Frattini propone il cambiamento della Convenzione di Dublino



Dal quotidiano I KATHIMERINI’ del 16 novembre 2013 


L’ex Ministro degli Affari Esteri italiano, Franco Frattini, nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano “I Kathimerini”, si dichiara a favore di un cambiamento della Convenzione di Dublino, mentre è contrario all’idea di una “Europa- fortezza”.

L’ex Ministro è giunto mercoledi’ scorso ad Atene, dove ha avuto incontri con il Primo Ministro Antonis Samaras e con il Vice Presidente del Governo e Ministro degli Affari Esteri Evangelos Venizelos. La sua visita ha avuto, tra l’altro, carattere di “campagna elettorale”, considerato che il politico fiorentino rappresenta la candidatura ufficiale dell’Italia per la carica di Segretario Generale della NATO. Egli ritiene che la sua candidatura abbia una prospettiva, in quanto dopo un ventennio di Segretari Generali provenienti dal nord sarebbe giunto il momento di avere un rappresentante del meridione europeo alla guida della NATO.

La sua visione da “mediterraneo” emerge anche quando espone le proprie riflessioni, sul nuovo ruolo della NATO, nelle quali sono frequenti i riferimenti all’Africa del nord e specialmente alla Libia ed al Mali. Egli considera come una missione rilevante dell’Alleanza quella di contribuire alla fondazione di istituzioni per la sicurezza in questi Paesi. Egli ha indicato quale sfida principale per l’Alleanza dopo il 2014, quella di mantenere un livello sufficiente di sicurezza, considerato il fatto che tutti i membri dell’Alleanza dovranno ridurre le spese per la Difesa. “Come si potrebbero combinare queste due necessità? Penso che il modo migliore sia attraverso un coordinamento e una ripartizione dei lavori migliori. Non si deve affrontare la NATO come fosse il poliziotto mondiale”, conclude Frattini.

L’Onorevole Frattini conosce in prima persona la questione migratoria in quanto ha ricoperto l’incarico di commissario competente in materia. Egli ritiene che “la questione della migrazione neccessita inanzittutto di una strategia europea. Non è un problema italiano o greco, è una questione europea”. L’ex Ministro ha aggiunto che andrebbe cambiato il quadro giuridico: “va cambiata la Convenzione di Dublino. Secondo quanto previsto nel testo della Convenzione la ricollocazione degli emmigrati è possibile solo su base volontaria. Questo non basta. Ricordo come il mio maggiore successo personale, da Commissario, la ricollocazione di 200 persone che furono accolte alcune dall’Olanda ed altre dalla Svezia. Ce l’ho fatta, ma la sola pressione etica comunque non e’ sufficiente”.

“Va quindi cambiato il quadro giuridico. Dobbiamo accordare che le istituzioni europee e soprattutto la Commissione, dovranno costituire l’autorità di coordinamento ai fini della ricollocazione della gente e che quest’ultima non si otterrà solo su base volontaria. Questo è il punto principale”, ha ribadito Frattini.

Gli abbiamo chiesto se i Paesi del nord accetteranno qualcosa del genere. “Prima o poi (i Paesi del nord) capiranno che ogni volta che accadrà una strage come quella di Lampedusa ne saranno complici anche loro”. 

Facendo riferimento alla visita in Italia del Primo Ministro finlandese, Jyrki Katainen, qualche settimana fa, l’on.le Frattini rimanda alle dichiarazioni rilasciate dal Premier finlandese, secondo il quale “la tragedia di Lampedusa è la nostra tragedia”. Concludendo, Franco Frattini ha sottolineato: “stimo che ci sia una cresente consapevolezza che la questione migratoria costituisce un problema comune. Bisogna avere pazienza.”

Il politico italiano ci sorprende, dando un parametro umanitario alla questione della migrazione. “Non occorre solo un cambiamento a livello giuridico, ma anche un approccio umanitario diffronte all’immigrazione. Dobbiamo avere una visione. Perchè anche se cercassimo di costruire una fortezza, la disperazione delle persone la farebbe crollare. Per questo motivo abbiamo bisogno di un approccio di carattere politico nei confronti dell’immigrazione. I greci e gli italiani devono trovarsi in prima linea per un approccio di questo tipo”.

Dopo la questione dell’immigrazione ci ha parlato dell’austerità e della recessione che colpiscono il sud europeo: “se si persiste nelle misure di austerità, l’unica previsione possibile sul futuro dell’Europa, è che si rischia un grosso incremento dell’euroscetticismo e del populismo. Non possiamo permettere che i partiti populisti ed euroscettici ottengano nel Parlamento Europeo percentuali del 30% o del 35%. Dobbiamo passare dall’ approccio unilaterale delle politiche di austerità, a politiche per la promozione dello sviluppo e per la sconfitta della disoccupazione, conservando, pero’, la prudenza finanziaria.” 

L’Italia ha fatto uno sforzo enorme per evitare di essere sottoposta ad un programma (n.d.t. di aiuti). Gli chiediamo se una delle ragioni sia stata quella di non voler sottostare alla tutela di Bruxelles. Gli chiediamo se lui da ex Commissario europeo, ritenga che esistano dei rappresentanti della burocrazia europea che si compiacciano a “governare i Paesi in difficolta’”.

 L’ex Ministro risponde “Li considerate troppo potenti. Non sono in grado di farlo, anche se alcuni avrebbero voluto trovarsi in posizione tale da dettare autonomamente direttive politiche. In realtà, dietro alle misure di austerità si celano gli interessi contrastanti di Paesi - membri. Governi potenti, come quello tedesco e deboli, come quello italiano di un anno e mezzo fa. Per fortuna, noi ora ci rendiamo conto che è nel nostro interesse uscire dalla realta’ dei deficit ipertrofici. Credo, pero, che anche la Germania si renda ormai conto che sia nel suo interesse di promuovere lo sviluppo.”




