L'Intervista: «Non si possono uccidere lupi e orsi» Il ministro Costa impugna la legge


Le due province autonome di Trento e di Bolzano hanno approvato due leggi che consentono di poter abbattere gli animali senza avere l’approvazione a livello centrale.



di Alessandra Arachi 

 Ministro Sergio Costa ha visto cosa è successo con i lupi e con gli orsi in Trentino Alto Adige? «Ahimè sì. Hanno deciso di abbatterli». 

E lei come ministro dell’Ambiente vuole intervenire in qualche modo? 

«Io come ministro della Repubblica ho il dovere di intervenire. Quelle due leggi violano un principio costituzionale». 

E quindi cosa farà? 

«Sono obbligato a chiedere l’impugnazione dei provvedimenti davanti alla Corte Costituzionale. Anche se ...». 

Anche se cosa ministro? 

«Mi domando: dobbiamo arrivare per forza a questo punto? Per questo chiedo ai due presidenti delle province autonome di Trento e Bolzano se possono pensare di fare altrimenti» 

Cosa intende dire? 
 «Intendo: per risolvere il problema dei lupi e degli orsi nelle loro province autonome hanno come modo soltanto quelli di abbatterli?» 

E’ una domanda retorica la sua? 
«Certo. Basta vedere il piano lupo elaborato dall’Ispra che è arrivato ad un soffio dall’approvazione».  

E cosa si vede in quel piano? 
«Ci sono ventidue azioni per regolare il rapporto uomo lupo». 

E quindi? 
«Invito i due presidenti di Trento e Bolzano a fare un passo indietro. A ritirare quelle leggi che forse non sono state ancora nemmeno pubblicate sul bollettino. Poi li invito a venire a Roma, dove con l’Ispra potranno trovare le soluzioni per i loro lupi e i loro orsi. Ce ne sono davvero molte per regolamentare il rapporto con l’uomo». 

E se non succedesse tutto questo? 
«Ho già detto: devo impugnare le loro leggi davanti alla Corte Costituzionale. Il lupo è una specie protetta, un patrimonio per l’Italia». 

Lo fa soltanto perché è obbligato a farlo? 

«Sono obbligato a farlo come ministro e sento il peso come uomo Sergio. Stiamo parlando di vita e di morte. Perché dobbiamo uccidere gli animali che sono esseri viventi?» 

Quindi lei non è favorevole nemmeno alla caccia? 
«Per la caccia c’è una legge riconosciuta dallo Stato. Quindi come ministro della Repubblica sto con la legge». 

Ma in forma privata sarebbe contrario? 
«Non è importante qui la forma privata. Il cacciatore che si mantiene dentro la legge lo rispetto». 

E quello che non segue la legge? 
«Il bracconiere? Alcuni commettono dei reati orribili contro gli animali. Come accecare i cardellini per far sì che richiamino i loro simili. O andare a caccia durante i periodi dell’accoppiamento. O andare a caccia dei piccoli con le mamme. Veri crimini». 

Cosa vuole fare? 
«Sto pensando di inasprire le pene contro di loro innalzando il livello dei reati, passando da contravvenzionali a delitto». 

Cosa prevede il reato delitto? 
«Si innalza il livello penale, si prevede anche la reclusione». 

Quindi carcere per i bracconieri? 
«Sì, possiamo dirla così. Anche se nel programma di governo è previsto pure un intenso programma di prevenzione». 

Che vuol dire? 
«Che voglio aumentare così tanto i controlli per scovare i bracconieri che alla fine questi controlli devono essere vissuti dai bracconieri come deterrenza preventiva». 

Cioè? 
«Che alla fine non vanno a sparare senza regole per paura di essere beccati». 

Come fa ad aumentare i controlli? 
«Aumento la rete coinvolgendo le polizie locali. Ovvero le polizie municipali, provinciali, metropolitane.Anche i carabinieri forestali che agiscono sul territorio». 

