Sallusti/Frattini: no a carcere per i giornalisti, niente scuse di esscessiva complessita' giuridica


Il rinvio di ieri da parte del Senato della norma che dovrà correggere l'incivile ingiustizia di carcerazione per un fatto di opinione costituisce un fatto estremamente grave.

Non valgono le scuse della complessità giuridica di questa materia. Si tratta di materia che tocca diritti fondamentali della persona ed in questo caso dii un direttore di giornale come Alessandro Sallusti che dovrà pagare tra breve quel che in nessun altro paese europeo e' stabilito o sara' mai stabilito: cioe' la perdita della liberta' per avere espresso liberamente, o consentito che altri esprimessero, il proprio pensiero.

Uno scatto di reni urgente forse puo' ancora arrivare in tempo.






17.10.12 | Posted in , , , | Continua »

L'intesa con l'Udc, unica strada possibile»


Intervista di Franco frattini a L'Opinione
di Pietro Salvatori

Si sfiorano in questi giorni a Bucarest Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini. Entrambi di scena nella capitale romena in occasione di un vertice del Partito popolare europeo che si configura come una tappa importante nei futuri assetti del centrodestra del Vecchio continente. La due giorni dovrebbe produrre un manifesto politico, attraverso il quale il centrodestra europeo, Merkel permettendo, chiederà all'Unione di dare una svolta in positivo alle politiche di sviluppo, oggi ancora troppo marginali, nel tentativo comunitario di arginare la crisi. Ma soprattutto darà la possibilità alle colombe di Pdl e Udc di tessere la tela di una possibile intesa in vista delle prossime elezioni politiche. 

«Casini non può riconoscersi nella carta d'intenti siglata dal centrosinistra in vista delle primarie. Sposta il dibattito su quel versante in maniera netta su posizioni simili a quelle di Nichi Vendola» commenta Franco Frattini, raggiunto da L'Opinione mentre è in procinto di prendere il volo per la Romania. L'ex ministro degli Esteri è anche il gran tessitore azzurro dell'alleanza con i centristi. 

Il vertice di Bucarest potrebbe avvicinare le due formazioni politiche in vista delle elezioni? 
Mi auguro intanto che ci sia una larga condivisione di tutti sul manifesto politico per lo sviluppo dell'Europa che verrà proposto all'attenzione dei convenuti. Il documento è un grande stimolo per consolidare le aggregazioni politiche già esistenti e che si rifanno ai valori del popolarismo europeo, e a crearne delle nuove. 

Ogni riferimento al caso italiano è puramente voluto? 
I moderati devono unirsi anche in Italia. Nella due giorni sono previsti gli interventi di Alfano e di Casini, che probabilmente veicoleranno due messaggi coincidenti. Mi sembra siano maturati i tempi per lanciare una Costituente popolare italiana. Un percorso che si annuncia lungo e accidentato. Ma sarà necessario farlo, anche perché l'impulso del Ppe va in questa direzione. Il presidente Wilfried Martens, con cui ho più volte parlato, non nasconde il suo desiderio che anche in Italia si proceda speditamente in questo senso. Le diplomazie sono al lavoro. 

A Bucarest si confronteranno? 
Visto il forte incoraggiamento, spero che gli incontri a margine che sicuramente avverranno recepiscano tali istanze

A che punto è il dialogo con l'Udc? 
Il confronto tra i due partiti non si è mai interrotto. Sono comprensibili le ragioni tattiche, tali per cui nessuna delle formazioni che si appresta ad affrontare le prossime elezioni politiche vuole anticipare il proprio gioco prima che lo facciano gli altri. Ma il discorso è ormai abbastanza maturo. 

Ma qual è lo stato dell'arte? 
Stiamo lavorando intensamente dal basso. Si è sviluppato un intenso dibattito a livello di fondazioni. Gli scambi tra la fondazione "Alcide De Gasperi", che coordino, e la "Luigi Sturzo", che fa capo all'Udc, stupirebbero per il livello al quale sono giunti. Così si creano basi solide per impostare qualunque tipo di discussione futura. Casini ha imposto come condizione un passo indietro da parte di Berlusconi. 

Lo si può dare per certo? 
In ogni sua decisione il presidente è stato molto riflessivo. Prima di annunciare la sua disponibilità a svolgere un ruolo diverso da quello del frontman ha lasciato passare alcune settimane di silenzio. Questo significa che la sua è una scelta meditata. D'altronde, quando si dimise nel novembre scorso, fece una valutazione analoga. 

Guardare al centro precluderebbe l'ipotesi di una possibile alleanza con la Lega? 
Non vedo le due cose in alternativa. Lega e Udc non sono necessariamente in contrapposizione. Una strada potrebbe essere quella di una federazione di partiti, come avviene in Germania tra Cdu e Csu, che poi cerchi possibili alleati. 

Questo scenario come si combina con l'ipotesi di spacchettare il Pdl in più liste? 
Occorre partire dai programmi. Se c'è concordanza sulle priorità da affrontare nel prossimo futuro, il problema di quali e quante liste passa in secondo piano. Certo, se qualcuno pensa che l'esperienza del governo Monti sia da archiviare, sappia che questo non è nel programma dei popolari europei. Ma una scissione in questa fase è veramente all'orizzonte? In questo momento vedo molti tatticismi. Mi auguro che la legge elettorale che si farà premi il partito di maggioranza relativa. In questo modo si favorirebbe l'unità del centrodestra, e non si ripeterebbero coalizioni forzato come si sono viste in passato. 

Le piace la bozza Malan su cui discuterà il Senato? 
E' un buon punto di partenza. Certo, come detto ho qualche perplessità sull'attribuzione del premio di maggioranza. Ma la priorità è archiviare il Porcellum. Ma con il modello che propone la maggioranza di governo si definirebbe solo dopo le elezioni. 

Non le sembra un passo indietro? 
A mio avviso ogni partito che si presenta davanti agli elettori dovrebbe fare le primarie per individuare un candidato premier II candidato del partito di maggioranza relativa avrebbe poi l'onere di tentare di formare un governo dopo le urne. 

Però se faceste prima l'alleanza con l'Udc... 
Se vogliamo vincere è quella l'unica strada. 

Scommetterebbe un euro sul buon esito delle trattative? 
Anche due.





17.10.12 | Posted in , , , | Continua »

BUCAREST 2012: Franco Frattini presenta la sessione sulla politica estera




EPP roundtable on neighborhood policy 
“New challenges and opportunities: Europe and the responsibility of its neighbors”
Bucharest – 18 October 2012 - (THE PEOPLE'S HOUSE - SALA D. OMULUI)
9.30 – 11.30 


Moderators:
M. Franco FRATTINI, former Foreign Minister of Italy and former Vice-President of the European Commission
M. Mario DAVID, EPP Vice-President and Head of the European Parliament Delegation for relations with Mahreq countries

Opening speech:
M. Wilfried MARTENS, EPP President and former Prime Minister of Belgium

Keynote speech:
M. Fouad SINIORA, former Prime Minister of Lebanon

Guest speakers:
M. Abdelfattah MOUROU, Founder and Vice-President of Ennahdha – Tunisia
His Beatitude Gregorios III Laham, Patriarch of Antioch and of All the East, of Alexandria and of Jerusalem of the Melkite Greek Catholic Church
M. Nabil SHAATH, former Foreign Minister of the Palestinian Authority
M. Riccardo MIGLIORI, President of the Parliamentary Assemby of the OSCE
M. Jean-Claude MIGNON, President of the Parliamentary Assemby of the Council of Europe (tbc)

Comments:
M. Elmar BROK, Chairman of the Foreign Affairs Committee of the European Parliament
M. Arnaud DANJEAN, Chairman of the Security and Defense Sub-Committee of the European Parliament

Discussion with Members of the European Parliament, National Parliaments and EPP Member Party Representatives

Concluding remarks: M. Franco FRATTINI





16.10.12 | Posted in , , , , | Continua »

Segui il Congresso del PPE a Bucarest



Segui il Congresso
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YouTube: videos of the Congress will be avaiable onhttp://youtube.epp.eu