20.11.13 | Posted in , , , | Continua »

“I media italiani e le sfide della Smart Defence per un’Italia più sicura”

Smart Defence - AWACS
The NATO Airborne Early Warning and Control Force (NAEW&CF) is one of the military assets that is owned and operated by NATO. To date, it is the Alliance's largest common-funded project and is an example of what NATO member countries can achieve by pooling resources and working together in a multinational environment.

Riflessioni del Presidente Franco Frattini durante il dibattito al Senato organizzato dal think tank COMPETERE e dalla NATO

Quando si parla di smart defence si parte da un quadro in cui la sicurezza non è un tema che può essere sottovalutato: le minacce sono oramai asimmetriche e non convenzionali. Inoltre, esiste un quadro evolutivo non rassicurante in molte regioni del mondo.

Alcune riflessioni. Innanzitutto come comprendere ed individuare, per le sue prospettive di sviluppo, un ruolo degli Stati Uniti che ancora oggi nel quadro Atlantico copre e sopporta più dei due terzi dell'impegno comune.

In secondo luogo la persistenza e la debolezza della prospettiva di difesa comune europea. Questo nuovo quadro di impegno multilaterale chiede all'Europa di fare di più e non di meno. Non si può plaudire ad un’iniziativa e poi ritirarsi dall'impegno. 

Ancora, l’impatto della crisi apparentemente in contraddizione con la volontà di preservare i bilanci per la sicurezza. Un atteggiamento che ha indotto a tagli prevalentemente orizzontali anziché scelte mirate e politiche su dove e come tagliare, e dove investire. 

Un altro elemento è il post-2014. Il prossimo anno, con il ritiro delle forze combattenti dall'Afghanistan, cambieranno la dimensione e la prospettiva anzitutto per la NATO. Si porrà quindi il tema di una nuova vita dell’Alleanza: più politica, più improntata alla stabilizzazione.

Certamente la smart defence è un' iniziativa che mira a spendere meglio e non a tagliare indiscriminatamente. Così come non ci dovrebbero essere duplicazioni di capabilities.

Ma cosa occorre fare? Occorrono innanzitutto scelte politiche. Occorre una leadership. Occorre riformare i modelli nazionali di difesa. E, infine, occorre riflettere su un nuovo concetto di solidarietà tra membri dell’Alleanza. Dobbiamo tener conto che il mondo cambia e c’è bisogno di nuovi modelli di solidarietà: per esempio in caso di attacchi informatici. 

Occorre, inoltre, una migliore divisione dei compiti tra Paesi membri dell’Alleanza: alcuni Paesi hanno esperienze in alcune aree strategiche, altri altrove. Non possiamo essere tutti dappertutto. 

Andrebbe poi spiegato meglio il costo di non avere la NATO. Sono certo che se si conoscessero meglio i rischi del non avere l’Alleanza molti dubbi verrebbero certamente meno.

Un altro elemento: come garantire che gli assetti messi a disposizione dell'Alleanza siano davvero disponibili quando occorre. 

Infine, una considerazione sul prossimo Consiglio Europeo di dicembre: nel 2003 insieme all’Alto Rappresentante Javier Solana (l’Italia all’epoca aveva la Presidenza italiana dell’Unione Europea) scrivemmo il documento strategico per la sicurezza e la difesa europee. Ma dal 2003 il mondo è certamente cambiato. Ecco perché uno dei primi compiti del prossimo Consiglio dovrebbe essere quello di incaricare l’attuale e prossimo Rappresentante per la Politica Estera di lavorare ad una nuova bozza di documento strategico.










12.11.13 | Posted in , , , , | Continua »

RASSEGNA - Sul caso NSA ho fiducia negli Usa: certo che verranno fornite spiegazioni


Sotto il titolo "Non credo che ci sarà mai un servizio segreto europeo", l'edizione on line del quotidiano "Die Presse" riporta in data 8 novembre la seguente intervista rilasciata dall'ex Ministro degli Esteri, Franco Frattini, al giornalista Elmar Dumbs a margine dello svolgimento presso l'Accademia Diplomatica di Vienna del 17° Europaforum sul tema "Il Consiglio Europeo per la Difesa: nuovi impulsi alla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC)".

Se incontrasse Edward Snowden che cosa gli domanderebbe?
Non è la mia più grande preoccupazione quella di incontrare il signor Snowden. Mi preoccupa invece la sicurezza dei nostri Stati, l'infrastruttura critica e che siano state divulgate all'opinione pubblica informazioni estremamente delicate per la sicurezza nazionale. Naturalmente non è legale spiare membri del Governo od intercettare le conversazioni della Cancelliera tedesca. Credo tuttavia che i nostri amici americani abbiano compreso di aver fatto qualcosa di sbagliato. Mi interessa pertanto meno incontrare determinate persone quanto piuttosto sapere che cosa si celi dietro questa rivelazione di informazioni segrete.

Lei crede dunque che vi siano forze politiche interessate alla divulgazione delle rivelazioni?
Non lo so. Mi chiedo però perché proprio ora, in un periodo in cui ci sono minacce terroristiche, in cui sappiamo che così tanti combattenti europei si trovano in Paesi quali Libia, Afghanistan o Siria e che faranno ritorno in Europa? Attualmente necessitiamo di maggiore cooperazione nel quadro della lotta al terrorismo e nell'ambito dei servizi segreti.

