Frattini: "su protezione animali la Commissione Europea sviluppa azione avviata dal Governo italiano nel 2011

E’ con grande piacere che apprendo dell’adozione da parte del Commissario alla Sanità John Dalli di una strategia per il periodo 2012-2015 sulla protezione e benessere degli animali. Una decisione presa dalla Commissione Europea quale sviluppo dell’azione avviata dalla Farnesina nel 2011 in materia di contrasto al commercio illegale di animali domestici.

L’Italia aveva già fatto grandi passi traducendo in legge (n. 201/2010) la Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, inasprendo le pene e introducendo il reato di traffico illecito di questi animali. E grazie alla Federazione dei medici veterinari e alla Lega anti-vivisezione, era stato anche predisposto un manuale applicativo per l’esecuzione dei controlliprevisti da tale legge.

Successivamente, insieme al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, avevamo segnalato al Presidente Barroso, il fatto che il traffico di cuccioli preveniva prevalentemente da Paesi europei, sottolineando, così, l’esigenza di una strategia coordinata europea di prevenzione e contrasto contro questo fenomeno.

Ed è a seguito di quest’ultima istanza che la Commissione Europea ha deciso, qualche settimana fa, di avviare uno studio sul benessere di cani e gatti utilizzati a scopi commerciali. Si tratta di uno sviluppo estremamente positivo e per il quale ringrazio l’Onorevole Martini con cui condivido questa importante battaglia, ed il Ministro degli esteri Giulio Terzi, per aver voluto garantire la continuità di un impegno assunto dall’Italia nel 2011 e che ha dato un sostanziale contributo alla riflessione europea. 

Franco Frattini

26.4.12 | Posted in | Continua »

PIETRO FERRERO: L'ITALIA PERDE UN IMPRENDITORE DI ECCEZIONALE TALENTO


L’ improvvisa scomparsa di Pietro Ferrero mi colpisce e mi addolora profondamente: . E' questo il mio primo commento alle notizie che giungono dal Sudafrica sul drammatico incidente che è costato la vita al CEO dell’ azienda di Alba. Pietro Ferrero era un imprenditore di eccezionale talento, dotato di visione strategica e di profonda sensibilità per l’interesse generale del Paese. Sono certo di interpretare i sentimenti di tutta la Farnesina  nel rivolgere un pensiero commosso a un grande industriale che, continuando con abnegazione e grande spessore professionale la prestigiosa tradizione della sua famiglia, ha saputo dare un contributo di eccezionale rilievo all’ affermazione del made in Italy nel mondo. L’Italia perde   un uomo di impresa che ha saputo incarnare le qualità migliori della nostra storia industriale: la continua ricerca dell’eccellenza, la creatività, la determinazione a competere anche in momenti difficili per affermare il proprio marchio fino a renderlo un simbolo. Per questi motivi  volli riconoscere i meriti del Gruppo Ferrero tributandogli  lo scorso anno il Premio Winning Italy. Desidero far giungere alla famiglia di Pietro Ferrero  il mio cordoglio più sincero ed affettuoso. 
Ciao Pietro!

Franco Frattini

II Winning Italy Award ai Fratelli Ferrero (luglio 2010)

18.4.12 | Posted in , | Continua »

Fondazione De Gasperi - Franco Frattini: "rifondare la comunità euromediterranea"




Elaborare un piano per il Mediterraneo per rafforzare le giovani democrazie nord africane e il partenariato tra Ue e governi democratici. E' questo l’obiettivo che ho sottolineato oggi durante il convegno promosso dalle fondazioni Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer sul tema "L'Unione Europea e le strategie di stabilizzazione politica sociale dei paesi extraeuropei del Mediterraneo", che si e' svolto a plazzo Giustiniani.

Le rivoluzioni della Primavera araba hanno posto Europa e Occidente di fronte a un cambiamento di prospettiva e a una nuova sfida: quella di comprendere come solo una visione unica del Mediterraneo possa generare un ruolo da protagonista in un'area dove finora siamo stati solo spettatori che guardavano agli eventi, senza muoversi. Una nuova sfida da affrontare insieme al mondo arabo: quella di un piano vero ed omnicomprensivo per rifondare le basi della comunità euro mediterranea.
Quelle rivoluzioni ci hanno fatto capire l'errore di aver costruito partenariati con leader non democratici che sacrificavano la vita delle persone. Si trattava di governi fragili: alcuni sono caduti in poche settimane, altri – vedi la Siria - stanno resistendo, ma la storia li ha gia' travolti e mi auguro che anche i fatti possano spazzarli via.

La primavera araba ha fatto emergere nuovi protagonisti. Penso innanzitutto alle forze della difesa nazionale, agli eserciti. In alcuni paesi il ruolo delle forze armate e' stato quello di assicurare la transizione nazionale, in altri hanno dovuto contrastare le polizie al servizio dei dittatori. In Egitto vediamo le forze armate occupate in situazione di sempre più preoccupante contrasto.

Un altro protagonista e' stata la forza giovanile: non strutture forti e organizzate, ma ragazzi collegati tra loro attraverso le reti ed i social network, per chiedere più dignità e diritti.

Infine l'Islam politico, che in alcuni casi ha prodotto forme di partito che prima non c'erano. O, in altri casi, erano ritenute non compatibili con il messaggio del Corano. La sfida dell'Islam politico oggi e' quella di immaginare una rivoluzione che possa permettere delle alleanze con le forze democratiche.
Quando ho parlato di una nuova comunità euromediterranea mi riferivo ai tentativi euromediterranei degli ultimi 25 anni, prima con il processo di Barcellona, poi con l'Unione Mediterranea, che non hanno dato il massimo e non sono andati a buon fine. Rifondare la comunità mediterranea vuol dire oggi affrontare i grandi temi che la primavera araba ha risvegliato, a partire dalla dignità della persona umana, dal rispetto dei diritti dell'uomo, dall'uguaglianza tra uomini e donne, dalla liberta' religiosa, ai diritti dei cristiani.