Il programma del Congresso, le mie relazioni


Wednesday 17/10:
09:00 - 11:00 : Resolution Committee (SALA D. OMULUI)
09:00 - 13:00 : Sideline Programme (meetings of the EPP Member Associations, CES and related organisations)

11:30 - 14:30 : EPP Presidency

14:15 - 18:15 : Election EPP President

15:00 - 19:15 : EPP Congress 1st Plenary Session (SALA CUZA):
Welcome by the Chairmen of PDL and UDMR (RMDSZ)
Reports of the EPP President , EPP Secretary General and EPP Group Chairman
Presentation, discussion and VOTE of the Congress Platform + Manifesto
Interventions by Party Chairmen and Associations
Speeches by Heads of State and Prime Ministers and the Presidents of the European Council and European Commission
Proclamation result election EPP President
Nomination for election of the EPP Secretary General by the EPP President

19:30 - 22:30 : Dinner for the Congress delegates hosted by the EPP Group (SALA UNIRII)

19:30 - 22:30 : EPP Summit Heads of State and Government (dinner) (SALA TITULESCU-SALA D. OMULUI) (Restricted to the members of the EPP Summit - strictly upon invitation)


Thursday 18/10:09:00 - 10:30 : EPP Group Study days (SALA BRATIANU)

09:30 - 12:30 : Election EPP Secretary General, 10 Vice-Presidents and Treasurer

09:30 - 11:30 : Congress Sections (1/2/3) on Actual Political Issues
Section 1: "Strengthening the European Economy in light of global challenges" (SALA IORGA)
Section 2: "Preserving Europe for future generations: Towards green and sustainable economy" (SALA BALCESCU)
Section 3: "New challenges and opportunities: Europe and the responsibility of its neighbours" (SALA D. OMULUI)

11:30 - 13:30 : EPP Congress 2nd Plenary Session (SALA CUZA):
Voting on the Congress Resolutions
Interventions by Party Chairmen and Associations
Speeches by Heads of State and Prime Ministers
Proclamation result election EPP Secretary General, Vice-Presidents and Treasurer

13:30 - 14:00 : Press Conference (SALA SPIRU HARET)

13:30 - 15:00 : Lunch hosted by PDL (SALA UNIRII)





16.10.12 | Posted in , , | Continua »

Frattini says EPP will prioritise Arab Spring nations


Interview with NEWEUROPE


BY PETER TABERNER

Franco Frattini, the chair of the EPP ad hoc group on foreign policy, has revealed that the Arab Spring countries, international and transatlantic relations, and religious and human rights will be the overseas priorities at the EPP congress that will take place in Bucharest on 17-18 October.

The situation in Syria is particularly serious after the recent tensions with Turkey, the fear of the civil war escalating has now prompted the United States to deploy troops on the Jordanian border as a protective measure.

Frattini explained: “We will be discussing the position of Syria at the EPP congress, I would want Europe to take a much stronger stand than is currently being taken. Looking at the situation with Turkey we will give them confidence and solidarity when it comes to dealing with refugees, where there are currently a 100,000 of them in Turkey.”

We are looking for a capital impact in Syria in terms of promoting human rights and religious rights that will protect the practising Christian minority, something that we hope will grow across the Middle East. We are looking for a resolution of the situation and there will be considerations on this from the party leader President Martens.”

Libya, having overthrown its tyrannical dictator Muammar Gadaffi have made their experiments into democracy, where last July’s elections produced a surprising victory for the liberal National Forces Alliance (NFA).

However in September the NFA’s saw its prime ministerial candidate, Mahmoud Jibril, beaten by two votes in favour of Mustafa Abushagur, many believed he would be the compromising candidate, but his leadership eventually disintegrated after his choices in the cabinet list.

Now Libya is left without a strong government at a vulnerable time following the assassination of US ambassador Chris Stevens in Benghazi, leaving a power vacuum.

I know the situation quite well in this country that has overthrown a dictator like Gadaffi. We need to help Libya, we need elections to achieve a definitive result in the country to fill in the current power gap, and to avoid what happened last time when the prime minister tried to reform government without the sufficient deference and the end result was negative.” Frattini commented.

The EPP aims to put forward proposals that we think will help to overcome their transitional phase, its imperative that the US is involved in stronger cooperation with Libya, even if they are not the main protagonists, the fact that the US participates in the country’s reform is extremely important after what has happened” Egypt is also amid its own transitional period after overthrowing a dictator, after ending the 30 year reign of Hansi Mubarak, and they recently celebrated the first 100 days of President Mursi’s reign. Celebrate would be an apt word, as a recent poll taken by the Egypt Centre for Public Research revealed that 79% of the respondents were happy with their leader.

Mursi has weakened the influence of the military, retiring several generals from positions of influence.

Although there continues to be economic problems with shortages in basics such as fuel and bread, and there have been an increased level of strikes from different sections of the Egyptian economy.

Frattini expressed his belief in President Mursi following his visit to Rome, where he met the Italian President Napolitano and Prime Minister Mario Monti, and he highlights Italy’s economic partnership with Egypt, plus the fact that there are 700,000 Italian tourists who visit the world class sights on offer in this part of north Africa.

He said: “I think that the most important thing is to get the concrete improvements in the economy, previously I have proposed a ‘Marshall Plan’ style initiative to help the economy recover.” Frattini stated. “Due to the economic difficulties in Europe its been difficult to have a direct influence, although thanks to the contributions of international institutions like the World Banks and regional African banks, there are economic plans in place.” Like in other Arab Spring countries, social rights are also a concern for Frattini. “We have seen that Egypt is a country that is not always a country that accepts foreign impositions, but like in other Middle East and African countries we want to see that the rights of Christians are being honoured.”

As pointed out the involvement of the US is paramount for security in this still vulnerable region, Republican presidential candidate Mitt Romney has recently voiced his disdain for what he perceives as the Obama administration’s weakness in taking advantage of “An historic opportunity to win new friends who share our values in the Middle East, there is a longing for American leadership.” Both candidates will debate foreign policy in their final showdown on the 22 October.

In the most up to date poll of polls from Real Clear Politics, Romney now leads the incumbent by 1.5%, although that does not concern Frattini too much.

Of course the EPP is willing to work with either candidate and so far we have worked well with President Obama and Hilary Clinton over the last four years, and we are sensitive to the fact that there are presidential elections taking place.” He enthused.

We wish that there is a strengthening of American co-operation with Europe over issues such as the Middle East. At the same time I want Europe to step up and have a more active stance, to take the initiative over important areas such as security, and not just rely on and leave it to our ‘big brother’. to do the job for us.”

The congress the EPP hope will feature contributions from its head and non-heads of state and government, all 13 EPP members of the European Commission and all of their 264 MEP’s, but what is the message that they hope to spread at the gathering to the rest of theEuropean Union?

Frattini wants the EU to be a stronger political union, and not just one that facilitates an economic system: “What I hope will happen is that the EPP will adopt a position on political union as an economic one just is not strong enough, and talk about having a United States of Europe. I would like to see the party fully committed to that, this is all part of seeing the Europe of the future being protagonists on the international scene.”

It’s a vision that is being greeted with increasing scepticism across Europe, with antiEuropean sentiments increasing in Germany, and even murmurs of support from the UK’s main political parties for a referendum on its European participation.

Frattini is wary of the anti- European feeling, but still has infectious enthusiasm for political union: “I am afraid about the ultiplication of European sceptic tendencies that has even hit Italy. In the EPP we will have these debates over more European integration.”

“It is more of a global world and Europe and its citizens would benefit if there were less divisions between the member states, I hope that countries will understand that integration is the right way forward.” An optimistic foresight indeed.




15.10.12 | Posted in , , , , , , | Continua »

Dibattiti Adnkronos. Frattini: Lombardia, prima si vota meglio è. Bene le primarie

Franco Frattini a "Dibattiti Adnkronos" con i giornalisti Vittorio Amato e Giuseppe Leboffe

 Il responsabile Affari esteri del Pdl ed ex ministro degli Esteri ospite dello spazio 'Dibattiti Adnkronos' interviene sul caso Lombardia e la candidatura del centrodestra per la presidenza: ''Albertini proposta eccellente, dopo 17 anni epoca Formigoni può terminare''. E propone "una grande assise" prima delle elezioni politiche per andare "oltre il Pdl" verso la "Costituente popolare". Sulla Nato: ''Un onore essere candidato a segretario generale''.