Lei ha affermato che spiare i Capi di Governo è illegale. Non si è andati troppo oltre anche nelle intercettazioni di normali cittadini?
Posso parlare solo per l'Italia dove in veste di Ministro ho coordinato per un anno e mezzo anche i servizi segreti. In Italia non è possibile intercettare cittadini tranne nel caso di indagini in corso o di motivi riguardanti la sicurezza nazionale nel caso ad esempio di un'organizzazione terroristica.

Io parlo però delle attività di spionaggio da parte degli USA.
So che negli USA esistono regole severe per la tutela della privacy.

E' vero, ma queste valgono solo per i cittadini americani?
Sì, per i cittadini americani. Non conosco nel dettaglio i programmi di intercettazione. Posso solo ripetere che spiare la Cancelliera tedesca è illegale. Questo è chiaro.

Se vi fossero prove incontrovertibili che la NSA ha spiato in grande stile cittadini italiani come dovrebbe reagire il Suo Governo?
Il Presidente del Consiglio ha già reagito ed ha incontrato il Ministro degli Esteri americano, John Kerry. Ha chiesto spiegazioni ed ottenuto l'assicurazione che queste spiegazioni verranno fornite. Ciò mi soddisfa. Ho fiducia negli USA.

La Commissaria Europea Reding ha proposto un servizio segreto europeo. Che ne dice?
Faccio fatica ad immaginare che un giorno ciò possa diventare realtà. Quale ex responsabile europeo per la sicurezza interna so che ciascuno dei molti servizi segreti dei Paesi membri difende il proprio orto. Siamo realistici: è improbabile che questi servizi di intelligence vengano unificati. Sarebbe meglio adoperarsi per un più stretto coordinamento dei servizi segreti.

Da poco tempo Lei funge da consulente del Governo serbo: in che cosa consiste il Suo lavoro?
Il mio compito è quello di far sì che la Serbia si avvicini con sempre più convinzione ai criteri europei, ovvero che le riforme vengano approvate ed anche attuate, che la Serbia collabori strettamente con i Paesi UE e che fornisca il proprio contributo alla stabilizzazione dei Balcani occidentali. In tutto ciò la Serbia avrà successo dato che a Belgrado ho avvertito una forte volontà in tal senso. Lo si è visto anche nell'accordo storico tra Kossovo e Serbia che solo sei mesi prima non si riteneva possibile.

Sinceramente: crede che la Serbia diverrà un giorno membro dell'UE? Nonostante la dominante stanchezza nei confronti dell'allargamento?
Sì, la possibilità esiste. Nonostante questa stanchezza nei confronti dell'allargamento l'Europa continua ad avere interesse ad un'integrazione dei Balcani occidentali a patto che i Paesi interessati adempiano a tutti i criteri. L'adesione non è un regalo bensì il risultato di sforzi riformistici. Queste riforme, quali ad esempio il rafforzamento della libertà dei media o del sistema giudiziario, sono buone innanzitutto per la Serbia stessa, non solo per Bruxelles.

E' più facile riformare la Serbia o l'Italia?
E' più facile riformare la Serbia. In Italia si sta discutendo di riforme da molto tempo ma vi sono purtroppo forti interessi di Partito che si oppongono all'interesse del Paese a riforme. Sono un fervido sostenitore degli sforzi del Premier Letta e per la prima volta esiste anche un complessivo progetto di riforme al quale ho anch'io contribuito. Questo piano dovrebbe ora essere attuato.

Crede che il Governo sopravvivrà i prossimi sei mesi?
Il Governo terrà ad ogni modo fino al 2015. Chiunque provochi elezioni anticipate prima della Presidenza italiana del Consiglio Europeo nella seconda metà del 2014 pagherebbe un alto prezzo alle urne. E sarebbe del tutto irresponsabile dato che l'Italia necessita innanzitutto di stabilità.

Sotto il titolo "Gli USA restano il nostro partner più importante", il quotidiano "Wiener Zeitung" dell'8 novembre pubblica un'intervista rilasciata dall'ex Ministro degli Esteri, Franco Frattini, al giornalista Walter Haemmerle a margine dello svolgimento presso l'Accademia Diplomatica di Vienna del 17° Europaforum sul tema "Il Consiglio Europeo per la Difesa: nuovi impulsi alla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC)".

Franco Frattini è un uomo con molti 'ex' ed un grande 'forse'. Il 56enne politico italiano ha lasciato 18 mesi fa il Partito del 'Popolo della libertà' facente capo a Silvio Berlusconi. Il giurista sa come fare bella figura sia sul parquet nazionale che su quello internazionale. La sua carriera politica inizia nel 1995 quale Ministro per la funzione pubblica e le politiche regionali; nel 2001 è responsabile per alcuni mesi dei servizi segreti, prima di diventare Ministro degli Esteri nel 2002. Nel 2004 Frattini, che si presenta come persona affabile, diventa Vicepresidente della Commissione Europea responsabile per la giustizia, la libertà e la sicurezza. Nel 2008 torna nuovamente ad essere Ministro degli Esteri, funzione che mantiene fino al 2011. Attualmente il romano, divenuto nel frattempo indipendente, costituisce il favorito ed il candidato ufficiale dell'Italia alla successione di Anders Fogh Rasmussen per l'incarico di Segretario Generale della Nato. Egli osserva pertanto criticamente le attività di “rivelatori” quali Julian Assange e Edward Snowden. La decisione verrà presa nella primavera del 2014. Il quotidiano 'Wiener Zeitung' ha incontrato Frattini venerdì 8 novembre a Vienna in occasione del 17° Europaforum su questioni di sicurezza europee.