Il piano Marshall per il Mediterraneo di cui si e' parlato fino ad oggi, ad esempio, non può andare bene, perché non può essere un piano di elargizione di regole fatte da noi e che poi i nostri amici sono chiamati ad applicare.

Questi sono i grandi di dossier su cui l'Europa dovrà dare delle risposte sul mondo arabo. Non sia la crisi una ragione per fermarci. Guardiamo agli errori del passato, al nostro non esserci accorti che qualcosa cambiava, e creiamo una nuova opportunità per diventare veri protagonisti e attori internazionali forti con una nuova visione-missione.

18.4.12 | Posted in , , , , | Continua »

Fondazione De Gasperi - L'Unione Europea e le strategie di stabilizzazione politica e sociale dei Paesi extra-europei del Mediterraneo: secondo colloquio della Fondazione Alcide De Gasperi - Konrad Adenauer



E’ difficile essere attori internazionali forti se non si ha una visione-missione. Le primavere arabe offrono oggi l’opportunità storica all’Unione Europea per consolidare il proprio ruolo di attore internazionale e per sostenere ed ancorare alla democrazia e ai diritti umani i nuovi regimi della sponda sud del Mediterraneo. Per la pace e la stabilizzazione politica e sociale del Mediterraneo le due rive devono unirsi e far convergere i rispettivi sforzi affinché i rischi si trasformino in opportunità, e le sfide in successi.


Sono alcuni spunti dell’incontro che si terrà domani, alle ore 09.45, a Palazzo Giustiniani, sul colloquio “l’Unione Europea e le strategie di stabilizzazione politica e sociale dei paesi extraeuropei del Mediterraneo” organizzato dalle Fondazioni Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer.

 



All’apertura dei lavori prenderà parte il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Interverranno – tra gli altri - il Presidente del Senato della Repubblica, Sen. Renato Schifani, il Ministro degli affari esteri, Amb. Giulio Terzi di Sant’Agata, il Presidente della Fondazione Alcide De Gasperi, On. Franco Frattini, l’ex Presidente della Repubblica libanese e attuale Presidente del Partito Kataëb, Amine Gemayel, la Direttrice della Fondazione Konrad Adenauer a Roma, Katja Christina Plate, il Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, Elmar Brok ed il Direttore della Sezione Europa/Usa della Fondazione Konrad Adenauer Jens Paulus.

I giornalisti, i fotografi e gli operatori televisivi interessati a seguire l’evento potranno accreditarsi inviando una richiesta al Senato della Repubblica - Ufficio Stampa.


INFORMAZIONI UTILI
18 aprile 2012
Roma - Senato della Repubblica (Palazzo Giustiniani - Sala Zuccari), Via della Dogana Vecchia n. 29
9.30-13.00
info@fondazionedegasperi.it

17.4.12 | Posted in , , , , | Continua »

"Sospendere i rimborsi elettorali": Franco Frattini a "Un giorno da pecora"

"Fare il Ministro degli Esteri? Dopo tanti anni, no, non mi manca"...e ancora..."Lo Spread?: non è colpa né di Monti né di Berlusconi. Quando i mercati notano delle incertezze allora tendono ad aggredire".

Eccoli...tutti i tweet di Franco Frattini a "Un giorno da Pecora", la trasmissione di Radio Due condotta da Sabelli e Lauro.

"Sul lavoro: è riforma che si può migliorare senza stravolgere. Dovrebbe entrare in vigore entro il prossimo giugno, altrimenti aspettiamoci un brutto messaggio dai mercati".

"Sui marò non mi viene in mente criticare l’operato del governo: bisogna capire cosa è successo davvero. Ed io ad oggi ancora non lo so".

"Mi preoccupa come gli italiani siano così visceralmente contro il sistema al punto da scegliere uno come Grillo".

"Lega: Sono sorpreso, non mi sarei mai immaginato quanto venuto fuori. Ma la Lega non è morta. Io ho rapporti preferenziali con Roberto Maroni. Adesso ritengo possibile che esca fuori una buona classe dirigente".



"Cosa penso dell’inchiesta sulla sanità lombarda? Vedo un accerchiamento nei confronti di Formigoni e ritengo che abbia ha diritto a far sapere come stanno le cose".


"Benedetto XVI è un grande Papa che affronta decisioni e temi spinosissimi rifiutando il politically correct e luoghi comuni".

"Io sono stato sin dal primo momento a favore della sospensione della tranche di rimborsi che arriverà a luglio. Penso che se vogliamo cambiare le regole, ma prima incassiamo i soldi, non diamo proprio un buon segnale".

"Se Monti è di destra o di sinistra? Dico che è un autentico liberale. Certo non lo vedo come uno statalista".

"Io un low profile technocrat? Sì, nasco con un mestiere prima della politica. Sono uno sobrio, le uniche scorribande le ho fatte da ragazzo, su una moto trial... ci andavo anche sulle scale".

"Si, Angelino Alfano ha il quid. E mi auguro sia prossimo candidato alla Presidenza del consiglio. Spero in una squadra che lo sostenga".

"La piu' bella della politica italiana? Direi Mara Carfagna perché rappresenta un particolare caso di politico bello e preparato allo stesso tempo. Dovevate vederla a G8 dei ministri donne. E’ stata molto competente".

