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| Nella foto: Chico Forti |
Ho letto in questi giorni i tanti appelli e le numerose richieste per un’azione presso le autorità di giustizia americane tesa a chiedere la liberazione di Chico Forti. Sono appelli e richieste che seguo con attenzione e di cui io in prima persona insieme agli uffici competenti del Ministero degli esteri ci occupiamo da molti anni. Così come per tutti i casi di italiani detenuti all’estero.
Ogni sentenza ha la sua storia, un suo percorso, ed una portata di motivazioni rigorosamente circoscritte a quel caso specifico. E trovo quindi che il voler associare ad ogni costo casi molto diversi tra loro – come ad esempio la recente sentenza di Perugia su Amanda Knox ed il caso Chico Forti – possa essere scorretto e considerato un pericoloso gioco mediatico che, pur di forzare una notizia, distorce la realtà delle cose e ci allontana da quella necessaria conoscenza a tutto campo degli atti che casi delicati come questi obbligatoriamente richiedono.
Tra la condotta del Tribunale di Perugia sul caso Meredith ed il caso Forti c’è innanzitutto un importante punto di distinzione: nel secondo caso parliamo di una sentenza definitiva passata in giudicato.
L’America è una grande democrazia e l’unico passo che non possiamo compiere è quello di un’interferenza politica e diplomatica nel sistema giudiziario di un Paese democratico che ha saputo battere con forza ogni tipo di discriminazione ed ingiustizia. Il sistema giudiziario degli Stati Uniti non è quello raccontato nei film, al contrario si basa sulla presunzione di innocenza e prevede un ampio dibattimento. L’unica possibilità che abbiamo, quindi – e che suggerisco anche a voi amici e supporter di Chico Forti – è quella di verificare se sussistano nuovi elementi a discarico non emersi e non considerati nella fase del giudizio, elementi che potranno riaprire il caso, valutare nuove prove ed accertare la sua responsabilità o meno.
Un ministro degli esteri non deve smettere mai di dare speranze ad un suo connazionale, io ho anche la certezza e la prova che la Farnesina e la sua rete non hanno mai smesso di seguire e lavorare per la causa di Chico.




20 commenti:
A breve la dott.ssa Bruzzone e il presidente Imposimato le metteranno a disposizione un dossier con tutte le prove dell'innocenza di Chico e di tutta la farsa che hanno costruito intorno a Chico. Poi ci sono tutte le prove della completa negligenza dei suoi avvocati che erano collusi con il PM e con il giudice con cui avevan una relazione sentimentale.....
...e poi non chiediamo la liberazione!!! Chiediamo un giusto processo come la Clinton ha preteso per Amanda!!
poi non chiediamo la liberazione ma solo un processo giusto viste le mille irregolarita' fatte nel primo processo.....negazione dei diritti Miranda, collusione tra avvocati di Chico e giudice ( relazione sentimentale), l'avvocato di Chico lavorava su un altro caso con il Prosecuter e dovevano chiedere l'autorizzazione di Chico!! Mai fatto!! E tantissime altre prove a favore di Chico!!!
Processo basato su un movente di cui Chico era stato precedentemente assolto con formula piena.....e il prosecuter avendo l'ultima parola ha basato l'arringa finale su questo movente!Gli avvocati di Chico non hanno mosso nessuna contestazione su questo!nascondendo tutto....
anch'io so dell'interessamento della Bruzzone per il caso. é giusto non confondere le varie vicende, ma va sottolineato come per Amanda Knox i vertici della politica americana (Clinton inclusa) si siano mossi con fermezza nei confronti del governo e della giustizia italiani. Viceversa, nel caso di Forti non mi pare sia successo altrettanto a parti invertite. Non va letta come una critica a questo governo in particolare, ovviamente bisognava muoversi sin dagli albori della vicenda con decisione. In ogni caso, a maggior ragione se la sentenza è definitiva, é doveroso non dimenticare.
GIUSTIZIA PER CHICO FORTI
DA 12 ANNI E' IN CARCERE IN FLORIDA CONDANNATO ALL'ERGASTOLO SENZA PROVE SOLO "SUPPOSIZIONI" .
CHICO LIBERO !!!!