In Lombardia "prima si vota meglio è". Lo dice Franco Frattini, ospite dei 'Dibattiti Adnkronos'. "Ci sono degli argomenti - sottolinea - che suggeriscono che si debba andare alle elezioni insieme alle politiche" per ragioni legate al risparmio sui costi. Tuttavia "qui credo che prevalga la questione politica, non possiamo dare minimamente l'impressione che si tiri a campare, prima si vota meglio è".

Quanto alla candidatura per la guida della Regione, Frattini ricorda che rispetto alla presidenza di Roberto Formigoni "sono 17 anni di governo". Occorre quindi pensare alla successione e l'ex ministro degli Esteri evidenzia "che il valore aggiunto della Lega ha funzionato, non lo butterei via. Ho sentito parlare di primarie, sono legato all'esperienza delle primarie, facciamo le primarie. A questo proposito ho sentito indicare la candidatura di Albertini, mi sembra un'eccellente proposta".

Riguardo all'agenda Monti, ''prosegua, la integriamo" dice Frattini, giudicando "molto sbagliato che questo richiamo non ci sia" nel manifesto presentato nei giorni scorsi da Pd, Sel e Psi. Nel merito dei contenuti, l'ex ministro rimarca che "la diminuzione delle tasse deve essere un obiettivo".

Mentre sulla legge elettorale propone non le preferenze, "ma collegi limitati con candidati scelti con le primarie, per evitare candidature indicate dalle segreterie dei partiti".

Frattini propone anche "una grande assise" prima delle elezioni politiche per andare "oltre il Pdl" verso la "Costituente popolare". L'ex ministro degli Esteri ritiene necessario chiarire i rapporti con la componente ex An: "Hanno accettato il manifesto del Partito popolare europeo, ma credo che di questo si debba riparlare. A volte ad esempio sento una vena di euroscetticismo, quindi a scanso di equivoci, facciamo un bel ripasso". E insiste sull'importanza di unire i moderati, augurandosi che durante il prossimo congresso del Ppe a Bucarest il progetto possa trovare impulso "nelle parole di Casini e Alfano, tanto più che Berlusconi ha fatto un passo indietro per favore l'unione dei moderati".

Parlando invece del Pd, dopo l'appello uscito oggi su 'L'Unità' a favore di una ricandidatura del presidente del Copasir, Frattini osserva: "E' vero che ci sono persone che sono in Parlamento da 25, 20, 18 anni, ma credo che la presenza di personalità come Massimo D'Alema arricchisca il Parlamento e in generale il dibattito politico, sia che dica cose condivisibili o meno". "Lo stesso - aggiunge - vale per Veltroni, anche se in questo caso ci troviamo in presenza di una scelta personale di non ricandidarsi che naturalmente rispetto".

Quindi la politica estera e la situazione in Siria. "Sosteniamo un piano del nuovo inviato delle Nazioni Unite - afferma Frattini - più robusto di quello che è fallito di Kofi Annan", anche creando "una forza robusta di peace-keeping". Inoltre, "sosteniamo molto le opposizioni siriane, aiutandole a trovare una loro road map comune e condivisa con la comunità internazionale". E sottolinea la necessità di intervenire di fronte all'"emergenza umanitaria".

Quanto alla sua candidatura a segretario generale della Nato, "quando si è candidati dal Presidente della Repubblica e dal presidente del Consiglio - rimarca - è un onore il solo essere stati candidati. Conoscendo bene queste vicende e questi negoziati, preferisco non aggiungere altro: nuocerebbe non alla mia persona, ma alla possibilità che l'Italia dopo 40 anni possa nuovamente avere un suo esponente alla guida della Nato".


Fonte: Adnkronos




15.10.12 | Posted in , , , , | Continua »

I tempi sono maturi per un Ppe italiano

Franco Frattini insieme al Presidente del PPE Wilfried Martens



Sulle colonne de Il Giornale Giuliano Ferrara ha scritto che c'è una sola via d'uscita per la destra liberale e popolare italiana in vista del 2013: una lista dal nome «Tutti per l'Italia»

Una riflessione che condivido da tempo e che ho sempre incoraggiato per non disperdere quel percorso che nelle idee e nei valori accomuna tutti i moderati italiani, ma che nei fatti resta ancora incompiuto a causa di pregiudizi e stereotipi che ammorbano il confronto politico

C'è un unico punto che andrebbe inserito nei prossimi programmi elettorali: l'Italia. Un impegno affinché, lungi da promesse entusiasmanti e da prospettive poco credibili di governabilità - come quella prospettata qualche giorno fa dall'alleanza democratici-progressisti- si continui a portare avanti un'agenda che nell'ultimo anno è riuscita a riscrivere i contenuti degli schieramenti politici, riaggregando le anime moderate del Paese secondo proposte e riforme approvati nell'interesse dell'Italia prima di tutto. 

C'è chi ha voluto sbianchettare l'agenda Monti dai propri manifesti. Spetta ai moderati, al contrario, intestarsela, convincendo gli italiani a sostenere una nuova piattaforma politica che valorizzi quei buoni propositi per l'Italia prima di ogni altra cosa. 

Se scrostiamo il confronto da pregiudizi personali e da alleanze fini a se stesse, prive di una visione e di comune sensibilità sui programmi, allora è impossibile non notare che Pdl, centristi e addirittura alcuni moderati del Pd risultano nei fatti già uniti. Si tratterebbe solo di suggellare questa intesa e di dare uno slancio politico al lavoro che l'attuale governo ha condotto in questa fase emergenziale.

Dopo anni di antagonismi e protagonismi, i moderati italiani possono stringere un patto di responsabilità che abbia come orizzonte il rilancio dell'Italia. Alla crisi dell'Europa dovranno rispondere con più Europa. Ai radicalismi - che non fanno quasi mai l'interesse di un territorio, ma di alcune categorie - rispondere con il rispetto e l'attenzione verso tutti i cittadini. All'emergenza rispondere con più crescita e progressivo calo delle tasse. Solo un'agenda visionaria può far uscire il Paese dalla palude. Ma sarebbe sbagliato pensare di farlo da soli. Perché, per parafrasare Alcide De Gasperi «solo se uniti saremo forti». E la maturità dimostrata nell'ultimo anno in Parlamento non può che confermarlo. 

Nel Pdl, gli eventi delle ultime settimane hanno dimostrato che i comportamenti indegni dei singoli si sono inevitabilmente ripercossi sull'intera squadra. Cosi come è un dato - sondaggi alla mano - che i centristi subiscono un'emorragia di voti. Due motivi validi per sedersi insieme attorno a un tavolo e cambiare regole e schema di gioco: prendere atto del fallimento dei rispettivi movimenti e andare oltre, verso il Ppe italiano. I tempi sono maturi: dobbiamo solo allinearci a quel cammino che i nostri fratelli del Ppe hanno già compiuto in molti altri Paesi d'Europa. Penso alla Cdu in Germania, al Partido popular in Spagna, e all'Ump in Francia. 

Qualche giorno fa, Angelino Alfano ha fatto un assist così diretto a Pier Ferdinando Casini che sarebbe ingeneroso non chiudere con un gol in porta. Segniamo. Magari a Bucarest, tra due giorni, quando al congresso del Partito Popolare Europeo ci ritroveremo nuovamente seduti accanto e, chissà, riusciremo a tirar giù anche il muro della discordia.

15.10.12 | Posted in , , , , | Continua »

Il premio alla coalizione è una droga che falsa il risultato elettorale


Intervista a Il Mattino
di Corrado Castiglione 


Non è giusto porre limiti temporali: la nuova giunta Formigoni deve avere l'agio necessario perché la Lombardia possa essere riscattata da porcherie inaccettabili che la gente non merita. Ne è certo Franco Frattini, ex ministro e deputato Pdl, che crede all'unità dei moderati, ma non per questo giudica da consegnare agli archivi della storia l'alleanza con la Lega. Tutt'altro: anzi, nella legge elettorale Frattini intravede ancora delle possibilità di un'intesa. Ma andiamo con ordine. 

