Franco Frattini at The Reykjavík Congress on Human Rights 2013



(Iceland, Reykjavík, April 10th - 13th, 2013) 

The international community acknowledges the increasing and persistent cases of mass atrocities and crimes against humanity occurring on a vast scale. 

Understanding the complexity in bringing these crimes to an end, the Reykjavík Congress on Human Rights aims to argue and debate the notion of the responsibility to protect from a human rights perspective, taking into account the divergent dimensions in restraining or promoting international intervention. 

Through the discussions and exchange of this congress we aim to consider the current most vehement cases of human rights violations, and further comprehend the varied issues and approaches to these mass atrocities and crimes against humanity from a theoretical perspective, analyzing the complex layers and structures, and taking into account the ethical dilemma surrounding the responsibility to protect and international intervention. 

The 2013 Congress will create and publish a discussion document that will be presented to the international community on how to overcome the dilemma of restraining and promoting all forms of International Interventions based on coordinated global coalition efforts between governments, NGOs and International Institutions. 



Speakers during the congress will include leading figures and experts from international law politics, economics, academia, diplomacy, and civil society. The speakers will also include a number of individuals from the ICD Advisory Board (for further information about the Advisory Board please click here). 

Congress Agenda 

The Congress will focus on the following Issues: 

Humanitarian Crisis - This section of the conference will serve as an introduction to current and most pressing cases of crimes against humanity, considering the role of race and ethnicity throughout. The examples covered will include a focus on escalated mass atrocities during wartime such as in contemporary Mali, the ongoing and systematic violence in Darfur, an analysis of gender based violence as a form of genocide and finally the international focal point for crimes against humanity such as in Syria. 

The UN Genocide Convention & R2P - Following the in-depth discourse on current cases of human rights crisis areas, this section of the conference will focus on the ethical dilemma of foreign interventions. The conference aims to achieve an outline of innovative solutions for how to overcome the dilemma of foreign intervention based on coordinated global coalition efforts between governments, NGOs and International Institutions. 


11.4.13 | Posted in , , , , | Continua »

Mutilazioni genitali femminili: dopo 3 anni l'Italia vince all'ONU


L'Italia vince la sfida all'ONU

Abbiamo vinto la sfida: sui diritti e sulla dignità delle donne da oggi si comincia a cambiare registro. Una battaglia durata oltre tre anni e per la quale mi sono fortemente speso durante il mio mandato in Farnesina.

Dopo la notizia dell’adozione da parte Terza Commissione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite della risoluzione sulle mutilazioni genitali femminili possiamo dire a chiare lettere che su questa terribile pratica l’Italia è riuscita a far superare molte resistenze e ad avviare, in particolar modo con i paesi Africani, un dialogo importante e costruttivo anche su temi così sensibili. Un grande successo per il nostro paese e per l’impegno dell’Onu. Mi auguro adesso che sullo stesso testo si riesca a raggiungere un ampio consenso anche in Assemblea.

Non è certo un punto di arrivo, ma di sicuro una tappa importante nella campagna per l'abbandono di pratiche così disumane e degradanti che nel mondo violano fortemente i diritti di molte donne e bambine. Occorre quindi non disperdere questo capitale di esperienza e merito che siamo riusciti a guadagnarci a livello internazionale, ricordandoci che sulla tutela dei diritti umani si vince solo con lo strumento della determinazione e della diplomazia
Franco Frattini


L'IMPEGNO DI FRANCO FRATTINI SULLE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

New York, 21 Settembre 2010
Il Ministro Frattini con il Presidente dell'Assemblea Generale dell'Onu, Joseph Deiss, in occasione della 65esima Assemblea dell'Onu

ONU: Frattini, la nostra sfida per la libertà religiosa e contro le mutilazioni genitali femminili 23 Settembre 2010
"E' una sfida, una battaglia" che l'Italia vuole vincere quella contro le mutilazioni genitali femminili (Mgf). Per questo si sta lavorando ad una risoluzione da presentare già a questa Assemblea Generale dell'ONU. A parlarne in questi termini è stato il Ministro Franco Frattini, dopo una riunione ministeriale ad hoc al Palazzo di Vetro che si è conclusa registrando un "ampio consenso" tra i diversi Paesi che compongono questo gruppo... (CONTINUA)