16.4.12 | Posted in , , , , | Continua »

"Monti è al momento l'unica opzione per l'Italia": la Reuters intervista Franco Frattini




I partiti devono sostenere il governo di Mario Monti o si rischia di tornare alla crisi che ha portato l'eurozona sull'orlo del collasso alla fine dello scorso anno.


Lo sostiene Franco Frattini, socialista ed esponente di rilievo del Pdl, ministro degli Esteri nell'ultimo governo Berlusconi, in una intervista con la Reuters all'inizio di una settimana delicata per il governo con il consiglio dei ministri di questa sera sulla delega fiscale, il vertice di maggioranza di domani e un nuovo consiglio dei ministri mercoledì con il piano delle riforme e l'esame del Def all'ordine del giorno.

Dopo i tentennamenti politici degli ultimi giorni "i mercati hanno detto: anche Monti è nella palude della politica e quindi torna il feeling di incertezza e ne hanno approfittato. L'unica ricetta è fare subito la legge sul mercato del lavoro, che deve entrare in vigore entro giugno, e una riforma del finanziamento dei partiti prima dell'estate: allora diamo il segnale che Monti va avanti comunque", dice Frattini.

Secondo l'ex ministro degli Esteri "se diamo l'impressione che persino Monti è costretto così, allora i mercati si tuffano perché meglio di Monti oggi non ce n'è".


Dopo essere stato accolto con favore dall'opinione pubblica, il governo tecnico di Monti sta conoscendo una perdita di consensi: secondo l'istituto di sondaggi Swg la fiducia nei confronti del governo Monti sarebbe scesa la scorsa settimana al 47% dal 59% del 6 marzo scorso.


Sul fatto che le forze politiche debbano in questo difficile momento sostenere l'esperienza di Monti c'è un'opinione trasversale "in persone come me, nel mio amico Enrico Letta nel Pd, ma non è comune: ci sono persone in tutti i partiti che hanno mal di pancia. Ma l'alternativa è sicuramente peggiore".

“La sola idea di andare a votare è un disastro perché non guadagnerebbe il Pd di Pierluigi Bersani, né il partito nostro: guadagnerebbe [il Movimento 5 stelle di Beppe] Grillo, come dicono i giornali di oggi, guadagnerebbe il populismo estremista. Non c'è possibilità di un leader più apprezzato di Monti oggi in Europa", dice ancora Frattini.

Però "dentro i partiti c'è una parte che non è di questa opinione" aggiunge l'ex capo della diplomazia italiana.

Per quel che riguarda la leadership futura del centrodestra secondo Frattini "ci sarà un team, non c'è spazio per un nuovo leader carismatico. L'idea che si sta costruendo con il segretario Angelino Alfano è di creare un gruppo ristretto di persone che possano aiutare la squadra".

Fonte: Reuters.com

16.4.12 | Posted in , , , , | Continua »

"There is no one better than Monti around today. That's the truth": Reuters interviews Franco Frattini

Italian political parties must shore up fraying support for Prime Minister Mario Monti or risk a return to the crisis that brought the euro zone to the brink of collapse last year, Franco Frattini, an ex-foreign minister and leading member of Italy's biggest party, said on Monday. Monti, hailed as a saviour when he succeeded the scandal-plagued Silvio Berlusconi at the height of last year's debt crisis, has seen his once stellar approval ratings sink in the past weeks as opposition to his economic reform plans has grown.
A labour market reform seen as a centerpiece of his agenda has been particularly contentious, costing him popular support and eating into his political capital with the parties whose support he depends on in parliament. Monti's falling popularity and increasingly vocal political attacks from all sides have coincided with a return of the kind of financial market tensions that sent Italy's borrowing costs nearly out of control last year. "If we create the impression that even Monti is bogged down, the markets will dive in," Frattini, one of the senior figures of Berlusconi's centre-right PDL party, told Reuters in an interview at his offices in Rome. "There is no one better than Monti around today. That's the truth," said Frattini, a leading member of the PDL's moderate wing. Monti, a technocrat, still enjoys approval ratings well above those of any of the parties. But there has been a steady decline over the past few weeks, from a high this year of 59 percent on March 6 to 47 percent last week, according to a survey on Monday by the SWP polling institute.
The labour market reforms, which would make it easier for companies to dismiss workers, have eaten into his support on the left, while the PDL has joined employers in attacking concessions Monti has made to the unions.
With local elections on May 6-7 set to provide the first concrete test of political support for the parties since Monti's appointment in November, politicians have been increasingly ready to take aim at the government.

Disgruntled Politicians

Frattini expressed concern that, away from a core group in the main parties, opposition to Monti was on the rise among politicians now clearly focused on the local elections and even on a general election early next year.
Support for the prime minister is shared among moderates on both sides of the political divide, he said, but not by every one. "There are people in all the parties who are discontented, who say 'We can't have this, we can't have that'," he said. "But the alternative is definitely worse. Just the idea of going to an early vote would be disastrous." The PDL is pushing Monti to make further changes to the labour reforms, in particular to ease penalties intended to dissuade companies from offering workers temporary contracts rather than permanent jobs. But Frattini said it was vital that the measure not be held up in parliament.
"We need the law on labour market reform to be passed as quickly as possible. We've got the local elections in May but we need the labour reforms in force by June," he said. It remains to be seen whether his own party - where many still resent being expelled from office when Monti was appointed by President Giorgio Napolitano - would heed his call.
But Frattini warned his colleagues not to tempt fate. "If this experiment with the Monti government fails, none of the parties will gain from it," he said. "Populism will win and Italy will lose."