Lei ha da poco fatto rientro dagli Stati Uniti. Come si valuta negli USA lo scandalo sul programma di spionaggio della NSA, quali impressioni ha portato con sé da oltreoceano?
La ferma convinzione che le comunanze tra l'Europa e gli Stati Uniti superano di gran lunga i fossati che si sono ora venuti a creare ed i malintesi. Gli USA rimangono il partner più importante per l'Italia e per l'Europa, non solo nell'ambito della cooperazione in materia di sicurezza o della lotta al terrorismo ma anche sotto il profilo economico. Ascoltare le conversazioni della Cancelliera tedesca, Angela Merkel, è certamente illegale. Non conosco i fatti concreti ma sono convinto che gli USA reagiranno alle rimostranze dei loro alleati europei. Il Segretario di Stato, John Kerry, ha già ammesso che in alcuni casi si è forse superato il limite del lecito.

E' stato personalmente sorpreso quando ha appresso delle dimensioni delle pratiche di spionaggio da parte degli USA?
No, non lo sono stato. Una cosa è certa: c’è necessità di regole chiare e trasparenti in materia di intelligence ma non possiamo rinunciare alle conoscenze dei servizi segreti. Gli USA dovrebbero spiegare le accuse sollevate e contribuire così a ristabilire la fiducia perduta. Sappiamo che in Siria gli europei combattono al fianco degli islamisti, sappiamo che alcuni vogliono rientrare: in considerazione di tale minaccia abbiamo bisogno di maggiore e non di minore cooperazione per poter impedire attacchi terroristici.

Nessuno dubita della necessità di un lavoro serio di intelligence. Ciò di cui si discute in Europa è la creazione di una propria struttura di intelligence, di un internet europeo, di un google europeo.
Per attuare ciò sono necessarie le corrispondenti Autorità; sarebbe fatale delegare ai privati la realizzazione di una tale infrastruttura senza disporre contemporaneamente di un sistema di regole pubblico. Al momento non vedo queste premesse.

Lei ha fortemente criticato il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, per le sue azioni. Vale il medesimo giudizio anche per Snowden, che ha rivelato le pratiche di spionaggio della NSA? E se sì perché?
Vede, io sono un uomo delle istituzioni, non un giornalista. Per questo sono convinto che se si è deciso di lavorare per un'istituzione si ha il dovere di rispettarla anche quando se ne esce. Si può, anzi si deve, puntare l'indice sugli abusi, ma in questo caso porto le mie prove al giudice o al Procuratore e non le diffondo invece pubblicamente tramite i media. Quale servitore dello Stato non posso accettarlo.

Parliamo di politica italiana: l'ex Premier Berlusconi, con il quale Lei ha a lungo collaborato, riuscirà ancora una volta a riprendere il potere?
Prima o poi il Senato si esprimerà sulla decadenza di Berlusconi a seguito della sua condanna definitiva da parte di un Tribunale. Dopo diversi contrasti io stesso ho lasciato il Partito. E' in corso attualmente una forte lotta di potere tra coloro che desiderano rapporti stabili ed un solido ancoraggio dell'Italia all'Europa e quelli che mettono tutto a rischio chiedendo nuove elezioni. Spero vivamente e sono convinto che Berlusconi non si imporrà e lo schieramento del suo critico interno, il Vicepremier Angelino Alfano, manterrà la supremazia. Qualunque altra cosa farebbe precipitare il Paese nella crisi.

Che cosa La rende fiducioso?
L'Italia ha dolorose riforme alle sue spalle e senza nemmeno un giorno di sciopero generale. Qualunque Partito - Beppe Grillo o Berlusconi - provochi oggi nuove elezioni sarà punito dagli elettori. Ne sono convinto. I cittadini italiani vogliono stabilità, crescita e benessere, non un ritorno al caos. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non acconsentirebbe inoltre mai ad un ritorno anticipato alle urne.

L'ex Ministro degli Esteri Frattini crede nella stabilità dell'Italia
L'ex Ministro degli Esteri Franco Frattini ritiene improbabile che in Italia si tornerà presto al voto.

A margine del 17° Europaforum organizzato l'8 novembre a Vienna dall'Istituto austriaco per la politica europea e di sicurezza, Frattini ha dichiarato all'Agenzia di stampa austriaca APA: "Nel mio ex Partito, il 'Popolo della libertà' (PDL) dell'ex Premier, Silvio Berlusconi, è in corso un dibattito aperto ed acceso tra coloro che vogliono la stabilità e gli estremisti che vogliono invece distruggere tutto e spingere l'Italia nella crisi. Spero che il Vicepremier, Angelino Alfano, vinca la battaglia per mantenere stabile il Governo e l'Italia insieme allo straordinario Presidente del Consiglio, Enrico Letta".

Frattini ritiene improbabile un ritorno anticipato alle urne: "Chiunque tenti di condurre il Paese ad elezioni anticipate la pagherà cara. La maggioranza degli elettori italiani vuole la stabilità", ha affermato Frattini, che alla fine del 2012 ha lasciato il PDL per protesta contro una nuova candidatura di Berlusconi e da allora è indipendente.

"Finché l'attuale orribile legge elettorale sarà in vigore", così Frattini, "anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si rifiuterà di sciogliere il Parlamento. Senza riforme nuove elezioni sarebbero un incubo".

Frattini ha quindi criticato la battaglia dell'ex Premier Berlusconi contro la sua condanna in giudizio: "Le sentenze di un Tribunale si possono anche criticare, ma vanno comunque rispettate".