Diritti umani: la battaglia dell’Italia contro le mutilazioni genitali femminili16 Settembre 2010L’Italia porta avanti compatta la battaglia contro le mutilazioni genitali femminili (MGF), uno degli obiettivi prioritari del Ministro Frattini. Oggi il Senato ha approvato all’unanimità una mozione - primi firmatari Dini e Bonino - che impegna il Governo a promuovere a livello nazionale e internazionale tutte le iniziative che portino ad una risoluzione dell’ONU, in occasione della 65esima Assemblea Generale, per la messa al bando a livello globale delle MGF... (CONTINUA)

Il Ministro Frattini ribadisce il suo impegno nella lotta contro le mutilazioni genitali femminili.Roma 20 Agosto 2010"La notizia della tragica scomparsadella bambina egiziana vittima di mutilazione genitalemi rattrista profondamente .La lotta alle mutilazioni genitali femminili - pratica assolutamente lesiva della dignita e dell'integrità psico-fisica delle donne - ha affermato il Ministro Franco Frattini- mi vede da tempo impegnato in prima persona per la messa al bando di questa barbarausanza "... (CONTINUA)

Frattini: « Violenze che gettano un’ombra sulla transizione democratica» (Avvenire)Roma 11 Ottobre 2011
I profondi mutamenti avvenuti sulla scena mondiale negli ultimi decenni, dalla fine della guerra fredda alla globalizzazione, hanno rilanciato il dibattito sulla protezione e promozione dei diritti umani universali. La "primavera araba" ha dimostrato che le legittime aspirazioni dei popoli superano i confini dell’Occidente: anche se, come abbiamo visto in questi giorni, in Egitto esistono ancora pericolose sacche di intolleranza, soprattutto religiosa, che contraddicono quei principi di democrazia e uguaglianza dei diritti per l’affermazione dei quali la maggior parte delle popolazioni arabe hanno ripudiato le dittature. La diversità delle culture, delle civiltà, non contraddice, ma completa l’affermazione, dei diritti umani e dei valori universali. Nella pratica sappiamo bene che non tutti i problemi sono risolti sulla strada dell’accettazione dell’universalismo dei diritti. Uno degli ostacoli principali è la concezione rigida del principio di sovranità che ancora prevale in alcune parti del mondo non occidentale, la concezione westfaliana che resiste, sfidandola, alla realtà del mondo interdipendente... (CONTINUA)

Saluto all'Iftar con gli ambasciatori dell'Organizzazione della Conferenza IslamicaRoma 2 settembre 2010
... Questo Iftar si svolge inoltre in prossimità della mia partenza per New York in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Mi sembra quindi opportuno ricordare che in tale sessione l’Italia intende riproporre, insieme agli altri Paesi dell’Unione Europea, una risoluzione sull’intolleranza religiosa affinché siano tutelate le comunità religiose nel mondo. Ci attendiamo anche di giungere alla presentazione di un’iniziativa volta a contrastare l’odioso fenomeno delle Mutilazioni Genitali Femminili, diffuse anche in Paesi ricettori di immigrazione come il nostro. Si tratta di una conferma del fatto che si possa universalmente convergere sul principio secondo cui la religione non può essere invocata a sproposito e strumentalizzata per dare copertura a usi tradizionali contrari ai diritti umani. In virtù di questo principio, l’Italia ha avviato un’azione internazionale ad ampio raggio, scegliendo la strada del coinvolgimento e della sensibilizzazione dei Paesi dove maggiore è l’incidenza di questa pratica... (CONTINUA)

Frattini e Carfagna alla ministeriale sulle mutilazioni genitali

27.11.12 | Posted in , , , | Continua »

ROMA MODEL UNITED NATIONS (ROMUN) 2012

In Farnesina con i ragazzi della Romun2012 *Foto ANSA


Oggi si è tenuta in Farnesina la Closing Ceremony di RomUN 2012 svoltasi presso la Sala delle Conferenze Internazionali del Ministero degli Affari Esteri dalle ore 10 alle ore 13.30. 