Source: Reuters.com

16.4.12 | Posted in , , | Continua »

Marò: non sono ottimista su una soluzione rapida


Non sono ottimista per una soluzione rapida del caso dei due marò arrestati in India. Abbiamo visto un Paese certamente democratico come l'India in cui la Corte suprema decide di sospendere per oltre un mese una sua decisione. Questo dà l'idea di come dobbiamo prepararci. Io credo che occorre un costante, incisivo sforzo diplomatico per indurre un paese democratico come l'India a capire che le regole del diritto internazionale non si possono violare senza conseguenze politiche.

L'Europa deve intervenire perché non è una questione bilaterale tra Italia e India, ma una questione che riguarda un Paese membro dell'Europa che vede violato il diritto internazionale: che fa l'Europa? Non reagisce?

13.4.12 | Posted in , | Continua »

Le mele marce vanno tolte subito dal cesto prima che intacchino quelle sane


Il problema della rigenerazione della politica riguarda tutti i partiti, nessuno escluso. Le mele marce vanno tolte subito dal cesto prima che intacchino quelle sane: quella buona politica che i cittadini richiedono con sempre maggiore insistenza. In un periodo di forconi sempre più “spuntati” bisogna provare a voltare pagina davvero. Siamo tutti chiamati ad un senso di responsabilità maggiore per ripianare gli  errori della malapolitica e di quegli scheletri nell’armadio che intossicano i partiti e disaffezionano gli elettori.
Accolgo con favore che l’auspicio da me espresso ieri sia stato favorevolmente recepito in particolar modo dai leader delle forze politiche di maggioranza, i quali si sono impegnati per un iter di approvazione efficace e tempestivo di una riforma che disciplini i partiti ed il finanziamento.

Oggi si può davvero voltare pagina se diciamo basta ai bilanci privi di controllo, se decidiamo di sottoporre i conti ad una revisione indipendente, se pubblichiamo i bilancion line e se – come da me proposto ieri – si attua la sospensione quell’ultima tranche del finanziamento che deriva dalle politiche del 2008 almeno finché non sarà intervenuta la nuova disciplina.

Fare passi indietro su questi tre fondamentali passaggi del “maquillage” e del rilancio della politica, significherebbe continuare ad inciampare in tutti quei vizi materiali che non riguardano l'attività politica in senso stretto. Ma soprattutto, significherebberinunciare a quella seconda possibilità che la buona politica merita di avere.

12.4.12 | Posted in , | Continua »

Frattini all'Ispi di Milano


"L'Italia e la politica internazionale. Nuove responsabilita' o rischio di marginalizzazione?"
Tavola Rotonda

L'incontro, primo di un ciclo che proseguirà fino all'autunno e vedrà la partecipazione di esponenti di spicco dei principali partiti politici, si propone di offrire occasioni di riflessione e confronto sul modo in cui le principali forze politiche interpretano il ruolo del nostro Paese, alla luce dei nuovi scenari in Europa e delle trasformazioni in corso a livello globale, tanto piu' sotto l'incalzare di quanto accaduto nelle ultime settimane. 

Massimo D'Alema e Franco Frattini, nella loro veste di ex Ministri degli Affari Esteri, ne discutono con Giancarlo Aragona, Presidente, dell'ISPI, Gaetano Barresi, Giornalista, GR RAI, Alberto Meomartini, Presidente, Assolombarda e Franco Venturini, Editorialista, Corriere della Sera.

12.4.12 | Posted in , | Continua »

Controlli per sapere come spesi soldi partiti


La prossima tranche di rimborso elettorale, circa 100 milioni di euro, non può essere erogata a cuor leggero ai partiti se prima non è intervenuta una normativa che tenga conto delle preoccupazioni espresse oggi dal Consiglio d’Europa. Una normativa, cioè, che preveda un controllo e che  permetta di sapere come sono stati spesi i soldi. Io auspico che ci sia un controllo indipendente, ad esempio come quello della Corte dei Conti, e mi piacerebbe che si trattasse di un finanziamento all'americana in cui sono i privati che decidono, mentre il quantum è determinato dalla trasparenza e dalla capacità dei partiti di dimostrare che se lo meritano. Questo non può chiaramente essere fatto nel giro di qualche giorno, ma mi auguro si possa arrivare a luglio con una legge in vigore. Sarebbe assurdo continuare a spartire quei 100 milioni di euro con la normativa esistente.

La democrazia si fonda su sistema di partiti, ma i partiti devono essere una casa di vetroaltrimenti si arriva al disgusto e ai forconi dell’antipolitica.

Sulla ricerca di un'intesa credo che i partiti siano tutti corresponsabili dell'adozione o meno di una buona legge. Nel giro di qualche settimana si dovrebbe dire qualcosa di più preciso in termini di controllo, pubblicazione dei bilanci on line, controllo da affidare alla Corte dei Conti o ad una società di certificazione esterna. Sono cose che possono essere fatte in breve tempo se c’è la volontà politica.

Francamente, quando si vede che i partiti percepiscono fino a tre volte l'ammontare del rimborsabile e del documentabile, allora questo rimborso si giustifica poco. Significa che c’è molto da limare. Sospendiamoli, quindi, questi 100 milioni, almeno finché non c’è una nuova disciplina.

Infine c’è un problema più ampio, quello dell’articolo 49 della Costituzione. Che fino ad oggi non è mai stato attuato in quanto i partiti sono sempre stati molto restii ad un criterio di trasparenza. E’ un altro punto che andrebbe affrontato subito.