HO ADOTTATO CHICO COME MIO FRATELLO
HO ADOTTATO CHICO COME MIO PADRE
HO ADOTTATO CHICO COME MIO FIGLIO
HO ADOTTATO UN UOMO A CUI GLI HANNO TOLTO 12 ANNI DI VITA
QUANTE COSE HA FATTO LEI IN QUESTI 12 ANNI DELLA SUA VITA? ....TANTE VERO?
CHICO HA FATTO SOLO UNA COSA....SOPRAVVIVERE ... L'UNICA SUA SPERANZA E' "AVERE GIUSTIZIA" ...IO VEDO UN UMA PERSONA IN SURF E PENSO A CHICO ...IO VEDO I COLORI DELLA NATURA E PENSO A CHICO ....IO PROVO UNA GIOIA E PESNO A CHICO....IO PROVO RABBIA E PENSO A CHICO ....E QUANDO PROVO DOLORE PENSO A CHICO ....CON IL CUORE IN MANO LA SUPPLICO DI DARE LA LIBERTA' A QUEST'UOMO CHE HA E STA PAGANDO UNA COLPA NON SUA ...ORA LA SALUTO AUGURANDOMI CHE GIUSTIZIA SIA FATTA ....(Magda)
Signor Ministro, la prego di dedicare un po' di tempo al caso di Chicco e di leggere o fare leggere dai suoi collaboratori i documenti che gli amici di Forti le invieranno.
Quanti americani abbiamo nelle nostre carceri e quanti italiani sono nelle carceri americane?
Buona giornata Ministro
Sig. Ministro ascolti la voce degli amici di Chico Forti, si faccia fornire tutta la documentazione necessaria a capire cosa ci sia davvero dietro questa brutta storia!
L'Italia è un paese dove la giustizia, anche se zoppicante e in difficoltà, ha sempre la forza di ammettere anche i propri errori come, probabilmente è successo nel processo di Perugia.
Faccia in modo che anche Chico Forti possa avere un giusto processo!
Io non conosco bene la storia processuale di questa persona, ma non posso pensare che un processo falsato possa tenere in carcere per tutta la vita un uomo innocente.
La ringrazio per l'attenzione che vorrà dare agli amici di Chico Forti che si battono non per la sua libertà comunque ma perchè gli sia garantito un nuovo e giusto processo.
Come si fa a lasciare sola una persona cosi?!? perche questa persona non ha diritto ad un processo sano???? sign ministro lei deve fare qualcosa, non puo' far finta di niente tutti noi potremmo essere al posto di chico forti!!! AIUTIAMOLO
Forza Ministro, in tempi di "antipolitica" c'è sempre tanta gente che confida nell'istituzione, che spera sia forte, elegante e autoritaria per far valere le nostre ragioni. Rispetto per Chico, dategli un'altra opportunità!
Grazie dell'aiuto Ministro.
Trentino85
signor ministro noi tutti italiani le chiediamo con decisione che sia giunta l'ora di occuparsi in prima persona del nostro concittadino chico forti detenuto ingiustamente in un carcere americano sicuri del suo impegno aspettiamo sviluppi sul caso e su una sua dichiaraziione che il caso sia direttamente seguito da lei e dal governo penso sià giunto il momento di far piena luce su chico forti,distinti saluti
Sig. Ministro,
la storia di Forti mi ha incuriosito. Ho letto quanto è stato possibile raggiungere attraverso la rete internet. La stortia di questo uomo è PAZZESCA e credo che egli debba essere aiutato ad avere giustizia al di là che sia cittadino italiano e che abbia moglie e tre figli americani.
MI SONO CHIESTO SE GLI STATI UNITI ABBIANO MAI RIAPERTO UN CASO PER UN CITTADINO NON AMERICANO? Le mie ricerche hanno danno esito negativo.
E' vero che Amanda e Chicco sono due casi diversi e due epiloghi per il momento differenti con due modi di condurre i "giochi" diversi.
A FORTI l'assurda condanna all'ergastolo non e’ bastata. I vari appelli sono stati rigettati e paradossalmente anche l'ultimo "HABEAS CORPUS” presentato alla Corte Suprema degli Stati Uniti contro alcuni elementi chiave (appartenenti alla Corte della Florida) è stata rifiutato poiché presentato con 20 giorni di ritardo dagli avvocati americani. Questi avvocati incaricati da FORTI appartengono ad uno degli studi più grossi e famosi d'America.....! Ma noi come Stato italiano abbiamo o no il dovere di chiedere agli Stati Uniti spiegazioni sul trattamento del nostro connazionale?.