RomUN è la simulazione degli organi delle Nazioni Unite organizzata dal Movimento Studentesco per l’Organizzazione Internazionale (MSOI), 
ramo giovanile della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI), membro del Forum Mondiale delle Associazioni Giovanili ONU (WFUNA – Youth) 

Oltre cento studenti universitari e giovani professionisti, provenienti da più di 35 Paesi rappresentativi dei cinque continenti, hanno preso parte alla Roma Model United Nations (ROMUN) 2012 organizzata dal MSOI presso la sede centrale della SIOI e il Ministero degli Affari Esteri dal 21 al 25 novembre. La ROMUN è, fin dal 1997, l’unica simulazione degli organi delle Nazioni Unite ufficialmente riconosciuta dalla Federazione Mondiale delle Associazioni ONU (WFUNA) in Italia. 

L’iniziativa rappresenta ormai un appuntamento annuale di grande importanza nell’ambito della consolidata attività didattica della SIOI e del MSOI, caratterizzata dall’attenzione verso la formazione professionale dei giovani studenti che desiderano intraprendere un percorso nelle carriere internazionali costruendosi un background di esperienza di alto profilo. Tale aspetto si concretizza nella preparazione della ROMUN e in numerose altre attività, affidate alla responsabilità dei giovani membri del MSOI con il supporto e il consiglio della SIOI. 

La ROMUN da sempre offre a studenti e giovani professionisti l’opportunità di migliorare la loro comprensione delle più rilevanti questioni internazionali, dando loro occasione di avanzare proposte innovative e concrete per affrontare le più pressanti tematiche di politica internazionale. La ROMUN rappresenta infatti un’esperienza diretta dei processi di negoziazione delle Organizzazioni Internazionali, permettendo ai suoi partecipanti di calarsi nel ruolo di rappresentanti diplomatici di Stati, OI e ONG per una settimana. 

La manifestazione di quest’anno ha visto i giovani delegati confrontarsi in quattro diverse commissioni su temi di stringente attualità. Nella ILO-WTO Joint Commission si parlerà di disoccupazione giovanile, nella ITU-WIPO Joint Commission si affronterà il tema della regolamentazione di Internet e della protezione del diritto d’autore, nella ECOSOC Functional Commission on Sustainable Development si esploreranno nuove strategie per lo sviluppo sostenibile e infine nella commissione ECOFIN si affronterà la crisi dell’euro. 

Attività di incontro multiculturale e interscambio formativo di questo tipo rafforzano la preparazione professionale dei giovani chiamati a operare con consapevolezza in un panorama internazionale sempre più complesso. 

Franco Frattini alla cerimonia conclusiva di RomUN 2012

Franco Frattini con Edoardo Morgante

Il Vice Segretario generale della Farnesina Sebastiano Cardi, Franco Frattini, Edoardo Morgante



Questo il programma della cerimonia conclusiva di RomUN 2012

Alle ore 10 il Presidente Franco Frattini sarà accolto dal Vice Segretario Generale Ministro Plenipotenziario Sebastiano Cardi. Una volta in sala, il Ministro Cardi e il Presidente Frattini apriranno la Conferenza. Il Ministro Cardi parlerà per primo e poi cederà la parola al Presidente Frattini quale ospite d’onore. I due interventi, di circa dieci minuti ciascuno, si svolgeranno in lingua inglese. 

Al termine dei due interventi, il Presidente Frattini lascerà la sala, accompagnato dal Ministro Cardi. Seguirà una breve pausa di quindici minuti. 

Aprirà la General Assembly il Project Manager e Secretary General Edoardo Morgante, che poi modererà i lavori cedendo di volta in volta la parola agli otto Chairs delle quattro commissioni simulate durante i giorni precedenti. 

I Chairs presenteranno all'assemblea l'outcome della propria commissione a cui seguirà un breve dibattito aperto a tutti i presenti. Lo schema, della durata complessiva di trenta minuti, si ripeterà per quattro volte, pari al numero delle commissioni. 