Onorevole, la lettera del presidente Napolitano scandiscee un momento importante nel percorso della nuova legge elettorale. Lei resta fiducioso? 
«Senza dubbio. D'altro canto, se siamo giunti a questo punto è proprio grazie al continuo impulso che è arrivato in questi mesi dal Capo dello Stato. Anche l'ultimo appello dal Colle non è un generico invito del genere "mettetevi d'accordo", piuttosto è la sollecitazione a cercare un sistema che garantisca stabilità di governo». 

In particolare per il Pdl tutto questo cosa significa? 
«Dobbiamo cercare quelle modifiche che a nostro avviso possano dare al Paese una guida coesa». 

In che modo? 
«Ritengo sbagliato offrire un premio alla coalizione che vince. In Europa non esiste nulla di simile, se non in Grecia: ma non mi sembra questo il momento di prendere ad esempio il modello greco». 

Cosa sarebbe meglio fare? 
«Piuttosto il premio - piccolo - dovrebbe andare al primo partito». 

Perché alla coalizione no? 
«Perché si finisce per favorire la formazione di schieramenti forzosi, che hanno i numeri per governare ma non condividono necessariamente lo stesso progetto programmatico. La tentazione è forte, non per noi: il Pd ha l'acquolina in bocca, i sondaggi dicono che insieme a Vendola c'è la maggioranza, ma Bersani non considera i rischi di una coalizione forzosa di questo tipo». 

Rischi? 
«Negli ultimi anni sia centrosinistra che centrodestra, per ragioni differenti, hanno vissuto degli eventi traumatici. Il premio alla coalizione è una droga che falsa il risultato elettorale». 

Invece con il premio al partito... 
«In quest'altro modo si può favorire - dopo le elezioni e dunque non in maniera pregiudiziale - un'aggregazione tra i partiti politici che condividono più o meno le stesse idee. Il Pdl crede nell'Europa, nell'agenda Monti non riveduta, nella dismissione del patrimonio pubblico, nel progressivo calo delle tasse». 

Questo sistema elettorale può favorire l'unità dei moderati
«Certo, questo sistema può incoraggiare questo percorso». 

Vuole dire che a maggior ragione dopo la vicenda-Lombardia il patto con la Lega è da mandare in soffitta? 
«Niente affatto, il futuro dipenderà dalle singole scelte programmatiche, ma non è affatto scontato. Certo, quando sento il coordinatore regionale della Lega in Lombardia Salvini e le sue parole esagerate posso misurare quanto loro siano lontani dall'Europa e dal popolarismo. Però poi quando ascolto Maroni che parla col ministro Passera e gli industriali dell'attenzione alle imprese, mi faccio un'idea diversa: la Lega che punta al federalismo e all'efficienza della Pubblica amministrazione non è lontana dal modo di vedere del Pdl». 

In Lombardia è giusto azzerare? 
«Giusto azzerare, ma non lo è porre limiti temporali alla nuova giunta. Non si può negare che lì siano venuti fuori degli scandali indecenti: altro che i ladri di polli del Lazio, lì c'erano proprio i criminali... E va osservato: quell'assessore non si doveva proprio trovare in giunta e Formigoni, con generosità, l'ha sottolineato fin troppo tardi che lui era contrario alla scelta». 

Formigoni bis fino al 2015? 
«Sì, mi aspetto una giunta di alto profilo, ridotta nel numero degli assessori, che sappia riscattare la Lombardia da porcherie inaccettabili che la gente non merita».

13.10.12 | Posted in , , , | Continua »

Lazio, Incontro “Saggi”. Frattini: da qui possiamo cominciare a dare il buone esempio


Il caso Lazio è stato al centro dell'incontro avvenuto stamattina nella sede nazionale del Pdl, a Roma, tra i 'saggi' nominati dal segretario Alfano (presenti Franco Frattini e Manlio Contento, assente Rocco Crimi per motivi personali) e il coordinatore e vicecoordinatore regionale, rispettivamente Vincenzo Piso e Alfredo Pallone. In sostanza è cominciato il percorso che porterà alla definizione dei criteri per le candidature alle prossime elezioni regionali e in particolare se si opterà per il divieto alla ricandidatura per i consiglieri regionali uscenti o se si valuterà caso per caso.

"Rigore e trasparenza" saranno le direttrici lungo le quali agiranno i ' saggi', ha fatto sapere, all'uscita da via dell' Umilta', Frattini, il quale ha anche annunciato che la prossima settimana saranno ascoltati anche senatori, deputati ed europarlamentari eletti nel Lazio e stessa sorte tocchera' ai consiglieri regionali . Poi ci sara' la decisione.

L' obiettivo, ha aggiunto Frattini, e' quello di creare "un partito degli onesti, questa deve essere la stella da seguire. Noi vogliamo dare il buon esempio e si puo' cominciare dal Lazio".

Lunedi' i saggi torneranno a riunirsi per organizzare il lavoro e parlare anche della questione Fiorito. Sul tema Frattini e' stato categorico: "Va espulso" . Ma il provvedimento tarda ad arrivare perche' si sarebbe dimesso il presidente del collegio dei probiviri. Anche a questo Frattini, Contento e Crimi dovranno fornire una soluzione .


Fonte: Dire

11.10.12 | Posted in , | Continua »

Lazio: al via lavori Commissione dei saggi su posizioni consiglieri

Da questa mattina comincia il lavoro di Franco Frattini, Rocco Crimi e Manlio Contento per vagliare le singole posizioni dei consiglieri.

“Devo dire che sarà un lavoro molto duro, serio e severo che dovrà concludersi in un breve lasso di tempo”. Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, intervenendo a Radio anch'io, su RadioUno, dopo le dimissioni della presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, per lo scandalo che ha coinvolto il consigliere del Pdl Franco Fiorito e in vista delle prossime elezioni regionali .

“Io condivido quanto dichiarato a caldo dal nostro segretario Alfano. Non possono essere candidati gli attualiconsiglieri regionali del Pdl, sono pronto a sostenere questa linea. Nel partito bisogna capire, ripeto, che bisogna azzerare il gruppo e partire con scelte differenti”,  ha detto ieri Franco Frattini in un’intervistaal Messaggero.





11.10.12 | Posted in , | Continua »

Lazio: non ripresenteremo i consiglieri regionali uscenti


Intervista di Franco Frattini al Messaggero

di Mauro Evangelisti

Franco Frattini, già ministro e commissario europeo, con Rocco Crimi e Manlio Contento, fa parte del gruppo di saggi che dovrà pronunciarsi sulle future candidature del Pdl. 

Come state lavorando? 
«Nei prossimi giorni incontreremo il segretario Angelino Alfano. Dobbiamo fissare i criteri sulle candidature per evitare di ricadere nei difetti e negli errori riscontrati. Non vogliamo più personaggi inadeguati, per questo proporremo delle misure serie di selezione dei candidati. Dovrà prevalere la linea del rigore, poco importa se uno ha molti voti e molti tessere». 

Cosa ne sarà del gruppo consigliare uscente del Pdl? Farete distinzione tra chi ha responsabilità su quanto è successo o invece punterete all'azzeramento totale? 
«Io condivido quanto dichiarato a caldo dal nostro segretario Alfano. Non possono essere candidati gli attuali consiglieri regionali del Pdl, sono pronto a sostenere questa linea. Nel partito bisogna capire, ripeto, che bisogna azzerare il gruppo e partire con scelte differenti». 

Come vanno indicati i nuovi candidati? A quali criteri vi affiderete per evitare di rivedere un altro Franco Fiorito nel vostro gruppo consigliare in Regione? 
«Siamo ancora in una fase di riflessione. Certo dovremo affidarci a criteri che seguano una logica per scegliere persone che possano dedicarsi al servizio pubblico. Devono avere già dimostrato di avere capacità e qualità nella loro vita professionale e personale. Insomma, di sapere fare qualcosa. Non ci servono persone che non hanno né arte né parte. E soprattutto devono dimostrare di avere un attaccamento ai valori del centrodestra e dei Popolari europei».

