Incubi e miti: la difficile convivenza uomo-orso In Trentino continua la fuga di M49 ma la sua pericolosità è tutta da dimostrare

In Trentino continua la fuga di M49 ma la sua pericolosità è tutta da dimostrare 

MARIO TOZZI 
20 Luglio 2019 


Un milione di italiani, i trentini, con una densità di popolazione di 79 abitanti per km/q, non riescono a convivere con un orso bruno e con qualche decina di suoi compari sparsi in questo settore dell’arco alpino. E chi li amministra ha deciso, di suo proprio conto, che l’esemplare è pericoloso e va abbattuto quanto prima, pena danni inimmaginabili alle attività produttive e rischio per la vita delle persone. Altri protestano contro i ripopolamenti faunistici incentivati dagli animalisti e altri ancora temono per l’incolumità di chi si reca a fare una passeggiata, incolpando chi difende l’orso M49 (come tempo fa l’orsa Daniza) di farlo dal divano di casa sua e non in tuta mimetica nella foresta. Raramente ignoranza del mondo naturale e incompetenza sono andati così bene insieme. 

Intanto, nella vicinissima Slovenia, si convive tranquillamente con 450 orsi (da noi una cinquantina), registrando, di media, un caso pericoloso di aggressione all’anno, quasi sempre provocata dall’uomo, dimostrando che sono l’informazione e l’educazione gli elementi per la convivenza, non le battute di caccia. In secondo luogo, nessun presidente di regione può decidere l’esecuzione di un animale selvatico senza il parere vincolante dell’ISPRA. È bene precisare che la decisione della Corte Costituzionale, sbandierata come una giustificazione dell’eventuale abbattimento, non ha nulla a che vedere con l’attuale vicenda dell’orso M49. L’ordinanza urgente firmata dal Presidente della Provincia di Trento, senza alcuna motivazione concreta e dimostrabile, è illegittima, tanto che lo stesso Ministero dell’Ambiente ha diffidato la provincia di Trento ad abbattere l’animale che si è macchiato della grave colpa di aver razziato un po’ di cibarie. Insomma, è sempre necessario il parere positivo dello Stato e la dimostrazione concreta che non esistano valide soluzioni alternative alla cattura o all’abbattimento di animali protetti da leggi europee. 

Peraltro, invece di attaccare ‘la scienza’, il Presidente Fugatti dovrebbe spiegare come l’orso sia riuscito a scappare attraverso un recinto alto più di quattro metri e per di più elettrificato fino a 7000 volts, visto che gli orsi ancora non volano. In definitiva, M49 è tutt’al più da considerarsi un orso problematico perché ha causato danni economici ad attività produttive, danni favoriti dalla mancata adozione di strumenti di prevenzione adeguati. Mentre la sua pericolosità per le persone è ancora da dimostrare (‘potenziale’ è il termine più appropriato al momento). 

L’orso è una “specie-ombrello”, garantendone la sopravvivenza la si garantisce anche ad altre specie. È anche una “specie-critica”, visto che espleta una seria di funzioni fondamentali per l’intero ecosistema. Infine è una “specie-bandiera”, perché amato dalle persone e dai turisti e catalizzatore di interesse. Capendo questo si potrà anche comprendere che sapere che l’orso continuerà a sopravvivere vale bene il prezzo di qualche pecora o gallina in meno. Quando riflettiamo sugli orsi, dovremmo ricordare che sono esseri magici, a metà fra uomini, dei e animali: la ninfa dell’Arcadia Callisto fu trasformata in orsa per avere trasgredito il suo voto di castità. Peraltro lo tradì con Zeus, che, dopo averne approfittato, non impedì che fossa punita dagli dei. Per farsi perdonare, però, la trasformò in costellazione (insieme con il figlio Arcade). E in cielo abbiamo almeno due orse, una maggiore e una minore. L’orso ci somiglia da vicino, perciò lo abbiamo inserito nel mito: abbiamo iniziato insieme la nostra parabola da animali a dei, solo che noi ci siamo arrivati più vicini. 

Il ministro Costa: non ammazzate l’orso M49, si può convivere «Non ammazzate l'orso Papillon». 
Il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, ospite di Studio 24 su Rainews 24 è tornato a invocare la salvezza per il plantigrado in fuga nei boschi del Trentino. «La provincia autonoma di Trento - ha spiegato - per il suo statuto speciale ha una legittimità a determinate scelte. Io non solo le sto osservando, in termini di carta bollata e anche reagendo davanti al Consiglio di Stato, però diventa un tema squisitamente giuridico, di legittimità. Invece, entrando nelle vicende operative, io dico non ammazzatelo». All'animale, ha detto Costa, è stato cambiato il nome: invece di M49 «che sembra un'arma» «l'ho chiamato Papillon, perché sono innamorato del film di Steve McQueen. Ma al di là del nome mi chiedo: c'è la necessità di ammazzarlo? Io penso che possiamo vivere bene insieme. Lo abbiamo fatto finora, continuiamo a farlo».

