Non mi candido: Monti ha capito e condiviso le mie ragioni
Rilancio Monti federatore dei moderati: ne parlerò presto con il presidente Martens
Elezioni: in troppi hanno sacrificato propri sogni per l’opportunità di un rinnovo in Parlamento
Porcellum: favorisce alleanze su convenienza e non su un progetto
A novembre scorso avevo deciso di sostenere l’Agenda Monti perché fortemente ancorata ad un consolidato e qualificato impegno di rilancio dell’Italia prima di tutto. Un lavoro che negli ultimi 13 mesi ha permesso al nostro Paese di tornare protagonista in Europa e nel mondo, perché ritenuto affidabile e fortemente impegnato nella lotta al populismo, all’euroscetticismo e alla corruzione dilagante: i veri mali che in questi anni hanno logorato i partiti, generando lo smarrimento e l’astensione dell’elettorato responsabile.
Ho quindi apprezzato il progetto
“Scelta Civica” voluto dal presidente Monti: un’offerta politica di rilievo, con un programma realistico e credibile, lontano dalle solite invettive, scontri e false promesse di campagna elettorale.
Decisione che certamente
non mi allontanerà dall’impegno per i miei ideali e per i miei valori europeisti, e ciò in vista di un obiettivo, così ambizioso ma necessario, per il quale mi sono battuto in tutti questi anni:
la creazione di un Ppe italiano ed il rafforzamento dell’integrazione politica dell’Europa.
In troppi hanno sacrificato i propri sogni per l’opportunità di un rinnovo del mandato parlamentare. Sono i difetti del
Porcellum: una legge elettorale obbrobriosa che depreda i cittadini del diritto di scelta, che soffoca la spontaneità del dibattito, e che non protegge l’importanza di alleanze politiche basate su un progetto anziché su una convenienza. Così come
non è stato per convenienza che ho svolto funzioni istituzionali e parlamentari nell’ambito di Forza Italia e poi del Pdl, e
mi sono distaccato per ragioni di sostanza e non certo di interesse.
Sono molto grato al presidente Monti per avermi fortemente voluto tra i protagonisti della prossima competizione elettorale, ma, come avevo deciso qualche settimana fa e come ho avuto modo di confermare ieri allo steso presidente, la mia scelta resta quella di continuare a sostenere quel progetto ideale come presidente della Fondazione Alcide De Gasperi e come responsabile della politica estera del
Ppe – e quindi
senza una ulteriore candidatura.
Queste ragioni sono state condivise dal presidente Monti. Non solo.
Resta e si rafforza quell’appello che qualche mese fa gli rivolsi: l
’avvicinamento al Ppe e un passo successivo come possibile federatore dei moderati italiani.
Franco Frattini
10.1.13 |
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di Mario Ajello
Insomma, onorevole Frattini, lei si candida al Senato con Monti oppure no? «Sto valutando e ne parlerò di sicuro con il presidente, al più presto. La cosa che non mi piace è che le candidature di chi viene dall`area del Pdl vengano considerate da una parte della coalizione montiana come qualcosa di appena tollerabile, come la parte meno presentabile dell`offerta politica del premier».
O vi vogliono davvero o non se ne fa niente? «Una cosa va chiarita, per quanto mi riguarda. Io non sono nè un naufrago nè una persona in cerca di poltrona. Ho una poltrona bellissima, quella di magistrato, che mi sono conquistato tanti anni fa tramite un concorso molto difficile».
A quali condizioni correrebbe al fianco del Professore? «L`aspetto attraente di un`ipotesi di candidatura al Senato è quello di poter continuare un impegno europeista e internazionale. Per il quale, lungo gli anni, ho maturato una notevole esperienza».
Berlusconi ha appena detto: Frattini non va con Monti, ha altre mire. «Non nego che essere candidato dell`Italia alla Nato è un onore particolarmente grande. E non posso negare che il principale sponsor di questa mia candidatura internazionale è stato proprio il presidente Monti, e prima ancora il presidente Napolitano ».
Che percentuali ci sono di una sua candidatura al Senato: 50 e 50? «La percentuale dipende dai colloqui che avrò con Monti. Io non sono arruolabile tramite indiscrezioni giornalistiche. Sono uno che ha arte e parte».
Il rischio è che gli ex berlusconiani restino in mezzo al guado? «Ho parlato di recente con Berlusconi e gli ho detto: dissento dalla nuova linea del Pdl. Ma uno può condividere il progetto Monti anche stando fuori dal Parlamento italiano e lavorando nel Ppe. Sono appena stato confermato dal presidente Martens come coordinatore del gruppo politica estera dei popolari europei».