11.4.12 | Posted in , , | Continua »

Possiamo approvare la nuova legge entro maggio

INTERVISTA DI FRANCO FRATTINI A LA REPUBBLICA
"CONTRO L'ANTIPOLITICA RIMBORSI RIDOTTI NEL 2012 E 5 PER MILLE SUL 740"

"Possiamo approvare la nuova legge entro maggio"
Intervenire prima che la gente arrivi sotto il Palazzo coi forconi. Solo in apparenza il decreto è il mezzo più rapido 

DI CARMELO LOPAPA 

“Intervenire subito, prima che la gente arrivi sotto il Palazzo coi forconi». Proposta di legge, da approvare in poche settimane e in via definitiva solo in commissione. Ridimensionamento del rimborso elettorale 2012, quei 100 milioni di euro che i partiti si preparano a incassare il 31 luglio. Previsione di una quota di versamento alla politica su base volontaria, sorta di 5 per mille che i partiti dovranno conquistarsi”. Alla vigilia del blitz normativo con cui ABC proveranno a recuperare la fiducia dei cittadini, Franco Frattini mette sul tavolo le sue proposte che sono in gran parte quelle che il Pdl porterà al tavolo.

Decreto o iniziativa parlamentare per chiudere questa pagina buia della partitocrazia italiana?
“Alfano, Bersani e Casini hanno compiuto un passo importante. Se c'è una materia in cui la politica deve prendere l'iniziativa, è questa. E non potevamo attendere l'estate. Incombono due forme di populismo. Quello di chi dice cancelliamo i partiti, sebbene riconosciuti dall'articolo 49 della Costituzione come elemento nevralgico della nostra democrazia. E il populismo di chi dice: cancelliamo la politica e lasciamo campo libero ai tecnici. Non possiamo consentirlo”.
Dunque proposta di legge in Parlamento?
Solo in apparenza il mezzo più rapido per intervenire sarebbe il decreto. Se si provvede in commissione in sede legislativa, la norma chiude l'iter nell' arco di 15-20 giorni, entro aprile una delle due camere licenzierebbe il testo. Senza tener conto del fatto che il decreto comporterebbe una proposta avanzata da un governo non politico su una materia squisitamente politica”.

Magari i cittadini lo preferirebbero.
“No, anche perché la proposta di legge in sede legislativa in commissione consentirebbe anche l'attuazione, finalmente, dell' articolo 49 della Costituzione. Finora i partiti non hanno mai gradito una regolamentazione normativa della loro vita e del loro funzionamento. E giunto il momento di darla”.
Cosa dovrà contenere la riforma alla quale lavorate?
“Trasparenza: obbligo di pubblicità con messa on line del bilancio. Certificazione affidata a soggetti esterni di riconosciuta autorevolezza. Introduzione della responsabilità contabile, tanto più se i partiti dovessero divenire soggetti pubblici”.
Intanto i partiti incasseranno in luglio altri 100milioni.
“La legge arriverà prima rispetto alla quarta tranche del rimborso. Elargirla come se niente fosse accaduto non è più possibile, la gente arriverebbe coi forconi. La buona politica ha bisogno di un contributo, dunque dovranno continuare a percepire una quota di sopravvivenza. Ma i partiti oggi godono di un apprezzamento da parte del 9 per cento appena. E bisogna tener conto di quel 91 che non ha più fiducia in loro e non intendere più pagare”.
L'alternativa?
“Una quota di finanziamento su base volontaria: erogazione liberale del cittadino. Sarebbe una sorta di 5 per mille, dovremo saper riconquistare la fiducia dei cittadini. Chiaro: ciascuno non verserebbe al proprio partito, onde evitare riconoscimenti. La ripartizione del fondo avverrebbe in proporzione ai voti ottenuti o ai seggi. Quel plus la politica dovrà però guadagnarselo”.
Intanto rischiate astensionismo di massa già alle amministrative.
“Il rischio è che si arrivi a livelli di affluenza al voto da terzo mondo. Che gli illeciti di alcuni li paghino tutti. Dilaga l' immagine di un intero sistema politico marcio. Ma non è così. E lo dimostreremo”.

10.4.12 | Posted in , | Continua »

Intervista a Franco Frattini: "solo l'Europa può fermare l'India"

In sfregio al diritto e alla consuetudine internazionale, l’India continua a trattenere i nostri marò. Passano i giorni e si avvicendano notizie sempre meno rassicuranti. Sia chiaro: l’impressione generale è che la vicenda avrà, alla fine, esito positivo. Ma proprio alla fine. Nel frattempo, sembra che l'Alta Corte di Kochi abbia deciso di sottoporci ad un estenuante prova di forza, connotata da rimbalzi, rinvii, aperture e ritrattazioni. Tanto per cambiare, ha procrastinato ulteriormente (a dopo Pasqua, ma a data da destinarsi) la decisione su quale giurisdizione applicare a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Che, dal canto loro, hanno stabilito di non rispondere agli interrogatori, non riconoscendo la giurisdizione indiana.

E, mentre l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, CatherineAshton, fa sapere che l'Unione farà la sua parte per arrivare a una soluzione, abbiamo fatto il punto con Franco Frattini.
Che, ormai da tempio, sostiene la necessità di un coinvolgimento europeo.

Sembra che l’India stia agendo nell’assoluta impunità e nel diniego del diritto internazionale. Perché?
L'India è, sicuramente, un Paese democratico, con un sistema giudiziario indipendente e molto complesso. Contestualmente, il fatto di essere una delle prime potenze commerciali mondiali suscita il suo orgoglio nazionale e la spinge a usare gli strumenti giuridici di cui dispone per tutelare i propri interessi; anche quando, come in questo caso, rappresentano mere posizioni di principio in contrasto con le regole del diritto internazionale.
Di sicuro, i nostri marò non sono stati trascinati con la forza nel porto indiano, né le forze di sicurezza indiane hanno assaltato l’Enrica Lexie per obbligarla a lasciare le acque internazionali. E’ probabile, quindi, che nella catena di comando qualcosa non abbia funzionato. Occorre capire che cosa. Gli errori all’inizio della vicenda ci hanno introdotto in una spirale giuridica complicata, ove occorrerà individuare gli strumenti idonei a uscirne.