Spero che Ella possa dare incarico a quanti di competenza possano verificare quella documentazione prodotta da FORTI nei vari appelli e se lo riterrà opportuno interessando direttamente la Corte Suprema degli Stati Uniti al fine di avere un adeguato riscontro.
Signor Ministro,
abbiamo tutti ben chiara la difficoltà anche per un Ministro della nostra Repubblica nel ottenere dagli Stati Uniti una deroga alla loro normativa nazionale. I soprusi patiti dalla nostra nazione per mano della giustizia americana Le sono noti ed in alcuni casi talmente evidenti (ci ricordiamo ad esempio dei morti del Cermis ?) che riteniamo da italiani che una formale, pubblica e forte presa di posizione da parte Sua con le competenti autorità americane perchè si possa svolgere un processo di appello, suonerebbero per tutti noi, ed in particolare per chi ha una fede politica diversa dalla sua, come un gesto di ragionato ma encombiabile coraggio. Come possiamo accettare nel silenzio la "soddisfazione" del dipartimento di stato americano per la sentenza Knox ? Crede veramente che la maggioranza degli italiani non capisca e non si senta fortemente umiliata ? Faccia il gesto sig. Ministro, ci aiuti a recuperare un minimo di orgoglio nazionale e sopratutto aiuti un innocente ad avere un giusto processo, dato che nessuno Le ha chiesto di chiedere una cosa impossibile, cioè la scarcerazione diretta di Forti. Grazie.
signor Ministro, io la stimo molto ma quello che ho letto e che lei ha scritto è in netto contrasto con quello che io pensavo fosse il dovere di un ministro Italiano, le spiego il motivo..un ministro degli esteri non può farsi spaventare dal gigante americano, il sistema giudiziario americano non è certamente un faro nella notte così come lei dice, basta pensare che hanno ancora la pena di morte..fatto da poco? giudichi lei! altra cosa che le contesto nel suo discorso è che giudica diversi i due casi Chico e Amanda, è vero..sono diversi ma non nel senso che lei gli attribuisce..Amanda ha ricevuto un giusto processo..Chico no! per ultimo vorrei che lei sapesse che noi ci stiamo battendo per un cittadino italiano..un nostro connazionale,..proprio perchè ci sono i presupposti per la riapertura del caso e come ha detto Andrea Casari, presto lei riceverà un dossier sostenuto anche da personalità di tutto rispetto come la dott.ssa Bruzzone Criminologa nota e il presidente Imposimato, con tutte le prove dell'innocenza di Chico e di tutta la farsa che hanno costruito intorno a Chico, spero che lei le terrà in giusta considerazione e che si renda conto che il caso di Chico Forti è da considerare come urgente! proprio per quel senso di giustizia..ingiustizia che suscita in tutti noi e che lei ha citato..spero che vorrà aiuterà Chico, in fondo è anche un dovere della coscienza aiutare chi soffre sopratutto per uno stimato ministro della repubblica quale lei è, io continuerò a considerarla un ministro davvero esemplare ma sappia che noi non smetteremo di lottare per Chico e per vedere rispettati i suoi diritti..anzi..la nostra lotta sarà sempre più dura ma sempre nel rispetto della legalità, metteremo in campo ogni arma che una democrazia concede, qui è in gioco la vita di un'uomo e la vita va sempre difesa nel rispetto anche dei sacri principi fondamentali della nostra costituzione, le auguro buon lavoro signor Ministro, ha tutto il mio rispetto. un cittadino italiano
..mi permetta solo di aggiungere una cosa fondamentale, lei ha detto "Tra la condotta del Tribunale di Perugia sul caso Meredith ed il caso Forti c’è innanzitutto un importante punto di distinzione: nel secondo caso parliamo di una sentenza definitiva passata in giudicato."..certo..con una differenza sostanziale..Amanda ha potuto appellarsi alla sentenza di primo grado..Chico è stato condannato in via definitiva senza poter presentare appello...................è a conoscenza di questa semplice differenza e verità signor Ministro..continuerò a seguirla con attenzione, di nuovo buon lavoro signor Ministro, la saluto cordialmente.