Al termine delle due ore circa di General Assembly, il Secretary General chiuderà i lavori. Ai saluti finali potrebbe unirsi il Cons. Pietro Sferra Carini

I partecipanti saranno infine chiamati individualmente per ricevere l'attestato di partecipazione, consegnato dal Project Manager di RomUN 2012. Prima di avviarsi verso l'uscita, sarà realizzata una foto di gruppo.





24.11.12 | Posted in , , | Continua »

SIOI: Frattini ospita il Ministro degli Esteri dell'Angola


Il Ministro degli Esteri angolano, Georges Chikoti, è intervenuto a Roma durante il convegno "Pace: il miracolo dell'Angola" organizzato dalla SIOI (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale) in presenza del Presidente Franco Frattini, ex Ministro degli Esteri. Ma anche Florencio De Almeida, ambasciatore della Repubblica d’Angola e tanti altri diplomatici. 

Una conferenza annunziata come una Lectio Magistralis, dato che in tanti, tra cui studenti, diplomatici, giornalisti e ricercatori, sono accorsi per ascoltare l’ospite di martedì 19 giugno, nella sede della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI). Il Ministro degli Esteri angolano è stato invitato dalla Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI), l’Associazione Italiana delle Nazioni Unite, la quale tra i suoi obiettivi si prefigge la formazione di giovani diplomatici italiani e stranieri. Un incontro per presentare la politica internazionale dell’Angola, un paese dell’Africa dell’Est che condivide con altri paesi della SADEC, organizzazione regionale, la lingua portoghese come eredità del colonialismo.  Georges Chikoti ha prima parlato dell’adesione dell’Angola all’ideale mondiale di pace incarnato dall’ONU, ma ha affermato che “la priorità della sua politica estera riguarda prima di tutto l’Africa”.

Il paese guidato da José Eduardo dos Santos si impegna in questo senso nel quadro dell’Unione Africana a promuovere la pace nel continente, forte del suo passato. E’ stato il racconto di quello che si potrebbe definire un vero e proprio miracolo, per chi ha conosciuto l’Angola 25 anni fa. Il paese ha conosciuto una delle guerre fratricide più terrificanti del continente, così come avviene oggi in tutte le nazioni sotto la maledizione petrolifera. Ma oggi, l’Angola “detta” il suo punto di vista, poiché diventata un paese credibile e pacifico, e, “condanna i colpi di stato” avvenuti recentemente ancora in Mali e nella vicina Guinea Bissau. Secondo il ministro:”i golpe sono atti contrari alla carta dell’Unione Africana” alla quale aderisce l’Angola”,  e che ne chiede una revisione completa, in modo di “poter adattare l’Unione Africana ai tempi presenti, garantendo la sua indipendenza”. 

Dal punto di vista della diplomazia angolana infatti, solo una diplomazia pacifica potrebbe essere valida per l’Africa. Lo dice un paese che esce miracolosamente da una guerra che ha causato centinaia di migliaia di vittime. Oggi, è passato tanto tempo, e il paese punta solo allo sviluppo: sviluppo interno, ma anche sviluppo globale del pianeta cominciando dall’Africa come sua priorità. Ma per il suo sviluppo, il paese si è aperto a tutto il mondo, l’occidente tradizionale partner economico certo, ma oggi, grazie alla Cooperazione Sud-Sud  ha siglato contratti  e accordi economici con numerosi con paesi emergenti come il Sud Corea, la Cina, il Brasile, che oggi hanno raggiunto un livello di sviluppo tecnologico ed economico tali da garantire loro un posto tra le grandi economie del mondo. Passi da gigante? Certamente, poiché anche al livello dei diritti umani, il Paese ha cambiato rotta. E l’Italia, che fu uno dei primi paesi a riconoscere l’indipendenza dell’Angola, lo riconosce tramite uno degli esperti più alti della sua diplomazia, Franco Frattini,già ministro dell’Esteri fino a Dicembre dell’anno scorso, Presidente della SIOI che ha salutato l’abolizione della pena di morte in Angola, prima di augurare che le prossime elezioni generali siano un momento di pace per il paese.  Infatti, per far proseguire un miracolo riuscito finora solo dall’Angola.

