17.7.12 | Scritto da Lucrezia Pagano

Repubblica/La Cosa centrista pronta al varo da Casini a Pisanu nel piano anti-Pdl
Il Cavaliere avverte: "Non mi
lascio sfilare il partito"
Una "cosa centrista" già si muove
all'orizzonte, mentre il Cavaliere
sogna di risorgere dalle sue stesse ceneri. Operazione benedetta dai Palazzi
Apostolici e finalizzata a dare continuità all'esperienza del governo Monti nell'Italia
destinata alla lunga emergenza. Così, in queste ore, il ritorno di Berlusconi
sta lacerando il Pdl
con un doppio strappo, a destra e a sinistra.
"Con le primarie e il congresso volevano mettermi in minoranza, sfilarmi il partito che ho creato: ho
ribaltato il tavolo".
Silvio Berlusconi
canta vittoria, nelle poche confidenze politiche che si concede a Villa
Gernetto, a margine della tavola rotonda ammantata di mistero con cinque
economisti, giusto un paio di deputati, Martino e Moles, e il figlio
"bocconiano" Luigi. La levata di scudi sull'annunciato ritorno a
Forza Italia non gli è piaciuta affatto. "È la conferma che tutto andrà
cambiato dentro il partito"
è la sua convinzione.
Detto questo, che il
"predellino" versione 2012 ci sarà è certo, per il momento viene
solo rinviato all'autunno, magari tra novembre e dicembre. Proprio come nel
2007, quando potrebbe essere troppo tardi per organizzare ammutinamenti. Paolo Bonaiuti che scorge
intorno allarmismi "ingiustificati ", predica cautela, perché
"se e quando un cambiamento maturerà, sarà compiuto nel rispetto di tutte
le regole".
Ma sono rassicurazioni che sembrano non funzionare. Si contano già una
quarantina di parlamentari Pdl pronti allo strappo. E a dare continuità alla
linea di "responsabilità " del governo Monti. Le retromarcia dettata
in mattinata dal Cavaliere sul ritorno a "Forza Italia" non ha sedato
affatto gli animi. Tutto è tornato in fibrillazione nei gruppi berlusconiani di
Montecitorio e Palazzo Madama.
Il fatto è che una campana d'allarme è risuonata nel mondo cattolico. Il
ritorno sulla scena dell'ex premier ha in qualche modo fatto chiarezza anche
all'interno della Cei. Raccontano come anche il presidente della Conferenza
episcopale Angelo Bagnasco si sia fatto a questo punto una ragione della
impossibilità di "investire" su un'intesa Casini-Alfano.
Convintosi ormai, come già da
tempo il Segretario di Stato Tarcisio Bertone, che Berlusconi
non sia più un'opzione spendibile al cospetto dei cattolici italiani.
All'interno dell'assemblea dei vescovi solo l'ex presidente Camillo Ruini resta
convinto che il Cavaliere vanti ancora un patrimonio elettorale di cui tenere
conto.
Per il 20 luglio era in calendario un nuovo rassemblement di politici e
associazioni cattoliche quali Acli, Fuci, Azione cattolica. Una sorta di Todi 2. Appuntamento congelato,
ma che da qui a qualche giorno invece verrà fissato per una nuova data. Tra i
partecipanti previsti, Casini, Fini, Pisanu, ma anche ministri di area quali
Riccardi e Ornaghi, una relazione dovrebbe tenerla anche il segretario Cisl
Bonanni.
L'aggregazione che si sta ricreando attorno alla calamita centro-cattolica ha
un principio di fondo: la prosecuzione della linea europeista del governo
Monti. Quindi, in prospettiva, un'alleanza (post elettorale) con il Partito democratico.
Certo, molto dipenderà dalla legge elettorale. I neo-centristi (area Pdl più terzopolisti)
puntano dritto sul proporzionale con un premio che garantisca la governabilità.
Proprio per essere nelle condizioni di costruire un'alleanza con il Pd
all'indomani del voto.
Quel che è certo è che al risveglio dopo un week-end da shock, il Pdl si ritrova sull'orlo della
doppia scissione. Già ieri a Palazzo Madama gli ex An si sono interrogati a
lungo sulla opportunità di dar vita da subito a gruppi autonomi. Matteoli e i
suoi non ci stanno. Gasparri tentenna. Altri, a cominciare da La Russa, sono
sul piede di guerra. Alemanno anche.
Se ne contano una quarantina tra Camera e Senato. Ma proprio a Palazzo Madama
sono ripresi più intensi di prima i contatti tra l'area di Beppe Pisanu e Pier
Ferdinando Casini, appunto. E alla Camera sono in gran fermento anche i filo
Monti. Da Frattini
alla Carfagna. "Non mettiamo limiti alla divina provvidenza" l'ha
buttata lì l'ex ministro degli Esteri quando, all'incontro in programma alla
Farnesina, il premier ha ricordato che il suo mandato è a termine.
Ma anche Gaetano Pecorella si dice ormai pronto a "un centro politico
forte". La trama politica torna a tessersi al centro. "Tutti coloro
che nel Pdl speravano in buona fede nel rinnovamento hanno avuto un brusco
risveglio, c'è chi si nasconde e chi guarda altrove", osserva Roberto Rao, braccio destro
di Casini. Il cantiere, in ogni caso, è riaperto.
Ti piace questa storia..?
|
|
|
Ricevi gli aggiornamenti ogni giorno! Abbonati!
|
Seguici!
|

Pubblicato da Lucrezia Pagano
il giorno 17.7.12. per la sezione
Press Room,
Punti di vista
.
Puoi essere aggiornato sui post, i commenti degli utenti e le risposte utilizzando il servizio di
RSS 2.0.
Scrivi un commento e partecipa anche tu alla discussione su questo tema.