Un'ultima cosa, Frattini. Ogni volta che si parla di candidature a incarichi importanti salta fuori il suo nome. Fu così nel 2008 per il Campidoglio, succede oggi per la corsa alla presidenza della Regione. Lei è disponibile a candidarsi a governatore del Lazio? 
«Per carità, non scherziamo». 

10.10.12 | Posted in , , , | Continua »

Pdl: da Berlusconi gesto di responsabilità


"E' un annuncio coerente con quanto fece Berlusconi lasciando il passo a Monti senza essere stato sfiduciato. Oggi e' lo stesso gesto di responsabilità per poter riunire i moderati italiani senza che vengano poste pregiudiziali personali. Questo e' un gesto che apre la strada alla sfida che da 15 anni stiamo cercando di vincere''. E' quanto affermato da Franco Frattini (Pdl) in diretta a Tgcom24 dopo il 
passo indietro di Berlusconi . 

Sull'ipotesi di scontri interni al partito spiega e auspica: ''Nel Pd c'è in corso un chiarimento con le primarie. Se all'interno del Pdl le posizioni fossero espresse in maniera trasparente, anche qui con il metodo delle primarie potremmo far emergere la soluzione migliore. Io non sarò mai tra coloro che sostengono la rottura dell' agenda Monti ad esempio. Candidato alle primarie? Ho preso un impegno per sostenere Alfano e il mio impegno e' ancora in piedi''.



9.10.12 | Posted in , | Continua »

Riformare il partito non basta. Serve una nuova forza moderata


Intervista di Franco Frattini al Corriere della Sera 
di Alessandro Trocino


Pdl: ormai persino il nome è oggetto di scherno 
L'orizzonte è il Ppe e la sua carta dei valori sarebbe una piattaforma a cui aderirebbero Passera e Montezemolo 
Servono le primarie per selezionare i parlamentari: ci vogliono cesoie da giardiniere 


«Rinnovamento? È una parola superata. Serve qualcosa di più forte, non si può andare avanti con questo Pdl e non basta riformarlo». Franco Frattini, già ministro degli Esteri e deputato, qualche tempo fa aveva spiegato che il Pdl è «precipitato in un abisso di moralità». Ma non è soltanto per questo che, sostiene, occorre cambiare tutto, o quasi. Il segretario Alfano parla di «resettare» il partito». «Non basta. Dobbiamo immaginare qualcosa di più forte». 


E una questione di nome? 
«Non solo, anche se so che lo stesso Berlusconi non lo ama più. Ormai questo nome, o brand come lo chiamano, è oggetto di scherno. E diventato l'acronimo di Partito delle liti o Partito dei ladri. Nessuno ricorda più il significato originale. E una cosa su cui le persone perbene non possono più transigere". 

Cambiare nome. E l'identità? 
«Occorre cambiare anche questa. Nel '94 c'era Forza Italia, un grande partito liberale di massa, nell'orbita del popolarismo europeo. E c'era An, con identità e valori di destra». 

E ora? 
«Ora lo dico con grande chiarezza: i valori di destra sono importanti ma il reset deve far nascere una forza popolare moderata, non conservatrice. Non possiamo tenere al nostro interno chi dubita dell'integrazione europea o chi ha in mente referendum populisti su euro e Europa. Penso alle parole di Bianconi, Meloni, Corsaro». 

Lei come lo vede questo partito? 
«Il mio orizzonte è il partito popolare europeo. Il 16 ottobre a Bucarest c'è il congresso del Ppe: è tanto difficile che Alfano e Casini dicano di riconoscersi nella carta dei valori che sarà adottata in quei giorni? Sarebbe una piattaforma programmatica alla quale aderirebbero anche Montezemolo e Passera. Altrimenti si crea solo confusione». 

Prima la sintesi la faceva Berlusconi. 
«È vero e ora c'è stata la balcanizzazione. Il Pdl sta esplodendo come accadde alla Jugoslavia. E, come allora, ognuno si porta la sua identità. La sintesi la può dare solo il popolarismo europeo». 

E Berlusconi non serve più? 
«Lui fa un ragionamento molto serio: il suo sogno è sempre stato unire i moderati italiani. Si tirerebbe indietro volentieri se trovasse qualcuno in grado di farlo». 

Ma nulla accade. 
«La triste verità è che molto dipende dalla legge elettorale. Se resta il Porcellum, rischiamo di condannarci alla sconfitta. Con una legge proporzionale ci potremmo aggregare in modo non forzoso». 

Proponendo chi come premier? 
«Non voglio tirare per la giacchetta nessuno, ma c'è un premier stimato come Monti che si è detto disponibile, in condizioni particolari». 

Difficile che si cambi davvero, però, la legge elettorale. 
«Già, perché il Pd assapora la vittoria. Ma sarebbe una grave responsabilità e rischierebbe di pagarla». 

I big del Pdl temono di essere rottamati. 
«Berlusconi non mi ha dato l'impressione di essere un Robespierre che vuole tagliare le teste. Però è vero che parla molto di rinnovamento generazionale e di immagine». 

C'è un futuro per l'establishment attuale? 
«Guardi, io sono molto simpatetico con i giovani formattatori, come il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo. Uno che ha sempre lavorato, da ingegnere, e i voti se li è guadagnati. Uno così è un modello per il partito. I formattatori li stimo e mi scambio tweet con loro. Ma non si può pensare di rifare un partito solo con loro». 

E quindi? 
«E quindi sceglieranno i cittadini con le primarie. Bisogna farle già per le prossime comunali a Roma e regionali in Lazio. E per selezionare i prossimi parlamentari. La prima cosa che gli americani chiedono ai candidati è: che lavoro fa?». 

Domanda che spiazzerebbe più di uno. 
«Ma la gente non ne può più di vedere gente catapultata, che non ha mai lavorato. Ci vogliono cesoie da giardiniere». 






8.10.12 | Posted in , , , | Continua »

Monti bis: partire dai programmi e non dall'eventuale spezzettamento dei partiti



La sfida a quel punto non sarebbe più personale, ma sui programmi: dopo il voto sintesi tra sigle e partiti per l'Agenda Monti 

di Paola di Caro

Per uno come lui che dall'inizio, anche scontando la diffidenza dei suoi colleghi di partito e sfidando i dubbi di Berlusconi, ha considerato Monti «un uomo in grado di fare il bene dell'Italia», l'endorsement di Luca Cordero di Montezemolo nei confronti del premier è da condividere. Come è da condividere per Franco Frattini, già ministro degli Esteri nel governo del Cavaliere, l'idea di dar vita a una Lista civica nazionale aperta soprattutto alla società civile che proprio all'agenda Monti si ispiri. Ma questo non significa che il Pdl o una sua componente debbano convergere in questo nuovo movimento: «I partiti vanno azzerati, rifondati, ripuliti, come per il Pdl ha annunciato di voler fare Alfano. Ma hanno ancora un ruolo importante che va difeso e rilanciato». 

Dunque alla «chiamata» di Montezemolo al dialogo con le «persone responsabili» che sono nel Pdl e nel Pd lei cosa risponde? 
«Che il punto di partenza per costruire qualcosa di utile e di chiaro per il Paese è partire dai programmi, non dall'eventuale spezzettamento dei partiti o dalla sovrapposizione di segmenti di essi per assemblare alleanze». 

Il programma potrebbe essere l'agenda Monti
«Proprio così. Vede, nel mio partito a parte i mugugni di alcuni, non c'è preclusione o rigetto dei cardini dell'agenda Monti, che ormai ha contenuti non più solo tecnici ma anche politici. Io la integrerei con due punti importanti: la nostra proposta di abbattimento del debito che, negli anni, potrà dare risorse per l'abbassamento delle tasse e l'abolizione dell'Imu e la proposta Squinzi di abolizione degli incentivi a pioggia in favore di sconti fiscali alle aziende. L'Udc e altri partiti moderati sostengono Monti tout court. La sinistra invece è divisa tra chi, come Renzi, accoglie l'agenda Monti e chi come Vendola propone un referendum contro la cosiddetta controriforma Fornero, e Sel sarebbe il primo alleato di Bersani». 