L’Angola oggi per le giovani generazioni che non hanno vissuto la tragedia della guerra civile, è soprattutto fatta da tre immagini: una diaspora che cammina con orgoglio, la bandiera intorno al collo, la squadra di calcio”Pallancas Negras (Pantere Nere), una delle rappresentanti dell’Africa ai mondiali di calcio in Germania nel 2006. I Palanças Negras hanno cinque partecipazioni alla Coppa Africa che non erano riusciti a vincere nel 2010 che il paese ospitava in casa propria. Ma rimangono un fattore  indiscusso di unità per il paese. Accade così ovunque in Africa dove il calcio in generale lo sport è l’opium dei popoli.

Tra le grandi passioni di un paese ed un popolo quasi sempre  ‘gioioso’, a credersi nelle spiagge  brasiliane di cui il paese ha ereditato la cultura, c’è  Leila Lopes: quella ragazza di 22 anni bella come la luna, che, insieme a quelle bellezze nere e naturali, l’anno scorso, ha finito per domare la giuria del mitico concorso internazionale “Miss Universo”. In Brasile, a Sao Paulo, dove vive e rappresenta la diaspora del suo Paese, Leila Lopes vinse a sorpresa il molto atteso e seguito concorso di bellezza internazionale. Questa oggi l’immagine dell’Angola, un paese di quasi 13 milioni di abitanti, giovane, vivace, devastante, debordante di energia e orgoglio. Una popolazione unita intorno agli ideali di pace. Ma quale è la ricetta di un tale miracolo?  “Il governo ha lavorato e continua a restare attentissimo a lavorare perché nessuno in Angola si senta ne vincitore ne vinto dopo il passato buio che abbiamo conosciuto”, dice il Ministro degli Esteri. ” C’è solo voglia di pace e di sviluppo. E su quello il governo cerca di orientare le proprie forze”  prosegue. Quindi, questo è il punto di partenza per capire perché nella dispora angolana sembra tutto perfetto, o  quasi, perchè si riesca a credere che nel Paese dove si svolgeranno elezioni generali non ci siano problemi. Ma il paese che era diventato nel 2008 primo paese produttore del petrolio al posto della Nigeria,è anche uno fra i più poveri dell’africa. Un gap che rimane una minaccia alla fragilissima pace. Ma non basterà certamente a destabilizzare un popolo che ha imparato molto dagli errori del passato ed oggi che ha un leitmotiv:” Pace, Pace, Pace”.

Jean Claude Mbede e Claudia Oriolo per Afrikitalia

22.6.12 | Posted in , , , | Continua »

Che il cuore possa arrivare dove la politica è spesso costretta alla resa


Mi auguro che il cuore possa arrivare dove la politica è spesso costretta alla resa. Le notizie che giungono dalla Siria sono quelle di un Assad che ha perso la bussola e che ha voltato le spalle al proprio popoloal punto da restare indifferente dinanzi alla strage di bambini che sino ad oggi ha mietuto 400 vittime.

I media questa volta non tacciono, eppure non si riesce ancora a riparare a questa ferocia. Cifre che potrebbero continuare a crescere se le diplomazie continueranno a mostrarsi impotenti o divise anche di fronte a questo cimitero di innocenti. Su molte lapidi c’è già la firma dell’irragionevole contraddizione di alcuni organismi internazionali. Per questo mi auguro si trovi presto una strada che – seppur senza prescindere dai singoli punti di vista e dai legami che alcuni Paesi hanno con la Siria – convinca Assad a lasciare il potere e garantisca la protezione di tutti i civili e dei loro diritti fondamentali. Il potere è la prima prigione di un sovrano. Chi ha un cuore non si faccia divorare dalla sua voracità. Franco Frattini
Responsabile affari internazionali del PDL

8.2.12 | Posted in , , | Continua »

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