12.11.13 | Posted in , , , , , | Continua »

Discussion on Transatlantic and European Security at the ItalianEmbassy in US

11.11.13 | Posted in , | Continua »

Forum sulle sfide della sicurezza e della difesa ai tempi della spending review


Politici ed esponenti dei media a confronto in un dibattito organizzato da Competere.EU in collaborazione con la NATO

Lunedì 11 novembre al Senato della Repubblica con Franco Frattini, Roberta Pinotti, Federica Mogherini e Nicola Latorre


Le sfide della sicurezza e della difesa ai tempi della spending review. Come razionalizzare e rendere più efficienti gli apparati di difesa dei Paesi membri della NATO e dell’Unione Europea? Questo il tema del forum organizzato da Competere.EU, il pensatoio italiano nato per elaborare e implementare politiche e pratiche per lo sviluppo sostenibile, in collaborazione con la NATO che si svolgerà a Roma al Senato lunedì 11 Novembre dalle 14 e 30 nella Sala Capitolare del Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva (Piazza della Minerva, 38).

Nel corso dell’incontro, promosso da Competere.EU, si confronteranno il Sottosegretario alla Difesa Roberta Pinotti, il Presidente della Commissione Difesa del Senato Nicola Latorre, la Presidente della Delegazione Parlamentare Italiana alla NATO Federica Mogherini, la Responsabile per la comunicazione per l'Italia della Divisione di Diplomazia Pubblica della NATO Antonella Cerasino, il Presidente della SIOI - Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale Franco Frattini, Vice Presidente della Commissione Difesa della Camera Massimo Artini, il componente della Commissione Esteri della Camera Arturo Scotto con con esponenti del mondo del giornalismo e dei think tank come giornalista del Tg1 Barbara Carfagna, il Vice Presidente dell'Istituto Affari Internazionali (IAI) Vincenzo Camporini, il giornalista parlamentare del Tg2 Luciano Ghelfi, il direttore di EurActiv Giampiero Gramaglia, la giornalista di La 7 Sonia Mancini, Direttore di TMNews Paolo Mazzanti, il responsabile comunicazione della Fondazione Italia-Usa Roberto Mostarda, il direttore di IPR Marketing Antonio Noto, il ricercatore di Formiche Marco Ciaccia ed direttore di Fanpage.it Francesco Piccinini.

“I tagli che il mondo della difesa e della sicurezza, tra gli altri, hanno subito – dichiarano il Presidente di Competere.EU Pietro Paganini e il Segretario Generale Roberto Race – possono rivelarsi un grandissimo rischio o viceversa rappresentare una grande opportunità per il nostro Paese. Ad indicarci il modo per continuare ad avere un apparato di difesa efficiente è stata proprio la NATO che con la cosiddetta “Smart Defence”, all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio dei Ministri della Difesa Nato, invita i Paesi a fare di più e meglio con meno costi, razionalizzando la spesa e mettendo a sistema le eccellenze di ogni Stato membro”.

Scopo del confronto è attirare l’attenzione dei media e della politica su questi temi che possono vedere l’Italia come promotrice, in sede NATO ed europea, del rilancio di una nuova fase nella quale le difese dei vari Paesi dovranno lavorare alla propria razionalizzazione per la realizzazione di una difesa comune.


PROGRAMMA
I media italiani e le sfide della Smart Defence per un’Italia più sicura

Dal vertice dei Ministri della Difesa NATO al Consiglio europeo sulla difesa: come razionalizzare e rendere più efficienti gli apparati di difesa dei Paesi membri dell’Alleanza Atlantica e dell’Unione Europea?

Apertura dei lavori:
Roberto Race, Segretario Generale di Competere

Introduzione dei lavori:
Le sfide della Smart Defence
Antonella Cerasino, Responsabile per la comunicazione per l'Italia - Divisione di diplomazia pubblica NATO

L’investimento in difesa: come la pensano gli italiani
Antonio Noto, direttore IPR Marketing

TAVOLA ROTONDA
Massimo Artini, Vice Presidente Commissione Difesa Camera
Barbara Carfagna, giornalista Tg1
Vincenzo Camporini, Vice Presidente dell'Istituto Affari Internazionali (IAI) 
Franco Frattini, Presidente della Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale (SIOI)
Luciano Ghelfi giornalista Tg2
Giampiero Gramaglia, direttore EurActiv
Nicola Latorre, Presidente Commissione Difesa Senato
Sonia Mancini, giornalista La 7
Paolo Mazzanti, Direttore TMNews
Roberto Mostarda, Responsabile comunicazione della Fondazione Italia-Usa
Pietro Paganini, Presidente di Competere
Francesco Piccinini, direttore Fanpage.it
Arturo Scotto, Deputato, Commissione Esteri Camera

Conclusioni:
Federica Mogherini, Presidente della Delegazione Parlamentare Italiana alla NATO
Roberta Pinotti, Sottosegretario alla Difesa

Elaborare e implementare politiche e pratiche per lo sviluppo sostenibile: questa la mission di Competere.EU (www.competere.eu), il nuovo pensatoio italiano nato con l’obiettivo di essere di supporto alla politica, alle istituzioni ed al mondo del lavoro nel favorire l’innovazione sociale e dei processi economici e il confronto tra idee.
Presidente del think tank è il docente di Business Administration alla John Cabot University Pietro Paganini mentre il Segretario Generale è il consulente di comunicazione strategica Roberto Race.
Il pensatoio si distingue dagli altri think-tank per l’approccio anglosassone, agendo contemporaneamente su tre livelli: la ricerca, attraverso la diffusione di pubblicazioni e la promozione di conferenze o seminari, l’interazione con la società civile per creare consapevolezza sulle campagne che Competere metterà in campo e il confronto con il mondo politico ed istituzionale per la costruzione di percorsi politici e legislativi condivisi.
Competere.EU si regge sull’iniziativa volontaria di individui e gruppi che condividono uno stesso modo di operare e che vogliono contribuire ad innovare il mercato attraverso prodotti e servizi nuovi, e la società attraverso iniziative sociali sostenibili.