E chi sostiene l'agenda Monti, e dunque direttamente o indirettamente un Monti bis, cosa dovrebbe fare, correre assieme alle elezioni? 
«Qui si inserisce la variabile della legge elettorale: se, come io credo e spero, si supererà il Porcellum con le sue forzature che impongono un bipolarismo muscolare e si passerà a un sistema a base proporzionale con possibilità di scelta per i cittadini dei propri candidati e un premio non spropositato al primo partito, allora ogni forza potrebbe correre per proprio conto, sostenendo i propri programmi che avranno in parte una base comune". 

E alla fine voi del Pdl senza estreme, i centristi di Casini e Fini, la Lista civica di Montezemolo e magari una lista di Renzi vi rincontrereste in Parlamento a votare il Monti bis? 
«Beh, a quel punto, sarebbe possibile e probabilmente naturale che a fare la sintesi tra i contributi di partiti e liste che si ispirano alla sua agenda sia Monti stesso. E sarebbe questo il passaggio attraverso il quale Monti, da "tecnico" che peraltro oggi non è più, diventerebbe capo di un governo politico». 

Dunque non ci sarebbe più bisogno di Berlusconi candidato premier? 
«Con una legge elettorale proporzionale la sfida non sarebbe personalistica, ma sui programmi. E sarebbero sempre e comunque i cittadini a scegliere e a dare forza a questo o a quel partito. Anche quando ci si trovasse a sostenere idee e principi comuni, come io mi auguro che avvenga fra i partiti che si richiamano al Ppe, e questo già in occasione dell'imminente congresso che si terrà in Romania». 

Non teme che un Pdl in grave crisi, senza una leadership chiara, in preda a convulsioni da post scandali possa non reggere una competizione al centro? 
«No, se sapremo resettare completamente il partito, come ha annunciato di voler fare il segretario Alfano, con la cacciata di chi ha rubato, con l'esclusione dalle candidature di chi ha avuto condanne in primo o secondo grado...». 

Questo dovrebbe valere anche per Berlusconi? 
«Ma lui non è stato condannato». 

Se lo fosse al processo Ruby o Mediaset? 
«Finora è sempre stato assolto, e comunque le sue vicende sono alla luce del sole. Mi preoccupano i casi nascosti, i tanti Fiorito da spazzare via. Un Pdl rinnovato e con un programma che chiede più Europa, che non mette in discussione l'euro, che si ispira sui temi del lavoro all'agenda europea, ha la possibilità di competere al meglio».




1.10.12 | Posted in , , , | Continua »

“Agenda Monti” sia un tema condiviso, lungi da pregiudiziali personali


Non denigrare l’Agenda Monti: che sia invece un tema condiviso da tutte le forze politiche che in questi dodici mesi hanno sostenuto il programma del governo, permettendo all’Italia di iniziare a riscattarsi dalla morsa della crisi e del debito.

L’Agenda per l’Europa è l’unica strada possibile per trasformare le incognite del dopo Monti in un impegno dei partiti a voler precisare da subito i programmi di governo per il 2013.

Occorre indicare l’Agenda Monti come primo impegno da assumere nelle campagne elettorali. Non una promessa, ma un impegno. Perché non è ammissibile che quei provvedimenti che nell’ultimo anno sono stati adottati da una larga maggioranza vengano tra qualche mese cancellati con un colpo di spugna dagli stessi soggetti e da schieramenti che ragionano con il pallottoliere. 

Preoccupano le pulsioni euroscettiche, le richieste di referendum di chi definisce le riforme di Monti come macelleria sociale, i dubbi troppe volte enfatizzati sulle misure europee che il governo Berlusconi ha accettato nell'autunno 2011 e che Monti sta sviluppando e arricchendo.

Mi auguro diventino maggioritari nel centrosinistra i messaggi di alcuni esponenti del Pd che oggi hanno precisato che i principi dell’Agenda Monti devono travalicare i limiti di questa legislatura. Ma solo se lungi da pregiudiziali personali che non hanno nulla a che vedere con il proseguimento di un impegno di governo.

Sono certo che anche il Pdl scioglierà ogni riserva sulla necessità di proseguire con gli obiettivi di un’Agenda Europea che noi per primi, un anno fa, abbiamo concorso a definire nell’interesse dell’Italia prima di tutto.

Franco Frattini





29.9.12 | Posted in , , , | Continua »

Pd e Pdl spaccati. In tanti saltano sul carro del Prof


Tommaso Montesano per Libero
Veltroni a sinistra, Frattini a destra: ecco chi è pronto a sostenere un Monti bis


Un obiettivo, Mario Monti, l'ha già raggiunto: la sua disponibilità a fare il bis a Palazzo Chigi in caso di necessità ha spedito i partiti della sua «strana maggioranza» nel caos. Quello più in difficoltà è Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd, infatti, già pregustava una cavalcata trionfale, sull'onda del prevedibile successo alle primarie, verso Palazzo Chigi. Invece adesso rischia di vedersela con il premier, sul quale potrebbe convergere, oltre all' Udc e a Fli («è il premier più idoneo», ribadisce il presidente della Camera, Gianfranco Fini), anche Silvio Berlusconi. 

Non a caso Bersani, ieri, è tomato a sbarrare la strada a Monti: «È una risorsa del Paese, ma se vuole continuare senza maggioranza politica non è possibile». Basta con le «maggioranze di emergenza, stavolta dobbiamo diventare un Paese normale». Con un governo che «faccia più riforme rispetto a Monti». 

Eppure anche nel Pd l'ipotesi che Monti resti a Palazzo Chigi piace. Oggi a Roma saranno a convegno i promotori dell'appello affinché anche nella prossima legislatura detti legge l'«agenda Monti». Tra i promotori, ci sono Enrico Morando, Marco Follini, Paolo Gentiloni, Pietro Ichino, Salvatore Vassallo e Stefano Cercanti. Al gruppo sono vicini, seppure da dietro le quinte, due pezzi da novanta come Walter Veltroni e il vicesegretario Enrico Letta. E ai «montiani» si è a aggiunto anche Giuseppe Fioroni, leader dell'ala cattolica del partito, che ieri ha fatto capire a Bersani di dimenticarsi la premiership. E questo perché Monti «potrebbe anche mettersi alla guida di un movimento dei moderati ed allearsi alla grande forza riformatrice del Pd per dare vita a un govemo legittimato dal voto». Con il Professore a Palazzo Chigi. «Monti bis in campo, fermiamo le primarie», chiede non a caso il senatore Lucio d'Ubaldo. 

Acque appena meno agitate nel Pdl, dove la prospettiva del Monti bis non la esclude nemmeno Berlusconi.Del resto la locale «pattuglia montiana», ancorché mediaticamente meno esposta di quella democratica, c'è e si fa sentire. A capeggiarla c'è Franco Frattini. L'ex ministro degli Esteri è stato tra i primi a chiedere al partito di «tenere conto» della disponibilità di Monti. Ieri a lui si sono a 'unti il vicecapogruppo alla Camera Osvaldo Napoli («la disponibilità del premier è una carta preziosa da giocare»), l'ex sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano («la disponibilità di Monti costituisce un dato di rassicurazione perla politica»), e l'ex ministro Gianfranco Rotondi. Apre uno spiraglio anche Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, che vede «il Monti bis come extrema ratio». Ovvero, per dirla con Fabrizio Cicchitto, capogruppo a Montecitorio, «nell'ipotesi che nessuno dei due schieramenti vinca, oppure nell'ipotesi che pur vincendo numericamente uno schieramento sia così contraddittorio da non poter svolgere un ruolo di governo». 


Ecco perché Monti «rimane fermo sulla riva del fiume» ad aspettare. «Montianiani» sono pure l'ex ministro Raffaele Fitto, Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, e Giuliano Cazzola, vicepresidente della commissione Lavoro di Montecitorio. Contrari al Monti bis gli ex An. «Ma per carità, è ora che la politica torni ad assumersi le sue responsabilità», taglia corto Altero Matteoli.