22.7.19 | Posted in , , , , , , , | Continua »

L'Intervista: «Non si possono uccidere lupi e orsi» Il ministro Costa impugna la legge


Le due province autonome di Trento e di Bolzano hanno approvato due leggi che consentono di poter abbattere gli animali senza avere l’approvazione a livello centrale.



di Alessandra Arachi 

 Ministro Sergio Costa ha visto cosa è successo con i lupi e con gli orsi in Trentino Alto Adige? «Ahimè sì. Hanno deciso di abbatterli». 

E lei come ministro dell’Ambiente vuole intervenire in qualche modo? 

«Io come ministro della Repubblica ho il dovere di intervenire. Quelle due leggi violano un principio costituzionale». 

E quindi cosa farà? 

«Sono obbligato a chiedere l’impugnazione dei provvedimenti davanti alla Corte Costituzionale. Anche se ...». 

Anche se cosa ministro? 

«Mi domando: dobbiamo arrivare per forza a questo punto? Per questo chiedo ai due presidenti delle province autonome di Trento e Bolzano se possono pensare di fare altrimenti» 

Cosa intende dire? 
 «Intendo: per risolvere il problema dei lupi e degli orsi nelle loro province autonome hanno come modo soltanto quelli di abbatterli?» 

E’ una domanda retorica la sua? 
«Certo. Basta vedere il piano lupo elaborato dall’Ispra che è arrivato ad un soffio dall’approvazione».  

E cosa si vede in quel piano? 
«Ci sono ventidue azioni per regolare il rapporto uomo lupo». 

E quindi? 
«Invito i due presidenti di Trento e Bolzano a fare un passo indietro. A ritirare quelle leggi che forse non sono state ancora nemmeno pubblicate sul bollettino. Poi li invito a venire a Roma, dove con l’Ispra potranno trovare le soluzioni per i loro lupi e i loro orsi. Ce ne sono davvero molte per regolamentare il rapporto con l’uomo». 

E se non succedesse tutto questo? 
«Ho già detto: devo impugnare le loro leggi davanti alla Corte Costituzionale. Il lupo è una specie protetta, un patrimonio per l’Italia». 

Lo fa soltanto perché è obbligato a farlo? 

«Sono obbligato a farlo come ministro e sento il peso come uomo Sergio. Stiamo parlando di vita e di morte. Perché dobbiamo uccidere gli animali che sono esseri viventi?» 

Quindi lei non è favorevole nemmeno alla caccia? 
«Per la caccia c’è una legge riconosciuta dallo Stato. Quindi come ministro della Repubblica sto con la legge». 

Ma in forma privata sarebbe contrario? 
«Non è importante qui la forma privata. Il cacciatore che si mantiene dentro la legge lo rispetto». 

E quello che non segue la legge? 
«Il bracconiere? Alcuni commettono dei reati orribili contro gli animali. Come accecare i cardellini per far sì che richiamino i loro simili. O andare a caccia durante i periodi dell’accoppiamento. O andare a caccia dei piccoli con le mamme. Veri crimini». 

Cosa vuole fare? 
«Sto pensando di inasprire le pene contro di loro innalzando il livello dei reati, passando da contravvenzionali a delitto». 

Cosa prevede il reato delitto? 
«Si innalza il livello penale, si prevede anche la reclusione». 

Quindi carcere per i bracconieri? 
«Sì, possiamo dirla così. Anche se nel programma di governo è previsto pure un intenso programma di prevenzione». 

Che vuol dire? 
«Che voglio aumentare così tanto i controlli per scovare i bracconieri che alla fine questi controlli devono essere vissuti dai bracconieri come deterrenza preventiva». 

Cioè? 
«Che alla fine non vanno a sparare senza regole per paura di essere beccati». 

Come fa ad aumentare i controlli? 
«Aumento la rete coinvolgendo le polizie locali. Ovvero le polizie municipali, provinciali, metropolitane.Anche i carabinieri forestali che agiscono sul territorio». 

Pensa di riuscirci? 
«E’ molto importante che questo succeda. Ci sono reati commessi dai bracconieri che sono davvero odiosi. Ci sono bracconieri che non esitano ad entrare e a sparare senza regole nei parchi nazionali, nelle aeree protette. E anche contro di loro che intendo innalzare il livello del reato, indurire le pene fino ad arrivare al carcere».

9.7.18 | Posted in , , , , , , , , , | Continua »

#UNITIPERLORO Evento: AnimaAmbiente - Antropocentrismo la malattia, biocentrismo la cura?