Crede che il ministro degli Esteri e la rappresentanza diplomatica stiano compiendo tutti i passi necessari?
Si sarebbe dovuto, fin da subito,europeizzare la crisi. E presentare le nostre istanze anche in sede Onu. Denunciando la violazione del diritto internazionale, a fronte del coinvolgimento dei nostri militari in una missione antipirateria fortemente voluta dalle Nazioni Unite e dell’Europa.

Cosa significa, concretamente, europeizzare la crisi?
Il caso è tale da far ritenere agli esperti improbabile l’attribuzione della competenza ad istituti giuridici quali la Corte europea dei diritti dell’uomo o la Corte di giustizia; e ancor meno l’Ue o l’Onu possono emanare sanzioni contro lo stato indiano. In effetti, è così. Europeizzare la crisi significa far valere un principio di solidarietà politica e non uno strumento tecnico giuridico. Mi riferisco, in particolare, all’importanza delle costanti relazioni tra Ue ed India. Ci sono, ad esempio, dei summit periodici tra Europa e Stato indiano dove potrebbero esser fatte valere le nostre ragioni. Dovrebbe, inoltre, scattare da parte europea un meccanismo di difesa analogo a quello della Nato laddove uno dei suoi membri venga attaccato da un altro Paese. Qui, ovviamente, non siamo in presenza di un attacco militare, ma di una controversia giuridica. Che, tuttavia, riguarda un principio universale e non bilaterale.

A quale principio, quindi, dovremmo appellarci?
Secondo il diritto internazionale, i militari godono dell’immunità e le loro azioni vanno imputate al Paese di provenienza, cui spetta il compito di giudicarli. Il canale politico europeo avrebbe il vantaggio di attirare l’attenzione del mondo sul fatto che uno tra i Paesi emergenti che vuole intestarsi un ruolo politico a livello globale, sta commettendo una violazione inaccettabile sul fronte del diritto internazionale.

Al di là dei summit, quale sarebbe il soggetto in sede europea più indicato per seguire la vicenda?
Sicuramente il Consiglio europeo, cui spettano le decisioni in materia. Alla Commissione spetta, invece, il compito fondamentale di preparare il terreno; in particolare, il Dipartimento giustizia della Commissione europea ha tutti gli strumenti per predisporre una documentazione che dimostri in tempi molto rapidi le fondate ragioni giuridiche dell’Italia.

In sostanza, l’India si è stufata di venir considerata “semplicemente” un Paese che cresce del 10%. L’Europa, in sede di trattativa, può garantirgli come contropartita una legittimazione politica?
Certo: se l’Europa riconoscesse all’India la capacità di aver saputo far prevalere, in questa vicenda, le ragioni del diritto internazionale, per il governo di New Delhi rappresenterebbe un’acquisizione di credito politico non indifferente.

I marò non stanno rispondendo agli interrogatori perché affermano di non riconoscere la giurisdizione indiana. Fanno bene?
Stanno facendo molto bene. Accettare l’interrogatorio coinciderebbe con la negazione del fatto che l’India sta violando il diritto internazionale.

Come prevede che si concluderà la vicenda?
Credo che il diritto internazionale sarà riaffermato e che i nostri marò torneranno a casa per essere giudicati dalla giustizia italiana. L’unica preoccupazione è sui tempi. Il loro accelerarsi dipenderà dall’eventuale coinvolgimento dell’Europa.

Autore: Paolo Nessi

9.4.12 | Posted in , , , | Continua »

Il governo risponde alla mia interrogazione sulla Bielorussia


Il governo ha risposto all'interrogazione da me presentata il 16 febbraio 2012 sulle possibilità di adozione in Italia di bambini bielorussi e sullaCommissione mista per il settore della istruzione.

Onorevole Deputato Frattini
Rispondo alla Sua interrogazione a risposta scritta n. 14950:
Il Governo è fortemente impegnato ad assicurare l’attuazione dell’Accordo tra l’Italia e la Bielorussia sulla cooperazione nel campo dell’istruzione.        
L’Accordo, firmato a Trieste il 10 giugno 2011 ed entrato in vigore il 23 settembre dello stesso anno, impegna i due paesi a creare le migliori condizioni per approfondire la conoscenza reciproca, anche attraverso gli scambi tra scuole ed atenei. Inoltre, indirizza ed incoraggia partenariati tra istituzioni educative e formative, favorendo l’opportunità di stabilire una diretta collaborazione.

          Si tratta ora di definire le procedure che permetteranno la concreta applicazione dell’Accordo. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, responsabile per la parte italiana dell’attuazione dell’accordo, ha pertanto attivato gli opportuni contatti con l’omologo bielorusso e con le altre istanze italiane interessate. Tale lavoro di preparazione ha consentito di tenere a Minsk, nei giorni 6,7 e 8 febbraio scorso, la prima riunione della Commissione Mista bilaterale, prevista dall’Accordo. Aperta al vice Ministro bielorusso per l’educazione, la riunione ha consentito a funzionari dei due Ministeri dell’Istruzione di avviare il lavoro sulla definizione dei Protocolli Attuativi che possano concretamente consentire ai ragazzi bielorussi che abbiano compiuto il 14°anno di età di frequentare uno o più anni scolastici in Italia. La delegazione bielorussa ha rappresentato in tale sede la più ampia disponibilità ed ha proposto la formulazione di un memorandum di Intesa ad hoc, che regoli nel dettaglio lo svolgimento degli scambi di studenti.