Non chiediamo la liberazione di Chico Forti.....chiediamo che si mettano insieme tutti gli elementi necessari per una straordinaria revisione del processo. Ciò è possibile??
Grazie.
Egregio signor Ministro, ho saputo con estrema soddisfazione che lei ha incontrato il senatore Giacomo Santini e insieme avete affrontato il caso di Chico Forti e che lei si impegnerà personalmente per dare a Chico una chance e dimostrare la sua non colpevolezza, si dovranno tentare tutte le strade possibili e impegnarsi a fondo in ogni direzione..noi non ci stancheremo mai di lottare...per Chico e solo per Chico e in nome dei diritti umani.......grazie signor Ministro, ha tutta la mia stima! un cittadino italiano
Gent.mo Ministro Frattini,
sono personalmente venuto a conoscenza della vicenda di Chico, che ormai considero un amico, solo grazie a quel potente strumento, in questo caso di informazione, che è internet.
Lei nelle sue righe ha evidenziato alcuni profili che riguardano i casi citati.
Eppure se proprio in quel periodo c'è stata una "levata di scudi" per tutelare Chico, questo è accaduto perché, mentre gli USA (e parlo di USA soprattutto come media e in parte come politica) professano per i loro cittadini all'estero il diritto ad un giusto processo, tutto ciò nel caso di Chico non è stato in alcun modo concesso.
Ho a cuore Chico Forti e non voglio discutere o criticare il sistema giudiziario statunitense con chi, come Lei, è impegnato su molteplici fronti in questo momento così difficile per il nostro Paese ed è tenuto a mantenere un certo profilo in situazioni così delicate.
Le chiedo solamente di leggere quanto scritto dalla dott.ssa Bruzzone e dal pres. Imposimato. Sono convinto che Le faranno stringere il cuore a pensare che il sig. Forti si trova in un carcere USA da 12 anni.
La ringrazio sentitamente per la possiiblità di poter conferire con Lei in questo modo indiretto.
La saluto cordialmente.
Francesco Maria Rotondo
Egregio Franco Frattini,
sono uno dei tanti amici di Chico Forti che nel suo piccolo si sta mobilitando per aiutarlo; non per ultimi la criminologa Roberta Bruzzone, e il Sen. Giacomo Santini. Ritengo che la politica italiana si debba muovere con fermezza nei confronti della giustizia Americana; come ha fatto la Segretaria di Stato Americano Hilary Clinton e la Senatrice Maria Cantwell dello stato di Washington per Amanda Knox. Credo sia del tutto ingiusto essere condannati con una pena così terribile, senza prove o indizi così gravi e concordanti da far presumere la colpevolezza di Chico. Io, come credo tutti gli amici e connazionali di Chico, pur non sapendo se sia o meno colpevole, sono convinto che non si può decretare la "morte civile" di una persona senza prove. Enrico Forti, che affettuosamente chiamiamo "Chico", come qualsiasi persona nella sua condizione, deve avere il diritto di poter dimostrare non tanto e non solo la sua innocenza, ma soprattutto il fatto che non è possibile trarre delle conclusioni così gravi e penalizzanti sulla base di congetture. La storia di Chico sarà certo a sua conoscenza, non sto quindi ad elencarle i dettagli della vicenda. Aiutare Chico è un atto di civiltà da parte di chi crede che in uno stato di diritto quale è l'America, il sommo bene della libertà personale possa essere privato solo se gravissimi episodi quali quelli di cui è accusato Chico siano senza ombra di dubbio imputabili allo stesso. La prego quindi di voler “continuare” a intervenire presso le Autorità degli Stati Uniti d'America per sostenere la causa di Enrico Forti, per riaprire il caso e portare i vari elementi a discarico emersi in questi anni, utili a dimostrare la sua estraneità al delitto. In qualità di connazionali di Enrico Forti dobbiamo lavorare tutti affinché i principi vengano concretamente applicati ma, soprattutto, credo sia giusto tentarle tutte per far uscire da tale situazione paradossale il nostro amico Chico, al quale spetterebbe un giusto processo, ad oggi negatogli. Sono d’accordo con lei che l’America, stato che amo, è una grande democrazia, e proprio perché tale possiamo tranquillamente aprire il dialogo sul caso dell’amico Chico.
Con stima,
Severino Ricci
seve@sevehomepage.com
http://www.sevehomepage.com/1/chico_forti_free_1366879.html
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