D. OGGI CADE L’ANNIVERSARIO DI MANI PULITE, QUAL È LA SUA OPINIONE ED IL
SUO GIUDIZIO STORICO, E SOPRATTUTTO COSA E’ CAMBIATO OGGI?
R. Quando esplose questo fenomeno
di Tangentopoli io svolgevo le mie funzioni come magistrato, quindi ho potuto vedere
e constatare, non certo da politico, come l’inizio di quelle azioni fosse
caratterizzo da un senso unico, Un senso
unico che purtroppo è stato il grande limite di tutta la storia di Mani Pulite
e che ritroviamo in qualche modo ancora oggi. Perché partiti democratici,
storici come la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista ed il Partito Repubblicano,
o anche i Liberali, furono colpiti, colpiti a morte direi, mentre il Partito
Comunista fu in qualche modo risparmiato.
Questo ha portato negli anni a
credere di aver definitivamente sconfitto
la corruzione ed il suo tessuto. Il
che non era e non è. Io ho ascoltato con preoccupazione le parole del Presidente della Corte dei Conti Giampaolino e devo
dire che oggi la politica è chiamata, grazie a questa sorta di armistizio che
esiste durante il lavoro del governo tecnico, a lavorare proprio per fare tutti
insieme un passo avanti nella ripulitura
del tessuto istituzionale, amministrativo, delle norme sulla trasparenza del bilancio
dei partiti. Io ritengo che se tutti i partiti pubblicassero online i
propri bilanci, se tutto quello che affluisce
e spende un partito fosse controllabile con un semplice click da qualsiasi cittadino allora faremmo un
passo straordinario.
E’ un’idea che il segretario del Pdl Alfano sta concretamente
elaborando e mi auguro che tutti gli
altri partiti con coraggio seguano
questo buon esempio. Ci sono tante cose che si possono fare se c’è la volontà
politica. Ad esempio il disegno di legge anti-corruzione del governo Berlusconi che fu
presentato oltre un anno fa, che esca dalle sabbie e diventi legge. Tangentopoli ha avuto un senso unico politicizzato,
ma la corruzione esiste e la trasparenza è un imperativo categorico per tutti
noi
D. GLI ULTIMI CASI GIUDIZIARI CHE HANNO COLPITO I PARTITI, SONO
PARAGONABILI AI CASI CHE SONO EMERSI DENTRO MANI PULITE?
R. C’è una differenza
significativa e non da poco. Tutti dovrebbero ricordare quando nel mezzo della
bufera di Mani Pulite ci fu una costatazione: che il costo della politica era tale che portava ad illeciti, a fenomeni di
corruzione che però finivano nelle casse dei partiti. Ricordiamo tutti i
tesorieri dei vari partiti, compreso il tesoriere dell’allora Partito
Comunista, che furono in qualche modo i custodi ed i testimoni di verità che
per molti aspetti non sono ancora emersi e mai forse usciranno fuori. Oggi ci sono casi individuali. Le accuse
vanno ovviamente verificate e non possiamo trasformarle in una condanna. Però le
accuse sono di aver preso per se. Quando
un tesoriere di partito ammette di aver acquistato degli appartamenti, tanto che
dice “sono pronto a restituirli” – parlo del caso Lusi – ammette sostanzialmente
che alcuni milioni di euro sono finiti nel suo patrimonio. Beh questo è un elemento
indubbiamente significativo che deve far pensare.
Ma la questione che dobbiamo assolutamente
porre in luce è che sono mancate in
questi anni le regole per prevenire nuovi fenomeni di corruzione, non soltanto
che si prendeva per il partito o per se. Mancavano e mancano regole per
prevenire in modo assoluto questi fenomeni di illegalità dentro le
amministrazioni pubbliche.
D. ALFANO DICE CHE CI SONO NUOVE REGOLE CHE GARANTIRANNO L’AUTENTICITA’
DELLE TESSERE, C’E’ IL RISCHIO DI UN CAOS DAL PUNTO DI VISTA DEL CONTEGGIO?
R. Una delle ragioni principali
per le quali io sostengo Alfano come
segretario è che lui ha avuto la forza di dire dal primo giorno, cioè dal suo
insediamento, che il tema della legalità, della correttezza e della trasparenza
caratterizzeranno il nuovo corso del Pdl. E questo per me, che non sono un
giustizialista, ma che ritengo che legalità e trasparenza siano fondamentali è
stato un elemento veramente importante. Quindi io accolgo con grande favore la conferma che vi siano regole per prevenire
in futuro casi di questo genere, poi è ovvio che se ci sono tessere
irregolari sarà il partito a dover verificare e a capire come è stato possibile
che ci sono, ad esempio, persone del Partito democratico che risultano anche iscritte
a fare numero tra le fila del Pdl. O che vi siano persone per le quali i
magistrati stanno indagando non perché sono iscritte al partito, ma perché le
modalità dell’iscrizione sono opache. Quindi
sostegno ad Alfano e andiamo avanti verso questa logica di trasparenza.
D. DICIAMO CHE IN UN PARTITO COSI ‘COMPOSITO COME IL PDL NON BOSGNA
ABBASSARE LA GUARDIA NEANCHE DA QUESTO PUNTO DI VISTA?
R. Non possiamo farlo perché abbiamo
più di un milione di iscritti che nella
stragrande maggioranza sono bravissime persone, sono militanti, simpatizzanti e
loro meritano da parte nostra ogni impegno
per garantire la trasparenza. Perché quello
che ho detto io sinceramente lo pensano tutti gli iscritti al partito. Io non credo che ci iscriva al partito per
partecipare ad una guerra tra bande, ed è proprio questo che Alfano sta
cercando con grande determinazione di eliminare.




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