Pensa di riuscirci? 
«E’ molto importante che questo succeda. Ci sono reati commessi dai bracconieri che sono davvero odiosi. Ci sono bracconieri che non esitano ad entrare e a sparare senza regole nei parchi nazionali, nelle aeree protette. E anche contro di loro che intendo innalzare il livello del reato, indurire le pene fino ad arrivare al carcere».

9.7.18 | Posted in , , , , , , , , , | Continua »

#UNITIPERLORO Evento: AnimaAmbiente - Antropocentrismo la malattia, biocentrismo la cura?

Coordinamento #UNITIPERLORO e SIOI con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 













CONFERENZA
 “AnimaAmbiente” – Antropocentrismo la malattia, biocentrismo la cura?

Venerdì 1 dicembre 2017 dalle ore 15 alle 19 
SIOI, Salone delle Conferenze 


Introduzione 
Franco Frattini, Presidente della SIOI 

“Il futuro dell’orso e dei grandi predatori tra verita’ mai raccontate e disinformazione mediatica” 
Davide Celli, Scrittore, Giornalista e Presidente dell’Associazione LEGIO URSA 

“Il lupo tra fiaba e realta’:”Il mondo visto con gli occhi del lupo” 
Ethel Onnis, Naturalista Progetto “L’arte nell’essere lupo” 

“Conservazione del lupo: basi scientifiche e elementi sociali e culturali di una difficile sfida” 
Dott. Piero Genovesi, responsabile ISPRA conservazione e gestione patrimonio faunistico nazionale 

“Il mare malato” 
Francesco Saverio D’Aquino – Sea Shepherd 

“DNA intrappolati: l’incubo concreto degli statutari 
Daniele Tedeschi, BSc Phd, Coordinatore scientifico OSA, Direttore Scientifico Progetto Genobioma 

“Violenza sugli animali e pericolosità sociale” 
Francesca Sorcinelli-Presidente di Link Italia 

“Buono, sano e vegano…” 
Dott.Maurizio Conte, pediatra

 “Presentazione progetto Cuori in Corsa” 
Giacomo Lucchetti, Motociclista sportivo 

 “Diritti animali e rovesci umani” 
Luigi Lombardi Vallauri, filosofo e scrittore 

Conclusioni, lettura manifesto, obiettivi. 

Comitato #UNITIPERLORO: Andrea Cisternino, Riccardo Lagana’, Elisabetta Strano, Leonardo Rania

Per partecipare all'evento: scrivere all’indirizzo: stampa@sioi.org oppure registrarsi sul sito: www.sioi.org


16.11.17 | Posted in , , , , , , , , , , , , , , , | Continua »

Orse e lupi, in Italia non c’è spazio per la natura



FERDINANDO BOERO*

Il caso dell’orsa uccisa con una eccessiva dose di narcotico sta ricevendo grandissima attenzione. Si arriva a chiedere le dimissioni del ministro dell’Ambiente per l’assassinio (sic) dell’orsa. Mi viene in mente la storia di King Kong, come la dipinse Frank Zappa. Riassumo: c’era uno scimmione che viveva tranquillo e beato sulla sua isola, arrivarono degli uomini e lo presero, portandolo a casa propria, per farlo vedere a tutti. E poi lo uccisero. 

L’orsa è stata presa dalla Slovenia e portata in Italia, in modo che anche noi potessimo dire: ci sono gli orsi nei nostri boschi. Ma poi si è comportata da orsa, e questo non va bene. La natura ci piace tanto, ma deve stare al suo posto, non deve disturbare. Se disturba diventiamo letali. Lo stesso succede con i lupi. Da una parte siamo contenti che tornino, dall’altra pretendiamo che «stiano al loro posto». L’atteggiamento è identico nei confronti degli squali. Ci commuoviamo quando vediamo che vengono sterminati per prendere le pinne, ma poi esigiamo che non ce ne siano nelle acque in cui facciamo il bagno. 