11.11.13 | Posted in , , , | Continua »

Franco Frattini at the Munich Security Conference in Washington



The Munich Security Conference (MSC) continues its successful series of “MSC Core Group Meeting” events and holds the fifth edition of the Core Group Meetings on November 5 and 6, 2013 in Washington D.C. Transatlantic relations as well as current questions of cyber security and the negotiations on a Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), as well as Syria, Iran and West-East-relationswill be among the main topics to discuss.


Under the patronage of Henry Kissinger, former Foreign Minister of the U.S., and chaired by MSC chairman, Ambassador Wolfgang Ischinger, and the presidents of the Atlantic Council, Frederick Kempe, and Brookings Institution, Strobe Talbott, the meeting will convene close to sixty high-ranking decision-makers and experts from Europe, the Middle East and the United States.

High ranking representatives of international politics and economy
Among others, participants will include: the Vice Prime Minister and Minister of Defence of Belgium, Pieter de Crem, Miroslav Lajčák, Vice Prime Minister and Foreign Minister of Slovakia, former Italian Minister of Foreign Affairs, Franco Frattini, former Federal Minister of Defence, Karl-Theodor zu Guttenberg, as well as high-ranking representatives of parliaments and academia. On the part of the U.S., MSC expects to welcome Senator John McCain, and the former Foreign Ministers Henry Kissinger and Madeleine Albright. Jane Harman, Director of the Woodrow Wilson International Center for Scholars, David Ignatius, Co-editor and columnist of The Washington Post, Matt Thomlinson, Chief Information Officer of Microsoft Trustworthy Computing and Hans-Jörg Rudloff, Chairman of Barclays Investment Bank are also participating.



Amb Bisogniero, Sen. McCain, Pres. Frattini, Mark Donfried
Shots of Franco Frattini on "Syria and beyond"
"Foreign fighters and weapons continue to enter the country but humanitarian aid to the civilian population is constantly blocked." 

"There is a clear risk that the demands for change that brought in March 2011 the Syrian people to ask for the resignation of Assad, could be in the end frustrated by the growing influence in the country of extremist groups like ISIL and Jabhat al-Nusra"

"The involvement of Iran, Hizballah and other foreign fighters inside Syria, poses a threat, to both Syria’s territorial integrity and to moderate forces, presenting at the same time a high risk of spill-over to neighboring countries. There is an urgent need for a political transition, through the establishment by mutual consent of a Transitional Governing Body"

"For its part, NATO has updated measures for the defense of member country Turkey and no-one should doubt the resolve of the Allies to defend one of its members in case it was attacked, in accordance with Article 5 of the North Atlantic Treaty"

















9.11.13 | Posted in , , , , | Continua »

Il Consiglio europeo: nuovo impulso alla politica di sicurezza e difesa comune


Photo by Peter Hautzinger

Lecture of President Franco Frattini at the Diplomatic Academy of Vienna on "The European council of Defence"
Read the speech
Peter Hautzinger
Peter Hautzinger
Peter Hautzinger



8.11.13 | Posted in , , , , | Continua »

The European Council on Defense: New Prospects




The best way to have a new vision for Europe is to go back to the original vision of the founding fathers. 

They had a political vision. In his personal letter to Konrad Adenauer, Robert Schuman anticipated his plan for Europe and explained that the objective of his proposition was not economical, rather mainly political. 

And the Schuman Declaration of 1950 clearly stated that the European Economic Coal and Steal Community was the first step towards the United States of Europe. The current economic crises, the fact that while the US has already began exiting the crises, Europe is still sinking into it, shall remind us that unless we build a political union we won’t be able to solve our problems

For instance, a fully functioning banking Union is badly and urgently needed

And the intergovernamental method should be replaced by strong and accountable economic European governance.

And we have an institutional and moral duty to look at the younger generations asking for more, not less Europe, in the years to come. 

What is at stake it is not only the Euro, but the European vision itself, that is to say life as we know it today. 

Let’s talk for once about the cost of having less Europe, by going back to national egoisms - Europeans take for granted free, open common market, freedom of circulation.

Europeans sometimes forget that the European Union has given all of us peace, wealth, opportunities that are unprecedented in the history of the Continent and that cannot go lost.

The future of the European integration cannot and must not be played only on the ground of economic policies, although fiscal and banking union are indispensable.

Europe being awarded the Nobel prize for peace has honored us, but that award calls us to new responsibilities. The first, and more complex, from among those responsibilities is to exercise the traditional European “soft power” as an actor able to speak with one voice, even outside our borders. 

When addressing major challenges of foreign policy and security, a divided Europe is weaker and certainly unable to influence the choices that both traditional and emerging "global powers" must adopt on global issues. I cannot imagine Europe excluded from the "table of choices" when it comes to prospects for peace, security and stability in the Mediterranean, the Middle East, Africa, the Balkans; that is true moreover where the challenges of terrorism or poverty, of mass migration or environmental protection, or - finally - of global trade must be faced together.

The first pillar of the Italian foreign policy, starting from De Gasperi, and still today, is Europeanism. More Europe, political and non-bureaucratic, is needed; and, today, even more, meant as the unique and common voice of Europe in the foreign and security policy. 

In 2003, with Javier Solana, we worked successfully to speed up the adoption of a European strategy that States have sometimes implemented, and some other time – unfortunately- not adequately followed. After the Treaty of Lisbon, ten years later, in a completely different world, the European strategy must be adapted to the new challenges which are essentially political.

I am fully aware that De Gasperi’s dream of a common European defense is still difficult to be implemented, even after sixty years, and that many countries have different sensitivities if compared to the one that led Italy to imagine a European army for the future. 