            Su tali basi, ed in vista di assicurare la piena e rapida applicazione dell’Accordo, il governo ribadisce il suo forte impegno a portare avanti positivamente i lavori della Commissione Mista, la cui prossima riunione dovrà tenersi a Roma nel prossimo mese di aprile.

Per quanto attiene alle donazioni di minori bielorussi, come noto, a seguito della decisione del 2004 delle autorità di Minsk di congelare le procedure adottive non ancora concluse e di sospendere l’accettazione di nuove richieste, è stata raggiunta nel 2009 un’intesa per condurre a termine le pratiche già avviate. Come risultato di tale intesa conseguita grazie all’impegno politico di alto livello del Governo, la Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI) e l’omologo organismo bielorusso hanno potuto portare a conclusione, tra il 2009 ed il 2011, l’iter adottivo relativo a 271 minori sui 589 casi pendenti.

            Il Governo continuerà naturalmente a favorire la chiusura di tutte le pratiche adottive, dovendo tuttavia confrontarsi con un processo di involuzione e di forte irrigidimento del regime bielorusso al quale in ambito Ue è stato inevitabile reagire con determinazione attraverso dei provvedimenti sanzionatori.

Il Sottosegretario di Stato agli Affari esteri
Marta Dassù

6.4.12 | Posted in , , | Continua »

Marò: solo l'Europa può fermare l'India


INTERVISTA DI FRANCO FRATTINI A ILSUSSIDIARIO.NET
In sfregio al diritto e alla consuetudine internazionale, l’India continua a trattenere i nostri marò. Passano i giorni e si avvicendano notizie sempre meno rassicuranti. Sia chiaro: l’impressione generale è che la vicenda avrà, alla fine, esito positivo. Ma proprio alla fine. Nel frattempo, sembra che l'Alta Corte di Kochi abbia deciso di sottoporci ad un estenuante prova di forza, connotata da rimbalzi, rinvii, aperture e ritrattazioni. Tanto per cambiare, ha procrastinato ulteriormente (a dopo Pasqua, ma a data da destinarsi) la decisione su quale giurisdizione applicare a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Che, dal canto loro, hanno stabilito di non rispondere agli interrogatori, non riconoscendo la giurisdizione indiana.

E, mentre l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, CatherineAshton, fa sapere che l'Unione farà la sua parte per arrivare a una soluzione, abbiamo fatto il punto con Franco Frattini.
Che, ormai da tempio, sostiene la necessità di un coinvolgimento europeo.  
Sembra che l’India stia agendo nell’assoluta impunità e nel diniego del diritto internazionale. Perché?
L'India è, sicuramente, un Paese democratico, con un sistema giudiziario indipendente e molto complesso. Contestualmente, il fatto di essere una delle prime potenze commerciali mondiali suscita il suo orgoglio nazionale e la spinge a usare gli strumenti giuridici di cui dispone per tutelare i propri interessi; anche quando, come in questo caso, rappresentano mere posizioni di principio in contrasto con le regole del diritto internazionale.  
Di sicuro, i nostri marò non sono stati trascinati con la forza nel porto indiano, né le forze di sicurezza indiane hanno assaltato l’Enrica Lexie per obbligarla a lasciare le acque internazionali. E’ probabile, quindi, che nella catena di comando qualcosa non abbia funzionato. Occorre capire che cosa. Gli errori all’inizio della vicenda ci hanno introdotto in una spirale giuridica complicata, ove occorrerà individuare gli strumenti idonei a uscirne.
Crede che il ministro degli Esteri e la rappresentanza diplomatica stiano compiendo tutti i passi necessari?
Si sarebbe dovuto, fin da subito,europeizzare la crisi. E presentare le nostre istanze anche in sede Onu. Denunciando la violazione del diritto internazionale, a fronte del coinvolgimento dei nostri militari in una missione antipirateria fortemente voluta dalle Nazioni Unite e dell’Europa.
Cosa significa, concretamente, europeizzare la crisi?
Il caso è tale da far ritenere agli esperti improbabile l’attribuzione della competenza ad istituti giuridici quali la Corte europea dei diritti dell’uomo o la Corte di giustizia; e ancor meno l’Ue o l’Onu possono emanare sanzioni contro lo stato indiano. In effetti, è così. Europeizzare la crisi significa far valere un principio di solidarietà politica e non uno strumento tecnico giuridico. Mi riferisco, in particolare, all’importanza delle costanti relazioni tra Ue ed India. Ci sono, ad esempio, dei summit periodici tra Europa e Stato indiano dove potrebbero esser fatte valere le nostre ragioni. Dovrebbe, inoltre, scattare da parte europea un meccanismo di difesa analogo a quello della Nato laddove uno dei suoi membri venga attaccato da un altro Paese. Qui, ovviamente, non siamo in presenza di un attacco militare, ma di una controversia giuridica. Che, tuttavia, riguarda un principio universale e non bilaterale.