Non crede sia un peccato l`assenza di una lista degli ex Pdl alla Camera nella coalizione di Monti? «Secondo me, è molto meglio che non ci sia questa lista. Avrebbe rappresentato la bad company, quella dei transfughi da un partito che trovano riparo altrove. Oltretutto, io avrei preferito una lista unica anche a Montecitorio».
E allora che cosa faranno gli ex berlusconiani? «Hanno due possibilità. O candidarsi al Senato, secondo i criteri sacrosanti previsti da Monti, oppure concorrere al successo della lista della società civile con il nome Monti alla Camera, appoggiando candidati ritenuti validi».
Lei farà così, se non decide di gareggiare per palazzo Madama? «Sì, i candidati mi piaceranno. Perchè i nomi ancora non li conosco».
Come può piazzarsi, nei risultati elettorali, l`area Monti? «Non avrà un successo, se sarà soltanto l`ago della bilancia. Credo a un progetto che, per avere successo, deve essere maggioritario. Questa offerta politica è ancora poco conosciuta e ha una notevole capacità di espansione. Presenta dei contenuti non ancora ben esplicitati in termini di concretezza».
Quali, per esempio? «L`abolizione dell`Imu. Penso che Monti sia convinto che l`Imu sia stato un male grave ma necessario. E credo che il presidente voglia ristrutturare questa tassa. Ciò va spiegato con argomenti che dimostreranno la fattibilità della cosa. Se ci si limita a parlare, come fa il Pdl, dell`aumento delle imposte sui tabacchi e sui giochi, non si dà una spiegazione che resiste alle obiezioni».
Berlusconi che cosa può dare ancora alla politica? «Può essere l`ispiratore di una visione liberale e solidale, quella che fece nascere Forza Italia. Ora però il sogno del `94 non lo riconosco più».
Che cosa dovrebbe fare Monti, per convincerla a candidarsi? «Non dovrebbe fare niente di particolare. Soltanto una riflessione approfondita, non per convincere me a candidarmi ma per valutare insieme un contributo a un progetto che mi piace».
6.1.13 |
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Il programma proposto dal presidente Monti presenta qualità contenustistiche importanti all'insegna della continuità e di un riformismo non ideologico già avviato in questi 13 mesi di governo. Si tratta di provvedimenti pensati non per “accontentare” categorie, lobby o corporazioni, ma, al contrario, che hanno inteso ed intendono garantire un'innovazione ed una migliore condizione economica e sociale a tutto il Paese e ai suoi cittadini. Senza alcuna distinzione di classe e appartenenza.
Un'offerta politica certamente nuova e che - per la prima volta dopo anni di scontri, protagonismi e antagonismi - potrà permettere all'Italia di far tornare il bene comune ed il cittadino al centro del dibattito e delle scelte delle istituzioni.
Dai temi etici più importanti, alle prospettive sociali, dall'assetto economico al rilancio della produzione, parliamo di una nuova azione politica, seria ed autentica, che prende le distanze da certi conservatorismi e da quel "vetismo", di destra e di sinistra, che gli intenti di Vendola e Fassina, ad esempio, vorrebbero promuovere e rafforzare.
Non è il momento di tornare a stagnare, ma di pensare a crescere. Un obiettivo che possiamo raggiungere solo ed esclusivamente se guardiamo avanti, togliendo i paraocchi e spostando l’attenzione sul bene dell’Italia prima di tutto: non dobbiamo avere paura di investire nel nuovo, nel futuro, e quindi nelle giovani generazioni.
2.1.13 |
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Un discorso nitido e distinto quello del Presidente della Repubblica. Ricco di speranza e verità nel delineare il percorso che il nostro Paese dovrà intraprendere nei prossimi mesi se vorrà superare le tante incertezze e rendere il quadro economico e politico del Paese meno oscuro del passato.
Un messaggio toccante ed europeista, che esorta, ancora una volta, a voler cercare nell'Europa le soluzioni all'uscita dalla recessione e al rilancio dell’economia. Un passaggio chiave che mi auguro riesca a scuotere la coscienza di tutte quelle forze politiche che si apprestano a raccogliere consensi elettorali con toni e slogan euroscettici ignari dell’unica conseguenza possibile di un simile atteggiamento: l’isolamento del Paese e la condanna all’irrilevanza internazionale.
Il Presidente Napolitano in questi anni ha lavorato per l’Italia con saggezza e visione, con umiltà ma anche con decisione. Un contributo alto e di qualità che lascerà certamente una traccia positiva nel lavoro delle istituzioni, così come in quelle forze politiche che hanno voluto e saputo interpretare con correttezza e rispetto il senso delle sue esortazioni
1.1.13 |
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