Coordinamento #UNITIPERLORO e SIOI con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 













CONFERENZA
 “AnimaAmbiente” – Antropocentrismo la malattia, biocentrismo la cura?

Venerdì 1 dicembre 2017 dalle ore 15 alle 19 
SIOI, Salone delle Conferenze 


Introduzione 
Franco Frattini, Presidente della SIOI 

“Il futuro dell’orso e dei grandi predatori tra verita’ mai raccontate e disinformazione mediatica” 
Davide Celli, Scrittore, Giornalista e Presidente dell’Associazione LEGIO URSA 

“Il lupo tra fiaba e realta’:”Il mondo visto con gli occhi del lupo” 
Ethel Onnis, Naturalista Progetto “L’arte nell’essere lupo” 

“Conservazione del lupo: basi scientifiche e elementi sociali e culturali di una difficile sfida” 
Dott. Piero Genovesi, responsabile ISPRA conservazione e gestione patrimonio faunistico nazionale 

“Il mare malato” 
Francesco Saverio D’Aquino – Sea Shepherd 

“DNA intrappolati: l’incubo concreto degli statutari 
Daniele Tedeschi, BSc Phd, Coordinatore scientifico OSA, Direttore Scientifico Progetto Genobioma 

“Violenza sugli animali e pericolosità sociale” 
Francesca Sorcinelli-Presidente di Link Italia 

“Buono, sano e vegano…” 
Dott.Maurizio Conte, pediatra

 “Presentazione progetto Cuori in Corsa” 
Giacomo Lucchetti, Motociclista sportivo 

 “Diritti animali e rovesci umani” 
Luigi Lombardi Vallauri, filosofo e scrittore 

Conclusioni, lettura manifesto, obiettivi. 

Comitato #UNITIPERLORO: Andrea Cisternino, Riccardo Lagana’, Elisabetta Strano, Leonardo Rania

Per partecipare all'evento: scrivere all’indirizzo: stampa@sioi.org oppure registrarsi sul sito: www.sioi.org


16.11.17 | Posted in , , , , , , , , , , , , , , , | Continua »

FRATTINI: "PER LORO SERVE UN SANTUARIO"

FRATTINI: "PER LORO SERVE UN SANTUARIO" 
L'Ex Ministro racconta i viaggi sulle loro tracce: "Come in Canada, rispettiamoli nel loro habitat" 

di Sandra Mattei 
Trento 

Di lui si sa che è stato il più giovane componente nel Consiglio di Stato, nel 1986 e poi, ministro per la funzione pubblica, ed ancora degli Esteri nei due governi Berlusconi dal 2002 al 2004 e dal 2004 al 2011. Quello che non t'aspetti è che Frattini, oggi sessantenne e impegnato nell'Alta corte di giustizia sportiva del Coni, sia anche un appassionato di orsi. Del resto l'ex ministro ha casa a Bolzano e le sue vacanze è solito passarle in Val Badia, dove tra l'altro ha conosciuto la moglie, sposata nel 2010. Ed in questa bagarre di reazioni scatenata dall'ultima aggressione dell'orso a Terlago ha deciso di dire la sua, proponendo di realizzare un Santuario dell'orso proprio in Trentino.

Frattini, come mai questo interesse per l'orso? 

Sono sempre stato un appassionato di montagna e le mie vacanze le passo in Val Badia, ma sono affascinato dalla natura e dagli animali, ed in particolare dagli orsi, perché sono un simbolo della fauna selvatica alpina. I miei viaggi in giro per il mondo sono stati dettati da mete dove potessi osservare gli orsi nel loro habitat naturale. 

Ci può raccontare dov'è stato e cosa ha visto? 
Le dirò che non occorre andare chissà dove per scoprire gli orsi, perché in Val Badia, a San Cassiano, c'è il Museo dell'Ursus Ladinicus, dove sono esposti i resti dell'animale preistorico che 50 mila anni fa viveva nei boschi delle Alpi a 2600 metri di altezza. Tuttora in una grotta lunga un chilometro si possono ammirare gli scheletri dell'Ursus Ladinicus e questa è già una grande emozione. I miei viaggi sono sempre stati sulle tracce degli orsi, dai Grizzly del Denali National Park in Alaska a quelli dell'isola Kodiak, che sono i più grandi in assoluto, da quelli della Kamchatka agli orsi neri del Quebec. Ho visto orsi che pesano 500 chili, alti 3 metri, mamme con i piccoli, orsi che facevano il bagno e che mangiavano il miele; uno spettacolo unico. 

In che modo si muoveva in questi viaggi? 

