INTERVISTA DELL’ON. FRANCO FRATTINI A IL PICCOLO
L’ex ministro degli Esteri lancia il grande amico di Berlusconi E per le presidenziali negli Usa: «Obama sta lavorando bene» Convegno a Venezia con Aznar, Babakov ed Herzog junior
VENEZIA «La riconferma di Vladimir Putin? Un bene per l’Ue e l’Italia».
Che cosa si aspetta?
«Faremo una riflessione, con l’augurio che Putin venga eletto rafforzando
una collaborazione già aperta con Europa e Italia, che ha avuto rapporti
bilaterali con quella Federazione mai così buoni come negli ultimi anni».
Ritiene il premier Putin favorito?
«Lo è. Si tratterà di vedere se sarà eletto al primo o al secondo turno, ma
credo possa coagulare un consenso importante».
Il candidato dei comunisti Gennadij Zjuganov sostiene che il 72% dello
spazio televisivo è occupato dal primo ministro Putin. È un dato che può
incidere?
«Putin è apprezzato dai cittadini che certo lo voteranno non perché la
televisione parla di lui, ma perché ne riconoscono il buon lavoro fatto, a
fianco del Presidente Medvedev, per dare stabilità. Dopo di che è ovvio che la
democrazia russa va consolidata e l’auspicio è che, a urne aperte, si apra una
accentuata stagione di riforme in quella direzione».
Questione molto concreta: le forniture di gas. Gazprom ha assicurato che
utilizzerà per i clienti europei gli stoccaggi sotterranei.
«È un nodo che ci preoccupa molto. Un paio di anni fa, causa la crisi tra
Russia e Ucraina, i rubinetti si chiusero e l’Italia si adoperò con impegno per
fare rientrare i contrasti. La sicurezza sulle forniture energetica è un motivo
fondamentale per continuare a collaborare strettamente».
Ma il gas arriverà?
«È una situazione complicata, le ultime due settimane sono state di freddo
eccezionale ma credo che la fornitura riprenderà con i volumi necessari».
In Italia quella del freddo è diventata una vera emergenza. Con tanto di polemiche,
in particolar modo a Roma. Che ne pensa?
«In casi del genere ci si deve rimboccare le maniche e lavorare assieme ai
volontari comunali, alla Protezione civile, ai militari che spalano la neve:
persone che devono sentire attorno a sé un’opinione pubblica che li apprezza.
Siamo purtroppo uno dei pochi Paesi che, in mezzo alla nevicata, anziché
preoccuparsi di risolvere il problema, inizia da subito a rimpallarsi le
responsabilità. Apprezzo molto chi in Abruzzo, Marche, Alto Lazio è rimasto
senza luce, ma invece di protestare si è limitato a ringraziare l’esercito che
ha tolto i cittadini dai guai».
Tra un anno si vota anche negli Stati Uniti. Chi è il rivale più pericoloso
per Obama?
«Credo Romney. La difficoltà per i repubblicani è di scegliere un candidato
che sappia parlare all’elettorato moderato che non ha condiviso le politiche di
Obama ma non si sente di assumere posizioni estreme. Difficile immaginare
vincente chi voglia eventualmente cancellare la ripresa del rapporto con la
Russia e il mondo arabo. In questo vedo Obama avere buon gioco, del resto è
giusto riconoscergli grandi meriti».
Un bis scontato?
«Serve un’anima moderata, molto patriottica, ma non contraria ai valori
della solidarietà e della giustizia sociale. Si tratta in ogni caso di rispettare
le scelte delle primarie, attraverso le quali la democrazia americana dà sempre
prova di grande vitalità».
Monti da Obama. Abbiamo ritrovato credibilità?
«Sono fiero di un premier che, confermando un’alleanza storica, riesce pure
a dare un messaggio rassicurante ai mercati. Si è confermata la linea del
grande impegno euroatlantico di Berlusconi e mio, che Monti sa interpretare in
modo eccellente con la sua riconosciuta onestà intellettuale». «Tra il governo
precedente e questo, tra le manovre di prima e le liberalizzazioni di oggi, si
è imboccata una strada virtuosa che spiega il largo consenso pur in una fase di
provvedimenti molto rigorosi».
Come salvare la politica oggi messa all’angolo?
«Dipende da noi. Concretamente si tratta di approvare in tempi brevi la
riforma elettorale».
La sua proposta?
«Si ridia al popolo la possibilità di scegliere gli eletti con i collegi e
le preferenze».
Le liste bloccate?
«Solo per una quota minima di persone di alto profilo non abituate a
raccogliere voti sul territorio».«Difficile immaginare di restituire agli italiani le preferenze togliendogli però la scelta del premier. Noi che guardiamo al Ppe non possiamo non essere alternativi a una coalizione che schieri Vendola e Di Pietro, ma una nuova legge elettorale può favorire la costruzione di un bipolarismo moderato, non più da guerra quotidiana».
Tocca ad Alfano?
«È un’ipotesi che sostengo. Ma si dovrà passare attraverso le primarie, un
metodo che rafforza il candidato».
Che ruolo avrà Berlusconi?
«Non credo abbia intenzione di scendere ancora in campo in prima persona ma
avrà di sicuro un ruolo di leader politico. Non dimentichiamo che la politica
italiana, prima costretta alle maggioranze variabili post-voto, è cambiata
grazie a lui». -------------------------------------------
LA CONFERENZA DI VENEZIA
Un
approfondimento sulle elezioni russe, pure con l’ex premier spagnolo Aznar.
Oggi a Venezia, Isola di San Servolo, a partire dalle 9, la conferenza
internazionale “The Russian Presidential elections: the European expectations”
promossa dalla Fondazione italiana Alcide De Gasperi, di cui Franco Frattini è
presidente, e dall’Institute of International Integration Studies di Mosca,
centro di ricerca sui processi di integrazione Russia e Europa. L’incontro
offre l’opportunità di mettere a fuoco lo scenario politico russo a meno di un
mese dalle elezioni, uno degli appuntamenti internazionali chiave del 2012. Con
Frattini saranno presenti tra gli altri l’ex primo ministro spagnolo Josè MariaAznar, il primo vicepresidente della Duma con delega ai rapporti internazionali
Alexander Babakov, Yitshk Herzog figlio dell'ex presidente di Israele, il
vicepresidente della Regione Veneto Marino Zorzato, la presidente della
Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto e il sindaco di Venezia Giorgio
Orsoni. Panel tematici anche con Giuliano Urbani e Vittorio Sgarbi.
L'organizzazione è stata resa possibile anche grazie al contributo di Michaela
Biancofiore, segretario della commissione affari Esteri della Camera e vice
responsabile Italiani nel mondo del Pdl, e di Alessandro Musolino, presidente
onorario giovani del Ppe, già coordinatori dell'appuntamento di Tel Aviv "Lo
sviluppo delle relazioni tra Russia, Ue e Israele".







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