Tutto questo la dice lunga sulla cultura che abbiamo sviluppato, soprattutto in Italia. Non c’è spazio per la Natura in quella che chiamiamo Cultura. La Natura trova spazio solo sotto forma di edulcorate storielle che i giornali amano pubblicare, soprattutto in estate quando si devono riempire le pagine e i commentatori di cose serie sono in vacanza. Ci sono fior di programmi sulla natura, in tutte le reti. Ma anche in questo caso, di solito, si raccontano edulcorate storielle. Non parliamo della scuola. La Natura proprio non esiste. Magari è stata messa nei programmi, ma il massimo rilievo viene dato alle discipline umanistiche e alla matematica, ritenuta sufficiente per avere un solido substrato culturale in campo scientifico. Ma la matematica non ci insegna come funziona un ecosistema, o quale è il ruolo dei predatori apicali nelle reti trofiche. Ruolo dei predatori apicali nelle reti trofiche… chissà se tutti capiscono. La matematica ci può aiutare a esprimere con rigore questi concetti, ma non ci dà i concetti. 

Un percorso educativo che dà così scarso rilievo alla Natura non può che dare questo risultato: il nostro Paese sta distruggendo il proprio patrimonio naturale senza porsi tanti problemi. Ci creiamo qualche alibi introducendo qualche specie carismatica, ma poi non siamo in grado di convivere con queste specie semplicemente perché non abbiamo la cultura per farlo. 

A livello individuale questi errori di valutazione sono diffusissimi. Gli amanti dei cani, nel nostro Paese, spesso indirizzano le proprie scelte su razze selezionate per aggredire, per difendere il territorio, per combattere. Si compra un bel cucciolotto di rottweiler e poi ci si accorge che non è molto gestibile. In Italia i cani aggressivi di solito se la prendono con i padroni, con i loro figli o con i figli dei loro amici. E ogni volta, dopo tragedie che a volte portano a esiti fatali, c’è sorpresa: era così buono. I cani abbandonati sono proprio come l’orsa uccisa. Prima si comprano, e poi ci si accorge che non fanno per noi. L’Italia è l’unico Paese europeo occidentale dove si può morire a causa dell’aggressione di branchi di cani. Per il momento di persone sbranate da lupi e orsi non se ne segnalano. 

Si parla tanto di riforma della scuola. Il problema viene affrontato da molti punti di vista, soprattutto riguardanti l’edilizia e il personale. Ma di adeguamento dei programmi non se ne parla. D’altronde, se si pensasse di modificare i programmi, nelle commissioni ministeriali non verrebbero certo chiamati i naturalisti. 

Se tutto questo avesse ripercussioni sulla gestione di una specie introdotta artificialmente (come l’orsa slovena deportata in Italia) non ci sarebbe molto da dire. Ma il nostro patrimonio naturale è stato devastato dovunque, e le conseguenze economiche di questa devastazione sono gravissime, per non parlare dei morti. L’unica grande opera veramente necessaria è la rinaturalizzazione del territorio, in modo che ricominci a funzionare per bene. 

Per farlo dobbiamo ritornare in armonia con la Natura. Ma la cultura dominante non comprende la Natura, a cui viene dato un valore eminentemente estetico mentre se ne ignora l’importanza sul nostro benessere e su quello della nostra economia. Parliamo sempre di capitale economico e non ci interessa il capitale naturale. Le decisioni sono prese dando priorità all’economia rispetto alla natura. Come se le leggi dell’economia fossero più forti delle leggi della natura. Ovviamente dopo ogni catastrofe naturale si dice che dobbiamo fare qualcosa per prevenire i disastri, ma poi non facciamo mai niente, fino all’emergenza successiva. Oppure risolviamo la questione coprendo di cemento qualche costone pericolante. Avremmo speso meno se avessimo fatto un buon uso dell’ambiente, invece spendiamo molto di più per far fronte alle emergenze causate dalla nostra ignoranza. E continuiamo a comportarci da ignoranti. 

Mi spiace per l’orsa uccisa, mi spiace per i suoi cuccioli oramai orfani. Ma non poteva essere altrimenti in un Paese che ha espulso la Natura dalla propria cultura. 

* Professore di Zoologia 
Università del Salento / CoNISMa / CNR-ISMAR

14.9.14 | Posted in , , , | Continua »

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