Meeting - Conferenza Stampa: Chrysostomos II, Frattini, Alemanno, Shaikh
S.B.
Chrysostomos II,
Arcivescovo di tutta Cipro, ha parlato dell’annoso problema di divisione di
Cipro in due stati “a seguito dell’occupazione illegittima da parte della
Turchia della parte nord del paese”. La Turchia - ha affermato l’Arcivescovo –
“è un paese in fase di preadesione all’Europa per cui dovrebbe comportarsi come
paese europeo. Essa invece ha occupato il 38 per cento del territorio cipriota
ed in più vuole eliminare scientificamente ogni traccia delle nostre tradizioni
civili e religiose”. “Non ci permette di pregare e di celebrare i nostri riti”
– ha continuato il presule – per cui non si può definire la Turchia un paese
democratico. L’Europa le deve chiudere le porte: essa deve attuare un processo
di vera democratizzazione interna ed esterna, solo così potrà entrare in
Europa”. I greco-ciprioti hanno sempre avuto strette relazioni con i
turco-ciprioti, alle feste religiose cristiane e mussulmane hanno sempre
partecipato entrambi. Per Chrysostomos II quindi “la questione cipriota non ha
origini religiose ma è semplicemente il tentativo di egemonizzare un paese da
parte di uno straniero”.
Sempre secondo il presule la riunificazione di Cipro
non ha per ora una soluzione. “Occorre considerare che dall’occupazione dei
Turchi sono stati cacciati 180mila ciprioti, mentre sono stati importati
300mila turchi dall’Anatolia. L’esercito turco attualmente ha 35mila soldati
alle frontiere e vuole creare uno stato turco, ma le dimensioni di Cipro e la
sua storia non lo consentono”. Conseguenza di ciò è che “la Repubblica Turca
del nord non dev’essere riconosciuta dal consesso internazionale, altrimenti la
Turchia sarebbe tentata di far diventare, con il suo esercito insediato,
l’isola interamente turca”.
L’ex ministro Franco Frattini si è agganciato al tema dicendo che l’Europa dovrebbe tentare un negoziato fra
i due paesi (Cipro e Turchia), piuttosto che lasciare il compito solo al
segretario dell’Onu, essendo Cipro un paese che appartiene all’Europa. Il
parlamentare del pdl ha parlato poi delle vicende italiane, affermando che non
esiste una discontinuità fra la politica che vuol portare avanti questo governo
e il programma del suo partito: “Sappiamo
anche noi che il problema principale dell’Italia è abbattere lo stock di debito
pubblico in maniera sostanziosa - ha proseguito - anche noi abbiamo delle
proposte in tal senso maturate attraverso il confronto con esimi economisti”.
Frattini
ne ha anche per l’antipolitica: “La
gente critica il cattivo modo di far politica, ma non dobbiamo cadere nella
denigrazione della politica tout court, perché dove manca la politica ne va
della democrazia. Una riforma dei meccanismi e delle strutture della politica è
necessaria ma i criteri che ci devono guidare in questo sono la ragionevolezza
e la trasparenza. È facile quando si
parla di queste cose cadere in un populismo che non costruisce nulla”.
Il Sindaco di Roma Gianni Alemanno ha
parlato di pressione fiscale: per ridurla “occorre partire dal quoziente
famigliare in modo da bilanciare il carico fiscale in base ai componenti della
famiglia”. Il Comune di Roma – ha spiegato – “ ha adottato il quoziente
famigliare per la tassa sui rifiuti”. Sulla Spending review Alemanno ha
sostenuto che la partita decisiva si giocherà nella conferenza Stato-Città.
“Per garantire i servizi di base noi chiediamo che lo stato non diminuisca i
trasferimenti, oppure che ci dica dove sono gli sprechi per tagliare le spese e
prenda anche i provvedimenti legislativi necessari”.
Un cenno da parte del
sindaco anche ai partiti politici. “Dovrebbero essere riconosciuti
giuridicamente con precise regole stabilite per legge che disciplinino i
principi della trasparenza giuridico-contabile e quelli della democrazia
interna. I fenomeni di malcostume che dipendono dalla mancanza di queste
regole, allontanano i cittadini dalla vita politica”.
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