In any case the stronger coordination, the optimization of the reducing resources, and the adoption of operational decisions common to a plurality of States and open to accession by all those who wish to do that, are all achievable goals. 

A European Security and Defence policy is an essential tool to give Europe a political role on the global stage. The simple sum of the States is no longer enough. 

No one, even the biggest and the strongest among the EU States, can address global challenges alone.

Next EU Council on Defence, in December, will have to transmit a clear, visionary political message to the public.

Don’t give up EU responsibility, enshrined in the Lisbon Treaty, to contribute to global peace, stability, security.

Don’t underestimate, like it happens often, the global and asymmetric threats against the West.

So we should strengthen mutual trust, cohesion and solidarity within (and also improve the coordination between) EU and NATO.

In particular, some concrete results are badly needed and, I think, within the reach: 

1. REAFFIRM EU POLITICAL WILL TO AVOID DIVISIVE SOLUTION ON DEFENCE COOPERATION.
The Council should take into account different positions from M.S. and, in particular, avoid to encourage the establishment of “groups of willing” or the isolation of UK which a crucial M.S. also on security/defence.

Other thing is the possibility of a “division of labour”, depending on individual M.S. better knowledge on some regional areas or on better capacity on some good practices or technological instruments. 

2. MANDATE TO H.R. ON THE UPDATE OF 2003 STRATEGY
The current strategic vision and objectives on ESDP is enshrined in the document presented in 2003 by H.R. Javier Solana, during the Semester of the Italian Presidency. 

Many of the points are still valid, but some of them should be updated, and some should be strengthened or integrated. 

The Council should mandate the High Representative to work on this, and to present a proposal before the end of her term in office. 

3. QUICK IMPLEMENTATION OF EU COMMON DEFENCE MARKET
EU Council should take a strong position on the quick and full implementation of Directives, already adopted, on defence common market. This will save significant percentage of national procurement funds and will reduce delays. 

EU defence common market will also contribute to give EU Defence Agency a stronger coordinating role. 

4. BETTER ACCESS TO COMMON CAPABILITIES
Pooling and sharing initiative, as well as Smart Defence in NATO, focus on better spending resources, particularly in times of economic crisis. We also need to decide how to guarantee an effective and quick access to common capabilities. 

The EU Council should try to address an issue of highly political nature: how to guarantee that M. S. provide a predetermined capability after receiving notice that this is required. 

We should think of a political strategic decision, involving GVT and PARL of each M.S., on the availability once and for all, of assets at a predetermined level of readiness and deployment.

Maybe, E.D.A. and NATO, for their respective responsibilities, could certify transparently what is made available and by whom.


In a period of financial restrictions, we have to balance and harmonise the budget cuts, avoiding uncoordinated horizontal reductions in national budgets.

To this end, we need leadership and political choices: 

a) on where we need fresh investments (I think of new technologies and cyber crime) and where we can cut (ex. in “static” and not enough “interoperable” areas)

b) on how to further develop partnerships with non EU and non NATO States

c) on how to guarantee better access to common capabilities, within EU and between EU and NATO.

We need highly political decisions leading EU defence and NATO to complementary – and never alternative – visions. 

On the other hand, EU cannot be seen simply as the “soft power” appendix to the strong US producer of security!

I see Europe and America together, as “manufacturers of security” also by gradually rebalancing their own respective contributions. 

Finally, I think December Council should have some concrete deliverables.

I think first of updating where necessary the 2003 ESDP document.

I think also of a strong step forward towards EU common defence market, giving also EU Defence Agency a stronger coordinating role. 

Here is a challenge where our credibility is being tested.

A stronger EU ally is certainly in the interest of US, that is looking at ASIA but is also looking at us more than ever. 

The task of leaders is to win the hearts and the minds of citizens, as the founding fathers of Europe did. 

De Gasperi rightly assessed that a statesman looks to the next generations, not to the next election. We owe that to our citizens, and first of all to the young: starting from the renewal of its institutions in the next year, the Europe of the future must have a strategic vision of its global role as an actor of peace and security, otherwise we will only face the danger of technocratic or partial horizons. 

Let no one believe that a Europe weak and politically divided on the international scene gets more chances to protect its citizens from attacks and weaknesses on the economic ground, or even in terms of development and growth.


8.11.13 | Posted in , , , , , | Continua »

Frattini a Washington su relazioni transatlantiche e "cross-continental cooperation"

L'ex ministro degli Esteri arrivato nella capitale americana: in agenda bilaterali e Think Tank su relazioni transatlantiche 

E’ iniziata oggi la visita negli Stati Uniti dell’ex ministro degli Esteri Franco Frattini. Tappa a Washington, dove nel pomeriggio Frattini terrà una lecture nella sede della National Public Radio in occasione del Summit sulla cooperazione transcontinentale organizzato Institute for Cultural Diplomacy.

L’agenda della visita del Presidente della Sioi proseguirà mercoledì 6 novembre con la partecipazione all’incontro organizzato dalla Munich Security Conference, in collaborazione con l’Atlantic Council e Brookings Institution. Un appuntamento che avrà come focus il rilancio delle relazioni transatlantiche attraverso la cyber security ed il negoziato sul Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), così come la recente situazione in Iran e Siria.

Tra gli altri invitati a prendere la parola alla Munich Security Conference spiccano i nomi di autorevoli membri dell’amministrazione americana e di leader politici europei, tra cui l’ex ministro degli Esteri americano Madeleine Albright, la Consigliera di Obama per gli Affari Europei Karen Donfried, il senatore John MaCain e il Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri di Slovacchia Miroslav Lajčák.

Con l’occasione della visita nella capitale americana sono previsti nell’agenda dell’ex ministro degli Esteri anche alcuni incontri bilaterali con funzionari dell’amministrazione Usa.