Sono sempre stato in gruppi organizzati con una guida ed anche se gli incontri sono stati ravvicinati, a una cinquantina di metri distanza, non è mai successo niente. Nei parchi, le guide portano con se le bombole di gas urticante, ma anche in zone dove vivono liberi, come quelli in Quebec, le case sono circondate dai fili elettrificati, come quelli delle mucche e non danno fastidio alla gente. 

Ma non si può paragonare il territorio del Canada a quello del Trentino, no? 

Quello che voglio dire è che se si violano le zone dove sono soliti spostarsi, in uno spazio limitato come quello di un sentiero, è ovvio che se ci si imbatte in un orso, lui si sente in pericolo. In Quebec, dove vivono gli orsi neri delle dimensioni dei nostri, per evitare incontri ravvicinati se si va nei boschi, si mette sempre un campanaccio sullo zaino, come dire "se vieni a casa mia, almeno avvisa". Noi invece sappiamo organizzare solo le battute di caccia. 

Fatto sta che gli orsi in Trentino sono stati introdotti ed ora tutti sono preoccupati per il loro numero. Lei che soluzione propone? 

Con gli ingenti fondi che la Provincia di Trento ha ricevuto per il ripopolamento dell'orso, perché non creare un Santuario dell'orso, come al largo della Liguria c'è il Santuario delle balene? Un'area protetta dove si ammirano questi animali dei boschi a distanza, con la guida, e soprattutto con il rispetto che l'uomo dovrebbe verso chi in quei boschi c'era da millenni, prima che gli uomini. 

Ma i nostri spazi non sono nell'America del Nord. 

Anche inAbruzzo c'è il parco naturale con i lupi e gli orsi. Se ci sono riusciti loro, perché non provarci in Trentino? Io vorrei che i nostri nipoti potessero vedere l'orso nei luoghi dove può vivere e non la pelle stesa ai piedi di un camino. Chissà se i trentini si sveglieranno dalla ossessione e capiranno che un Santuario dell'orso sarebbe attrazione unica ed esempio unico di nobile civiltà.




28.7.17 | Posted in , , , , , , , , , , | Continua »

Chi è la bestia? Da uomo #iostocondaniza


Mentre proseguono le ricerche la storia dell'orsa Daniza sta assumendo contorni molto tristi. Dopo l'aggressione subita da un cercatore di funghi nei boschi del Trentino se ne leggono davvero di ogni. E, come spesso accade - purtroppo aggiungo - il tema degli animali selvatici entra a far parte del dibattito politico per provare a compiacere piccolissime fette di elettorato. C’è chi fa terrorismo psicologico e allarma i turisti del Trentino su possibili incontri “mortali”. C’è chi chiede l’immediata cattura dell’animale. O chi addirittura contempla in un comunicato della Provincia, dunque un documento pubblico ed ufficiale, l'abbattimento dell'orsa seppur come ipotesi estrema.


Ma nessuno chiede di pensare a Daniza per quello che è: una mamma, come tante, che in un momento di pericolo ha semplicemente protetto i propri cuccioli. Daniza non è impazzita: ha reagito perché è stato l'uomo ad avere invaso il suo habitat. Quale altra reazione ci si poteva aspettare?

Qualche breve ragguaglio per i signori del “partito antiorso”. Si ricordi che il Progetto Life Ursus ha preso avvio a fine anni ’90, mediante finanziamenti LIFE dell'Unione Europea, per cercare di risollevare le sorti dell'ultimo nucleo di orso bruno delle Alpi. Un obiettivo nobile che è sempre stato capito, apprezzato e preso a cuore dalla comunità trentina. A dimostrarlo un sondaggio (affidato all'Istituto DOXA di Milano) fatto proprio durante la fase preparatoria del progetto: più di 1500 abitanti dell'area di studio sono stati intervistati telefonicamente per verificare l'attitudine, la percezione nei confronti della specie e la possibile reazione di fronte ai problemi derivanti dalla sua presenza. I risultati sono stati sorprendenti: più del 70% dei residenti interpellati si sono dichiarati a favore del rilascio di orsi nell'area.

Anche questi sono dati che contano. Di fronte ai quali non può certo essere un diverbio o la smania di un cacciatore pronto a premere il grilletto a trasformare questa regione bellissima e unica in culla dell’intransigenza. Stabilire la differenza tra l'uomo e gli animali a volte può essere molto difficile, perché in molti casi l'uomo ha dimostrato di essere un animale. Gli orsi, da animali, vanno difesi, reintrodotti ed aiutati ad imparare le loro abitudini. Noi possiamo pensare e soprattutto capire: è la più grande caratteristica che ci rende umani. Dimostriamo di esserlo salvando Daniza e la sorte dei suoi cuccioli.








19.8.14 | Posted in , , , , | Continua »

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