29.9.12 | Posted in , , | Continua »

Violenza sulle donne: l'Italia firma la Convenzione



“La firma di oggi da parte dell’Italia della Convenzione europea per la prevenzione e la lotta alla violenza sulle donne è un passaggio fondamentale. Mi sono impegnata molto, con altre colleghe parlamentari di tutti gli schieramenti, perché si raggiungesse questo obiettivo

Tuttavia non finisce qui, ciò che conta veramente è l’attuazione della Convenzione. Per questo ho scritto al mio Capogruppo, l’On. Cicchitto, affinché nella conferenza dei capigruppo si faccia portatore della rapida calendarizzazione della ratifica di questo importante strumento internazionale, il primo giuridicamente vincolante in Europa per la creazione di un quadro giuridico completo per combattere la violenza tramite la prevenzione, l’azione giudiziaria e il supporto alle vittime.”

Così in una nota l’On. Deborah Bergamini, parlamentare Pdl, segretario della delegazione italiana al Consiglio d’Europa e parlamentare di riferimento per l’Italia della campagna del Consiglio d’Europa contro la violenza domestica.

27.9.12 | Posted in , , , , | Continua »

Anticorruzione: bene consenso bipartisan, ora dimostriamo che facciamo sul serio


Il consenso bipartisan arrivato da autorevoli colleghi a sostegno della proposta di sanzionare le malversazioni dei politici è un’ottima notizia. Adesso dimostriamo che facciamo sul serio: rilanciamo subito un patto nella maggioranza per l’approvazione di un emendamento al ddl anticorruzione che porti alla possibilità di confiscare soldi e beni a quei politici che si sono arricchiti alle spalle dei cittadini.

Il tempo sta per scadere e troppe restano le variabili e le incognite sul futuro. Non ci possiamo quindi permettere di rinviare, perché l’ennesimo scandalo è già alle porte.

Ai colleghi Maurizio Paniz del Pdl, Roberto Rao dell’Udc e Andrea Orlando del Pd - che si sono oggi espressi a favore del principio di confisca dei beni e dei soldi pubblici usati in maniera indebita dai politici – dico: facciamo l’ultimo tentativo. Senza stravolgere l’impianto del ddl anticorruzione, lavoriamo oggi ad un emendamento che serve a tutti i partiti per recuperare la credibilità e la vera natura della missione politica. 

Un appello ad accelerare rivolto anche al segretario del mio partito Angelino Alfano autore e promotore da ministro della Giustizia di quel il provvedimento. Presentare quell'emendamento in Senato è nelle corde di un rilancio di tutta la politica. Facciamolo e facciamolo oggi. Domani potrebbe essere già tardi.

Franco Frattini

26.9.12 | Posted in , , , | Continua »

Confisca beni a politici corrotti: consensi bipartisan alla proposta di Frattini


ANTICORRUZIONE -

 Il quotidiano Avvenire rilancia la proposta fatta da Franco Frattini proprio sulle pagine del quotidiano dei cattolici: approvare subito un emendamento al ddl anticorruzione che preveda la più grande stretta che ci sia mai stata contro i politici corrotti, ossia la confisca immediata e diretta di tutti i beni, mobili e immobili, soldi, palazzine e altre utilità acquisite con i fondi pubblici.

Sempre sulle pagine di Avvenire arrivano i primi consensi bibartisan alla proposta. A Roberto Rao dell'Udc non piace 'quando ci si mette a legiferare sull'onda delle emozioni. Però così come è formulata la proposta, per la persona che l'ha presentata (l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini, ndr) e l'obiettivo che c'è dietro, mi viene da dire: perché non ci abbiamo pensato prima? Sarebbe un segnale chiaro che la politica dà non tanto ai cittadini, ma a se stessa. Certi comportamenti sono da ladri, non da cattivi politici. E come tali ci vogliono dei provvedimenti che si applicano ai criminali, come la confisca'.

Maurizio Paniz del Pdl afferma: 'Io ci metto la firma i soldi bisogna sudarseli. Basta ai politici di professione, non ci sto ad essere paragonato a Fiorito. Lancio un appello ai miei colleghi al Senato: in un giorno si può cambiare il mondo, figuriamoci se non si possa scrivere un emendamento al ddl anti-corruzione.

Andrea Orlando del Pd si dice d'accordo sul principio, e fa un'altra proposta: 'noi siamo d'accordo, chi ha sottratto soldi pubblici deve restituire il maltolto. C'è la massima disponibilità per un'altra soluzione: Frattini presenti una proposta di legge, mi impegnerò perché la commissione Giustizia della Camera la approvi in sede legislativa, senza passare dall'Aula'.



RILANCIO DI AVVENIRE ED INTERVISTE DEI TRE ESPONENTI

Patto nella maggioranza, via i beni ai corrotti
Al Senato si studia un emendamento al ddl anticorruzione
E c'è una legge del 2007 che può essere applicata subito
Le parole dei partiti alla prova dei fatti: domani a Palazzo Madama scadono i termini per modificare il testo anticorruzione, c'è la possibilità di inserire una stretta contro chi si arricchisce con i soldi pubblici.

Già domani, quando al Senato scadrà il termine per presentare gli emendamenti al ddl anticorruzione, si capirà se i partiti fanno sul serio. Tra le correzioni potrebbe esserci la modifica proposta da Franco Frattini, ovvero la possibilità di confiscare soldi e beni a quei politici che si sono arricchiti alle spalle dei cittadini. «Come se fossero dei mafiosi», è la provocazione dell'ex ministro. Provocazione intorno alla quale cresce un consenso bipartisan, che attende però di essere tradotto in pratica. Solo il Pd ha qualche riserva, non tanto per lo strumento quanto per il timore che il Pdl inserisca nella partita altre correzioni meno condivise.

Intanto un pm esperto in materia come Francesco Menditto svela che una legge del genere già esiste dal 2007: può essere ripresa e perfezionata, specie allungando i tempi della prescrizione e applicando ai beni la stessa disciplina del codice antimafia. Perché oggi, quando scatta la fine automatica del procedimento, il patrimonio confiscato viene riconsegnato al proprietario". E la società civile? Aspetta con impazienza.

«Riusiamo quei beni per anziani, malati e disabili», grida Cittadinanzattiva, promotrice della campagna Ridateceli!". Reazioni positive alla proposta dell'ex ministro Franco Frattini: «Trattiamo i politici rubagalline come i mafiosi, togliamogli soldi e case»

Sono ben tre le norme che permettono il sequestro dei beni ai corrotti. La prima risale al 2000 e prevede che se una persona Intasa, ad esempio, un milione dl euro frutto della corruzione, o di altro reato relativo alla pubblica amministrazione, e i soldi vengono trovati, questi si possono confiscare sottraendoli alla disponibilità del colpevole. Se non si trovano si può confiscare una parte equivalente, ad esempio una casa del valore di un milione. Ma non si applica a tutti i reati relativi alla pubblica amministrazione, come il reato di abuso di atti d'ufficio. Poi c'è la norma del 2006, contenuta nella Finanziarla 2007, che come per i mafiosi prevede che a una persona che è stata condannata per un reato in materia di pubblica amministrazione, al di là di quello che ha intascato, possa essere confiscato tutto ciò che è sproporzionato rispetto al suo reddito. La norma è stata poi recepita nel Codice antimafia del 2011 che, però, ha eliminato la destinazione obbligatoria del beni a interventi di edilizia scolastica e per l'informatizzazione del processo. Infine nel 2008, le misure di prevenzione per la confisca sono state estese dai mafiosi a chiunque sia pericoloso e vive col provento del delitti. È i1 caso dei rapinatori, estorsorl, ricettatori, ecc. Ma devono essere reati ripetuti nel tempo, non occasionali. Nella procura di Lanciano, per la prima volta, l'hanno applicata anche agli evasori fiscali.


«Possibile integrare il testo anticornrzione ma la priorità è approvarlo»

La situazione è così grave che Roberto Rao, uomo-giustizia dell'Udc, fa uno strappo alla sua regola 'A me non piace quando ci si mette a legiferare sull'onda delle emozioni. Però così come è formulata la proposta, per la persona che l'ha presentata (l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini, ndr) e l'obiettivo che c'è dietro, mi viene da dire: perché non ci abbiamo pensato prima? Sarebbe un segnale chiaro che la politica dà non tanto ai cittadini, ma a se stessa. Certi comportamenti sono da ladri, non da cattivi politici. E come tali ci vogliono dei provvedimenti che si applicano ai criminali, come la confisca».