Franco Frattini's shots at ICD
"When diplomacy gets stronger weapons get silenced" 
"Cultural Diplomacy means preserving identities and history" 
" A fundamental of CD is building mutual trust and understanding"
"We have to build bridges, not to create Europe as a fortress"-
"The system of diplomacy between cultures is the only way to overcome tensions"
"In this globalized world the US cannot find a better ally than Europe"


The former Italian Foreign Minister visited Washington D.C. The agenda focused on bilateral agreements and Think Tanks on cross-continental relations.

Today, Frattini began his visit to the Unites States: The first stop of his journey was Washington D.C. where he is going to hold a lecture in the offices of the “National Public Radio” on Transcontinental Cooperation, on the occasion of a summit organized by the Institute for Cultural Diplomacy.

The agenda of Frattini will carry onto Wednesday 6th of November with his participation at a meeting organized by the Munich Security Conference in collaboration with the Atlantic Council and the Brookings Institution. The event will focus both on re-launching transatlantic relations, using the so-called “cyber security” while also hoping to negotiate upon Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), and on the recent situation in Iran and Syria.

Others guests will be taking part in the conference at the Munich Security Conference. Among them, several American and European political leaders, including the former American Foreign Minister Madeleine Albright, Karen Donfried – the Councillor for European Affairs under Obama’s administration -, Senator John MaCain and Miroslav Lajčák – Deputy Prime Minister and Minister of Foreign Affairs of Slovakia.

During his visit to Washington, the former Italian Foreign Minister is also going to take part in several bilateral meetings with officials of the U.S. Administration.

READ THE ICD AGENDA




4.11.13 | Posted in , , | Continua »

RASSEGNA - "IL RIFORMATORE ELEGANTE" (Politika)

Ilustracija Dragan Stojanović
Politika, domenica 27.10.2013, pagina 7
Autore: Bosko Jaksic

Ha iniziato la sua carriera come socialista, ma, nascosto dietro al sorriso misterioso di Monna Lisa e con il talento di misurare le coalizioni con successo, col tempo si e’ avvicinato alla destra italiana, che poi gli ha permesso la carriera di eminente burocratico europeo.

Mentre il Romano attrezzato con l'esperienza di "riformatore moderno" ora aiuta Belgrado, nello stesso tempo e’ uno dei candidati  al nuovo Segretario generale della NATO.

"La mia consulenza personale, individuale e gratuita per il Primo Vice Primo Ministro Aleksandar Vucic su come rafforzare la prospettiva europea della Serbia è - prima le riforme," ha scritto Franco Frattini su "Twitter". 

Il carico assunto nel paese per il quale ha dimostrato un aperto affetto e’ stato accettato senza alcun compenso. Inoltre, come un giudice del Tribunale in Italia nemmeno puo’ essere pagato in un altro Stato.


La Serbia contraccambierà il cittadino onorario di Tirana per le sue consulenze solo con i biglietti aerei. Durante il suo soggiorno qui, dorme nella Residenza dell'ambasciatore italiano.

Confezionato con eleganza, sempre pronto ad abbinare perfettamente un abito grigio scuro con una camicia azzurra e scarpe marroni, Frattini è considerato uno dei più influenti politici europei.

E 'nato il 14 marzo del 1957 a Roma, dove ha frequentato il liceo classico e nel 1979 si e’ laureato in giurisprudenza. Dal 1983 e’ avvocato, due anni dopo diventa Consigliere giuridico del Ministro delle Finanze e dal 1990 al 1991 Consigliere giuridico nel Governo dei democristiani di Giulio Andreotti.

La poltrona di Ministro per gli affari regionali e gli affari pubblici nel Governo di Lamberto Dini (1994-1996), ha sostituito con incarichi politici: nel 1996 come candidato del partito di Forza Italia di Silvio Berlusconi è entrato in parlamento.

Da allora fino al 2001 è stato Presidente del Comitato di vigilanza dei servizi segreti e Ministro degli Affari Esteri - con 45 anni il più giovane nella storia del paese - la prima volta è diventato nel secondo governo di Berlusconi dal 2002 al 2004.

All’incarico di Commissario europeo per la giustizia, la libertà e la sicurezza si e’ trattenuto dal 2004 al 2008, quando era anche uno dei cinque vicepresidenti della Commissione europea.

Quando Berlusconi ha creato il nuovo partito, Popolo della Libertà, chiama di nuovo il suo "secchione" preferito e gli dà un secondo mandato di capo della diplomazia  dal 2008 al 2011. Lascia il partito a dicembre del 2012. Forse nel suo traversare a nuoto e’ stato aiutato dal desiderio d’infanzia di diventare un oceanografo.

E’ un grande appassionato di sci e delle immersioni subacquee. Ama la musica di "Jethro Tull."
E’ un devoto cattolico. Tre anni fa, al quotidiano del Vaticano "L'Osservatore Romano", ha detto che il giudaismo, il cristianesimo e l'islam si dovrebbero alleare per contrastare l'ateismo - " un fenomeno perverso pari all’estremismo".

Ha una figlia, Charlotte (20). Nel corso del 2008 ha avuto la relazione con un’attraente siciliana, dermatologo, che abbellisce tutti i VIP italiani. Ha sposato nel 2010 la venti anni piu’ giovane Stella Coppi, ex campione di golf, figlia del Presidente della Federazione italiana sport invernali. 

Attualmente è il Presidente della Societa Italiana per l’Organizzazione Internazionale, che si occupa di relazioni internazionali e lavora sotto il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri. E’ il primo politico che ha avuto questa funzione, che finora è stata riservata solo ai diplomatici ed accademici di alto rango.






30.10.13 | Posted in , , , , | Continua »

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