A quale principio, quindi, dovremmo appellarci?
Secondo il diritto internazionale, i militari godono dell’immunità e le loro azioni vanno imputate al Paese di provenienza, cui spetta il compito di giudicarli. Il canale politico europeo avrebbe il vantaggio di attirare l’attenzione del mondo sul fatto che uno tra i Paesi emergenti che vuole intestarsi un ruolo politico a livello globale, sta commettendo una violazione inaccettabile sul fronte del diritto internazionale.
Al di là dei summit, quale sarebbe il soggetto in sede europea più indicato per seguire la vicenda?
Sicuramente il Consiglio europeo, cui spettano le decisioni in materia. Alla Commissione spetta, invece, il compito fondamentale di preparare il terreno; in particolare, il Dipartimento giustizia della Commissione europea ha tutti gli strumenti per predisporre una documentazione che dimostri in tempi molto rapidi le fondate ragioni giuridiche dell’Italia.
In sostanza, l’India si è stufata di venir considerata “semplicemente” un Paese che cresce del 10%. L’Europa, in sede di trattativa, può garantirgli come contropartita una legittimazione politica?
Certo: se l’Europa riconoscesse all’India la capacità di aver saputo far prevalere, in questa vicenda, le ragioni del diritto internazionale, per il governo di New Delhi rappresenterebbe un’acquisizione di credito politico non indifferente.
I marò non stanno rispondendo agli interrogatori perché affermano di non riconoscere la giurisdizione indiana. Fanno bene?
Stanno facendo molto bene. Accettare l’interrogatorio coinciderebbe con la negazione del fatto che l’India sta violando il diritto internazionale.
Come prevede che si concluderà la vicenda?
Credo che il diritto internazionale sarà riaffermato e che i nostri marò torneranno a casa per essere giudicati dalla giustizia italiana. L’unica preoccupazione è sui tempi. Il loro accelerarsi dipenderà dall’eventuale coinvolgimento dell’Europa.
(Paolo Nessi)

5.4.12 | Posted in , , , | Continua »

Un'altra Forza Italia è impossibile


IL GIORNALE - INTERVISTA A FRANCOFRATTINI
L' ex ministro degli Esteri: «Fu un momento magico grazie a Berlusconi. Gli scontri con An? È dialettica»

Fabrizio de Feo 

Onorevole Franco Frattini, vivete il momento più complesso degli ultimi vent' anni, tra bipolarismo in crisi, alleanze anomale e governo tecnico.
«Si, è vero e pochi hanno rimarcato che ci apprestiamo ad affrontare le amministrative per la prima volta come Pdl. Ma bisogna cogliere l'aspetto positivo di un partito che si sta radicando sul territorio».
La stagione congressuale rappresenta il bagno di democrazia a lungo atteso?
«Nel Pdl sono confluiti partiti che avevano uno il traino carismatico di Berlusconi, l'altro la forza di una tradizione. Con i congressi è finito il collaudo e la fusione a freddo è diventata calda».
C'è chi teme lo strapotere dei signori delle tessere.
«Finora il 52% dei congressi sono stati competitivi con più di un candidato. E gli sconfitti sono rimasti nel partito grazie a un sistema che consente rappresentanza anche al perdente. Una dialettica normale per un partito vero».
Tra exAn ed exFi esiste la tentazione di un amarcord identitario?
«Nell' elettorato il comune sentire è ormai diffuso. Chi ha pensato di presentare liste alle amministrative lo ha fatto quasi sempre per intercettare un consenso che altrimenti sarebbe finito altrove. E comunque ci sono casi in cui il quadro si è ricomposto in unità».

Quali?
«A Gorizia c'è un candidato sostenuto da Pdl, Lega, Udc e Fli. Abbiamo messo in campo una lista civica, il Popolo di Gorizia, e creato un mix efficace».
Siamo al quinto mese del governo Monti e il Pdl fatica a stringere nuove alleanze.«Ci sono due fattori che rallentano. In primis le amministrative. In questo senso viene poco sottolineato come il Pd abbia stretto dappertutto alleanze con Idv e Sel, partiti ferocemente contrari a Monti».

Il secondo fattore?
«L'assenza di una nuova legge elettorale. Abbiamo trovato un buon accordo con un premio per il miglior partito che porterà a coalizioni più omogenee, senza la necessità di inseguire i partitini».
L'Udc continua a tenere le carte in mano.
«Casini fa molta tattica. Comunque entro maggio ci sarà la stesura della nuova legge elettorale e a giugno verrà approvata. A quel punto bisognerà prendere decisioni chiare».
La Lega appare indebolita dalle inchieste.
«La Lega deve rivedere i meccanismi di finanziamento. Conosco Bossi da anni e non ha mai cambiato il suo tenore di vita. Sulle alleanze non credo possa servire a nessuno chiudersi in un isolamento dorato. E auspicabile un accordo sul modello tedesco di Cdu e Csu. Sui contenuti però preferisco i toni sull'immigrazione».
Una scomposizione del Pdl potrebbe essere utile in chiave elettorale?
«Non è tempo di moltiplicare ma di raggruppare».


C'è qualcosa che le manca di Forza Italia?
«Fu un momento magico con il coinvolgimento di persone che non avevano mai fatto politica, me compreso. Ideali, valori, principi vennero messi in moto da un vortice chiamato Berlusconi. Oggi se chiedi a esponenti della società civile di entrare in politica rispondono "per carità"».
Serve una revisione della legge sul finanziamento dei partiti?
«Si, serve trasparenza e la pubblicazione su Internet dei bilanci. E poi bisogna ridurre i parlamentari».
È possibile farlo in tempi cosi stretti?
«Se c'è la volontà non è un problema. Alfano è deciso, spero lo siano anche i parlamentari che devono capire che se non lo facciamo noi, saranno altri a imporcelo».
Monti non esclude la grande coalizione per il futuro.
«Oggi è un armistizio utile, ma il Pd è troppo diviso tra i riformisti e chi è legato al carro Fiom-Cgil come Fassina. Con l’Udc c'è omogeneità sui contenuti ma ci sono tanti tatticismi. Prefigurare una grande alleanza mi sembra prematuro. È un seme che dovrà germogliare».



5.4.12 | Posted in , | Continua »

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