Si può fare già nel ddl anticorruzione? Certo, però ci terrei a mettere in ordine le cose. La priorità assoluta è approvare il ddl. La corruzione, nel suo insieme, è un affare da 60 miliardi di euro, solo l'Italia rappresenta la metà del fenomeno a livello europeo. Eppure assistiamo ad un paradosso: il testo ha mille padri, ma nessuno di loro vuole assistere al parto. Ad Alfano e Bersani lo dico chiaro e tondo: il primo segnaleper rimetterci in riga è dare il via libera al provvedimento. 

E possibile apportarvi ancora modifiche dopo il difficile equilibrio raggiunto alla Camera? Senza stravolgerlo, il Senato pub intervenire sul reato al momento più aleatorio e fragile, quello che punisce il traffico d'influenze, e apportare piccoli accorgimenti. Ma il Pdl non deve porre veti. Noi siamo per affrontare mano a mano tutti i temi dell'agenda-giustizia, intercettazioni comprese, ma senza subire ncatti. L'impressione è che di fronte alla corruzione imperante i partiti siano come paralizzati... Occorre darsi una scossa. Ad aspettare un segnale sono le pubbliche amministrazioni, le imprese, i cittadini stanchi di vedersi scavalcare da chi sa "oleare" i meccanismi. Dato il momento storico, affossare il ddl mi sembrerebbe un suicidio.



Chi ha passato le domeniche e le festività in ufficio a lavorare non può accettare che un compagno di partito si arricchisca illecitamente facendo il politico di professione, disponendo allegramente di somme ingiustificabili. Qualsiasi proposta venga per smetterla con questo scempio, ha già la mia firma sotto...». Maurizio Paniz, avvocato di fama (e facoltoso) e deputato Pdl non ha bisogno di lasciarsi convincere: «Confiscare i beni di chi lucra sui soldi pubblici? È sacrosanto. Lancio un appello ai miei colleghi al Senato: in un giorno si può cambiare il mondo, figuriamoci se non si possa scrivere un emendamento al ddl anti-corruzione».

È una possibilità reale? Lo è, perché il Pdl ha già chiarito che quel testo va corretto su tre direttrici: chiarire il reato di traffico d'influenze, perseguire con querela la corruzione tra privati, tornare alla prescrizione originaria in caso di concussione per induzione. Una volta riaperto il provvedimento, la norma sui politici corrotti può essere inserita senza problemi. Certo però che il risanamento della politica non può avvenire per via legislativa... Da un lato i magistrati hanno già tra le mani una norma del 2007, e dovrebbero spiegare perché non la usano. Poi, certo, c'è il grande problema della selezione della classe dirigente. Ogni Fiorito discredita la maggior parte dei suoi colleghi, che sono gente onesta. Politici così, indegni di rappresentare i cittadini, non sono la norma ma l'eccezione, ma ormai ci hanno rovinato l'immagine.



Il timore è che l'emendamento contro i «politici rubagalline» sia poi la testa di ponte per inserire i cambiamenti al ddl anticorruzione voluti dal Pdl. Perciò il responsabile Giustizia del Pd, Andrea Orlando, ha un'altra proposta: «Noi siamo d'accordo, chi ha sottratto soldi pubblici deve restituire il maltolto. C'è la massima disponibilità per un'altra soluzione: Frattini presenti una proposta di legge, mi impegnerò perché la commissione Giustizia della Camera la approvi in sede legislativa, senza passare dall'Aula».

Non sarebbe meglio sfruttare l'occasione del ddl ora al Senato? Lo trovo pericoloso. Sono certo che riaprendo il tavolo gli emendamenti non riguarderebbero solo la confisca ai beni dei politici corrotti, ma andrebbero a interferire con un equilibrio già difficile raggiunto alla Camera. Il ddl va chiuso così com'è, noi abbiamo dato un segno di buona volontà ritirando le proposte di modifiche, a partire dalla reintroduzione del falso in bilancio e dall'aumento dei tempi di prescrizione. 

Crede che il provvedimento anticorruzione vedrà la luce? Noi siamo convinti che se non si approva la legge si darà un altro colpo letale alle istituzioni. Se a Palazzo Madama ci fosse un'aggressione al testo uscito dalla Camera i cittadini non capirebbero. Parlava di falso in bilancio, la vostra è una rinuncia definitiva? Assolutamento no. Reintrodurre quel reato è la via maestra per combattere le provviste di fondi neri e l'occultamento di patrimoni. Torneremo a dare battaglia. Se ora abbiamo fatto un passo indietro è solo per senso di responsabilità.






26.9.12 | Posted in , , , | Continua »

Basta malaffare, bisogna cambiare pelle. E la separazione da An non è un tabù





L'ex ministro degli Esteri ipotizza profondi cambiamenti nel partito e un reclutamento diverso, all'americana, escludendo chi vive di sola politica 


Andrea Cangini

Onorevole Frattini, il «partito degli onesti» ha lanciato il «rinnovamento azzurro», col marketing andate forti, però.
«E' vero, il partito deve cambiare pelle, ma ora ci sono le condizioni. Non è più tollerabile che la classe dirigente venga reclutata cosl. Penso a quel Fiorito e a chi gli chiedeva i soldi senza pensare che avrebbe compilato dossier... Gente orribile, gente da poco».

Batman-Fiorrito è quello che ha preso più preferenze.
«Preferisco fare a meno dei suoi voti che compromettere l'immagine del partito.
Quanto alle preferenze, comincio ad essere dubbioso: nel dibattito sulla nuova legge elettorale credo non vada scartata a priori l'ipotesi dei collegi».

Come pensa si posso sciogliere il nodo del reclutamento?
«Un anno fa prospettai a Berlusconi uno studio sul sistema americano, dove i candidati vengono selezionati in base alle capacità, ma anche alla carriera, escludendo così chi vive di sola politica».

E Beriusconi?
«Ne fu entusiasta. Sarebbe opportuno ripartire da lì».

Quel che sta emergendo nel Lazio è una prassi o un'eccezione?
«Temo sia una prassi, un sistema diffuso in tutte le regioni. Bisogna colmare il buco nero dei finanziamenti ai gruppi politici regionali».

Monti reclama l'approvazione del ddl anticorruzione...
«Monti ha perfettamente ragione. Quella proposta di legge porta le firme di Alfano e mia, e fu approvata all'unanimità dal Consiglio dei ministri. Propongo solo due modifiche: una formulazione del 'traffico di influenze' che eviti la discrezionalità del singolo magistrato, e...».

E?
«Un emendamento per consentire l'avocazione all'erario delle cifre illecitamente percepite, che come i beni confiscati alla mafia andrebbero messe a disposizione dei cittadini».

Berlusconi torna ad evocare lo spirito del '94», non è tardi?
«No, molte riforme le abbiamo realizzate in quello spirito, penso alla scuola, all'università, al federalismo fiscale... Altre sono rimaste al palo a causa della Lega».

Anche degli ex An?
«Meno. Certo, sull'Europa con con alcuni di loro la pensiamo diversamente. La Meloni, Bianconi e Corsaro non vorrebbero più Europa e sono contro il fiscal compact...».

Meglio separarvi?
«Dipende solo dalla legge elettorale. Se si premierà il partito, bisognerà adottare un modello confederale come quello dell'Ump francese; se il premio dovesse invece andare alla coalizione, cosa oggi improbabile, sarebbe invece logico ed elettoralmente conveniente prendere strade diverse».

Berlusconi si candiderà?
«Penso di no. E' pronto a farlo solo per spirito di servizio, ma ne farebbe volentieri a meno. Infatti ha detto che sta cercando un candidato più forte di lui che riunisca i moderati italiani».

Confidate in un bis di Monti con larghe intese, vero?
«Sono e resto un fautore dell'agenda Monti: se verrà salvaguardata dal medesimo Monti o da un primo ministro diverso lo vedremo».



26.9.12 | Posted in , , , | Continua »

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