-on/unydp/


26.7.17 | Posted in , , , , , , , , , , , , , | Continua »

Italia merita seggio al Consiglio di Sicurezza (intervista)


Alcune fra le principali crisi del pianeta si consumano in area contigua all'Italia

intervista con Avvenire - di Vincenzo Spagnolo

«Sarebbe davvero sorprendente se alla fine l'Italia non entrasse nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Sarebbe un' occasione persa, non solo per il nostro Paese, ma per la comunità internazionale». Franco Frattini scuote la testa, sconcertato. Già ministro degli Esteri, conoscitore della diplomazia e attuale presidente della Società italiana per l' organizzazione internazionale (Sioi), segue con attenzione la partita dei ballottaggi in corso nel Palazzo di Vetro.

Il governo italiano si è speso molto per questo risultato, ma potrebbe non farcela...
Se accadesse, sarebbe per miopia dell' Assemblea. Mediterraneo, Africa e Medio Oriente hanno per l' Onu una centralità assoluta e alcune fra le principali crisi del pianeta - dalla Libia alla Siria fino all' emergenza dei flussi migratori - si consumano in un' area contigua all' Italia, quando non la interessano direttamente. Dunque, sarebbe sorprendente se dall' Europa occidentale entrassero nel Consiglio di sicurezza due Paesi nordici: oltre alla Svezia, passata alla prima votazione, l' Olanda. Entrambe, rispetto alle suddette crisi, non possono vantare la conoscenza degli scenari e la profondità di relazioni del nostro Paese.

E allora perché hanno racimolato tanti voti?
È l' esito di giochi che si creano nei 'corridoi' del Palazzo di vetro, dove la Svezia dispone di buone entrature. Sul fronte dell' immigrazione, è un Paese che ospita comunità di rifugiati iracheni, siriani... Ma nulla più di questo...

E l' Olanda?
Al di là del passato coloniale, non mi pare che abbia dimestichezza con le situazioni cui facevo cenno. Anzi, sul piano della coesione europea, nel dopo-Brexit potrebbe essere uno dei prossimi Paesi a pronunciarsi sull' uscita... Invece l' Italia potrebbe dare un apporto prezioso, su diversi fronti.

Quali?
Su un pilastro dell' azione Onu, la difesa dei diritti umani, l' Italia ha ispirato azioni fondamentali su questioni come la pena di morte, la libertà religiosa o il contrasto alle mutilazioni genitali femminili.
Ancora, nel peacekeeping l' Italia è il primo Paese 'contributore' di caschi blu tra quelli occidentali, in prima linea in Africa o in Libano. E siamo i promotori dei cosiddetti 'caschi blu della cultura', per proteggere da guerre e terrorismo patrimoni dell' umanità come Palmira.

E l' impegno quotidiano per salvare le vite dei migranti?
È sotto gli occhi di tutti. È stata l' Italia, per prima, a trattarli come persone e non come numeri. E ad aver dato la scossa alla Ue, sollecitando la multilateralità degli interventi e proponendo il Migration compact per l' Africa, in cui l' Onu ha una parte essenziale.

Cosa cambierebbe, se l' Italia entrasse nel Consiglio?
Stare per i prossimi due anni nella stanza dove 15 Paesi assumono, legittimamente, decisioni a livello multilaterale sulle crisi in atto nel pianeta sarebbe importante. Su alcune questioni - penso alle persecuzioni dei cristiani in Medio Oriente -, l' Italia leva sempre la propria voce, a volte in solitudine. In quel consesso, avrebbe decisamente un altro peso...

L' Italia ha delle chance per spuntarla al ballottaggio?
Visto il quorum, bisognerà portare dalla nostra parte le shifting countries, Paesi che potrebbero mutare opinione: quelli africani potrebbero essere interessati alle politiche di cooperazione sostenute dall' Italia. Ma non sarà semplice. Ho partecipato ad alcune di queste partite, scoprendo che nel Palazzo di vetro può accadere di tutto...

Cioè?
Sgambetti sotto il tavolo, promesse non mantenute... So di ambasciatori che, nel voto segreto, hanno disatteso le indicazioni del proprio governo, giocandosi partite personali...

29.6.16 | Posted in , , , , , , , , | Continua »

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